Roma: Chiesa Santa Maria Annunziata in Borgo

Mercoledì 4 giugno 2025 alle ore 19:00 la Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate presenta la mostra personale Acqua, Luce, Spiritualità di Anna Romanello a cura di Claudio Cremonesi, accompagnata da un saggio introduttivo di Michele Tarroni

Gli spazi della Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo si apriranno ad un dialogo tra le opere esistenti e quelle disseminate da Anna Romanello: lavori realizzati mediante innovative tecniche di stampa calcografiche e xilografiche che l’artista fonde con la fotografia, la pittura e moderne tecnologie. 

Mostra presso l’Oratorio della Chiesa Santa Maria Annunziata in Borgo
 
Acqua, Luce e Spiritualità
di Anna Romanello
 
a cura di Claudio Cremonesi
 
La mostra proporrà una serie di opere fotografiche e grafiche.

Inaugurazione 4 giugno 2025 ore 19:00
Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo 
Lungotevere Vaticano 1 – Roma
Fino al 25 giugno 2025

Anna Romanello, artista-performer, già docente di Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, dopo gli studi all’Accademia di Brera a Milano si trasferisce a Parigi, all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts e all’Atelier 17 di S. W. Hayter. A Roma, lavora all’Istituto Nazionale per la Grafica. Sono numerose le edizioni di libri d’Artista in Italia e in Francia. Soggiorna a Londra dove avvia un progetto di opere fotografiche sulla città. Viene invitata a tenere conferenze e workshop in varie Accademie e Associazioni Culturali. Tra le più importanti esposizioni: Parigi, Centre Georges Pompidou, Galleria Arte Viva; Avignone, Festival d’Avignon; Vancouver e Vienna, Istituto Italiano di Cultura; Rende, Museo del Presente, MAON Museo d’Arte dell’Otto e Novecento; Ljubljana, Biennale di grafica; Roma, Centro Luigi Di Sarro, Biblioteca L. Quaroni Sapienza Università di Roma, Bibliothè, Galleria Vittoria, Borghini Arte Contemporanea, Temple University, AREA – Architecture Design Art, Case Romane del Celio, Mo.C.A. Studio; Bruxelles, Fondazione Skriptura “S.W. Hayter & A. Romanello”; Milano, Fondazione Stelline; Terni, Museo Archeologico CAOS, Palazzo di Primavera; Podgorica, Ambasciata d’Italia, Musei e Gallerie; Miami, Aqua Art; Gerace, Museo Diocesano Tesoro della Cattedrale di Gerace; Parigi, Istituto Italiano di Cultura, “A’ Rebours Attraversamenti di memorie Opere 2022-1985”, Roma “MyTale”; Uzice (Serbia), International Graphic Art Biennal; Venezia, Spazio Micromega Arte e Cultura, Roma, Musei Vaticani, 50° Anniversario della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani; Rossano, Io sono radice uomini e ambiente #2023; Toronto, Rotonda del Columbus Centre 2024; Roma, Fondazione Marco Besso, “II Biennale dell’Antropocene”; Roma, Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, Acqua, Luce, Spiritualità 2025.


di Michele Tarroni

La Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, scrigno di storia e fede nel cuore pulsante di Roma, si prepara ad accogliere un evento di rara intensità: la mostra “Acqua, Luce e Spiritualità”, un’esposizione di opere dell’artista Anna Romanello, figura di spicco dell’arte contemporanea, il cui talento le ha valso l’ingresso di diverse opere nella prestigiosa Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

Il contesto in cui si inserisce questa iniziativa diviene ancor più significativo, coincidendo con il Giubileo 2025, un anno santo che, con il suo motto “Pellegrini di Speranza”, invita i fedeli a coltivare la speranza di un profondo rinnovamento spirituale; un anno speciale in cui i pellegrini di tutto il mondo potranno confermare profondamente la propria fede e connettersi con il ricco patrimonio storico e spirituale di Roma.

Tuttavia, se accettiamo il “tuffo” nel simbolismo – che serve solo da innesco metaforico di un discorso sommerso e più articolato – esso rivela una sinergia profonda, radicata in una tradizione millenaria che vede nell’acqua una fonte di vita, purificazione e rinascita spirituale. 

Esaminiamo dunque: che cos’è una fontana?

Le fontane rappresentano simbolicamente diversi aspetti, a seconda del contesto culturale e storico in cui sono inserite. Sono associate alla purezza e al rinnovamento, poiché l’acqua corrente simboleggia il flusso continuo delle energie vitali e l’idea di un costante rinnovo. Questo simbolismo è presente in molte culture, dove le fontane sono viste come fonti di purificazione, offrendo sia ristoro fisico che rigenerazione spirituale.

Le fontane rappresentano la vita e l’abbondanza, in quanto l’acqua è una risorsa vitale essenziale per la prosperità delle comunità e delle civiltà. Nelle più diverse tradizioni religiose e mitologiche, le sorgenti o le fontane sono spesso associate ai luoghi delle divinità, simboleggiando una fonte di benedizione spirituale e felicità.

Le fontane monumentali, come la Fontana dei Quattro Fiumi o la Fontana di Trevi, testimoniano anche il potere e la maestosità della committenza; rappresentano l’influenza politica e culturale di una città o di un’istituzione, e sono dunque progettate per impressionare ed esaltare la grandezza di chi ne ha promossa la costruzione.

Vediamo dunque che la fontana, in quanto scrigno del bene più vitale, rappresenta una varietà di significati simbolici che riflettono diversi aspetti dell’esistenza umana, dalla spiritualità alla politica, dalla purificazione alla prosperità. L’acqua contenuta e gestita dalle fontane non è retaggio d’una particolare cultura ma vero simbolo universale.

Nella tradizione cristiana, l’acqua è un potente simbolo del battesimo, il sacramento che segna l’inizio della vita spirituale, e che ha luogo dinanzi al fonte battesimale. 

Acqua, quindi, che rende visibile l’invisibile: prorompe dal lavoro di Anna ROMANELLO l’esperienza dell’ineffabilità elementale espressa nelle forme sempre cangianti che sgorgano in un divenire senza posa, frantumando, e contemporaneamente ricostituendo, ciò  che ci permette di vedere l’acqua e ciò che l’acqua a sua volta ci consente di intercettare, ossia la luce, nei suoi infiniti giochi di specchi e bagliori.

Custode di questo bene prezioso, la fontana, come elemento architettonico e simbolico, è anche profondamente legata all’archetipo della Grande Madre, e questo presenta a sua volta affinità e connessioni con la figura della Vergine Maria, in particolare nella declinazione iconografica della Virgo Lactans o, come popolarmente detta, Madonna del Latte, la cui rappresentazione più nota in Roma è quella di Antoniazzo Romano, custodita proprio nella Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo. 

La fontana è dunque, in certa misura, erede d’un patrimonio simbolico comune alla Grande Madre; raffrontiamo ora questo archetipo con la Madonna del Latte: è un accostamento affascinante che attraversa diverse culture e tradizioni spirituali. Entrambe le figure rappresentano aspetti fondamentali della maternità e della cura, simboleggiando la protezione e il nutrimento in modi diversi ma complementari.

La Madonna del Latte, invece, è una rappresentazione specifica della divina maternità nella tradizione cristiana, ma le sue radici simboliche affondano in un passato più antico e pagano. La scena di Maria che allatta Gesù è un’immagine potente che evoca sentimenti di tenerezza e intimità, ma anche di spiritualità e, in particolare, di nutrimento spirituale. 

Le fontane romane non erano solamente deputate all’approvvigionamento idrico, ma erano anche spazi sacri dove si celebravano rituali e cerimonie legate alla fertilità e alla protezione. Con le loro statue e decorazioni, le fontane romane raffiguravano spesso divinità femminili, sottolineando ulteriormente il legame tra l’acqua, la fertilità e il potere materno – e il potere Romano, così legato al controllo dell’acqua, non poteva trascurare il valore simbolico, religioso, politico e pratico di un dispositivo – la fontana – capace d’un tale impatto sui cittadini.

Per i Romani, l’acqua era dunque considerata un dono degli dei, e quindi sacra.

Vediamo quindi come, la scelta di ospitare la mostra “Acqua, Luce e Spiritualità” nella Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, assuma un significato ancora più profondo. Questo luogo sacro, testimone di secoli di storia e di fede, diventa uno spazio di dialogo tra l’arte contemporanea e la tradizione religiosa, un invito a contemplare la bellezza del creato e a riconoscere la presenza di Dio in ogni aspetto della vita. Mentre i pellegrini si recano a Roma per il Giubileo 2025, attraversando le Porte Sante delle basiliche principali in cerca di indulgenza e riconciliazione, la mostra di Anna Romanello offre un’ulteriore opportunità di riflessione spirituale, unendo l’arte alla ricerca della verità e della speranza, nel segno della Via Pulchritudinis.

Anna Romanello, con la sua sensibilità ed il suo talento, ci offre uno sguardo nuovo ed originale sulle fontane romane, trasformandole in un’esperienza estetica e spirituale. La sua opera ci ricorda che l’arte, quando è ispirata dalla fede e dalla ricerca della verità, può diventare uno strumento potente per la contemplazione del divino e per la crescita spirituale. Questa mostra, quindi, non è solo uno fra i tanti eventi culturali, ma un’occasione per riflettere sul significato della vita, sulla bellezza del creato e sulla presenza di Dio in mezzo a noi; fra fontane esterne e fonti interiori, è vivo il desiderio di condividere con lo spettatore la meditazione di un simbolismo tanto potente e traboccante nella città di Roma, che l’allestimento mira a cogliere in un vortice di luci, rimandi, colori, impressioni: un riverbero infinito, per entrare in contatto in maniera trasversale e multisensoriale con l’elemento Acqua, proprio poco prima di varcare la Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Invitiamo quindi i visitatori a immergersi in questo dialogo tra acqua, arte e sacralità, lasciandosi guidare dalla bellezza delle opere di Anna Romanello e dalla profondità dei significati che esse evocano. Che questa mostra possa essere un’occasione per dissetare la nostra sete di bellezza, di verità e di spiritualità, conducendoci verso una comprensione più profonda del mistero della vita e dell’amore di Dio.


INFO
Anna Romanello
ACQUA, LUCE, SPIRITUALITÀ
A cura di Claudio Cremonesi
Saggio di Michele Tarroni 
Presentato da Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate
Progetto e allestimento: Svjetlana Lipanovic, Arianna Angelini, Sara Zorzino 
Documentazione fotografica: Marco Ravasini 

Inaugurazione 4 giugno 2025 ore 19:00
Fino al 25 giugno 2025
Orari: 09:00 – 20:00
Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo Lungotevere Vaticano 1 – Roma

Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate
www.fondazionerezza.itsegreteria@fondazionerezza.it

Ufficio Stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca Press Office – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Nuova data dei tour serali di Cavana Stories: giovedì 5 giugno

Nuovo appuntamento con il quinto tour del 2025 di Cavana Stories, promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della rassegna Cavana Stories e realizzato grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato Attività Produttive e Turismo: potremo perderci nuovamente nelle viuzze di Cittavecchia alla scoperta di quella che fu la “night town” per James Joyce e poi la Trieste “Out of Bounds” per le truppe del Governo Militare Alleato.

ll percorso notturno nei vicoli e nelle strade di Cavana  sarà l’occasione per riscoprire – grazie anche al recente progetto Out of Bounds promosso da Varcare la frontiera – la topografia di quella che era una delle zone più “calde” e proibite per i soldati del Governo Militare Alleato di stanza a Trieste fino al 1954.

Scopriremo così, guidati da Francesca Pitacco, un altro dei mille volti che il quartiere di Cavana ha avuto negli anni. Da sede di consolati a rifugio per pescatori, e poi con il suo dedalo di osterie, fonte di ispirazione per artisti e scrittori uno fra tutti James Joyce, a cui sono dedicate le luci d’artista del progetto Doublin’.

Un’occasione per rivedere la luce Night town su Palazzo Morpurgo e la nuova “casa” di James Joyce, ora su Casa della Musica, recentemente reinstallate per celebrare ancora una volta James Joyce e questo progetto di arte pubblica a lui dedicato.

Incontreremo, nei racconti di Francesca PitaccoZeno Cosini con i suoi tormenti amorosile poesie di Umberto Saba e le canzoni popolari, i ricordi di Pino Roveredo e le vicende narrate da Ricarda Huch. 
E poi la Muta e altri indimenticabili personaggi che abitano le memorie di Cavana per chiudere con un prezioso omaggio inedito di Claudio Grisancich a Cavana Stories.

Dettagli del tour:

• giovedì 5 giugno 2025 ore 21

• costo: 10 € (pagamento in loco)
• ritrovo: davanti alla Farmacia “Al Redentore” in piazza Cavana
• prenotazione obbligatoria inviando una mail a:
info@cizerouno.it

Il tour è promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della rassegna Cavana Stories e realizzato grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato Attività Produttive e Turismo.

#iosonofriuliveneziagiulia
#discovertrieste
#cavanastories

www.cizerouno.it


cizerouno
associazione culturale

cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 trieste

Da info <info@cizerouno.it>

Roma: Sala fontana di Palazzo Esposizioni

Aperta il 30 maggio al pubblico, nella Sala fontana di Palazzo Esposizioni Roma, la mostra “CONTRO LA GUERRA – sguardi e immaginari”un progetto di EMERGENCY a cura di CHEAP, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Ong.

Il percorso immersivo si struttura attraverso diversi livelli visivi e gradi di coinvolgimento, attraversando il tema della guerra, nei suoi effetti fisici, psicologici, sociali, e politici. Curatrici e curatori si sono interrogati sulla possibilità di entrare, in modo intimo ma non voyeuristico, nelle storie delle vittime, così come nella resistenza di chi vi si oppone, praticando la disobbedienza civile, protestando pubblicamente, rivendicando disarmo e solidarietà. E curando le ferite degli altri, come fa EMERGENCY dal maggio 1994, data di fondazione di un’organizzazione che pratica la medicina anche come strumento di pace.

CONTRO LA GUERRA. SGUARDI E IMMAGINARI
30 maggio > 29 giugno 2025
Sala fontana, Palazzo Esposizioni Roma
Un progetto di EMERGENCY
A cura di CHEAP
 
UN PERCORSO INTENSO E TOCCANTE  NEGLI EFFETTI DEI CONFLITTI 
E NELLA RESISTENZA DI CHI VI SI OPPONE

Tratte dall’archivio storico, le grandi fotografie in bianco e nero sulle attività di cura di EMERGENCY, dall’Afghanistan all’Iraq, si alternano ai poster di CHEAP, provenienti da alcuni degli interventi più importanti realizzati dal collettivo negli ultimi anni – “Disobbedite con generosità”, “Sabotate con grazia”, “Agitatevi” – e a quelli delle artiste e degli artisti invitati a partecipare alla mostra, dall’Italia al Brasile, dalla Spagna alla Polonia.  Geografie lontane e sensibilità diverse, accomunate dalla convinzione che, come dichiarano i messaggi incisi lungo il percorso espositivo, nessuna guerra è inevitabile” e che “la guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri”.

Lo testimoniano anche le immagini all’interno di un box, riparate da una feritoia: fotografie di persone e dei loro corpi sopraffatti dalla violenza della guerra ma schermati e non a vista, possono infatti essere guardate solo se ci si avvicina alla feritoia. Sono fotografie di dimensioni più ridotte, esplicite, crude che richiedono uno sguardo attento, consapevole. Sono un appello che EMERGENCY e CHEAP rivolgono al pubblico, una richiesta di avvicinamento, di assunzione di responsabilità.

EMERGENCY ha scelto di collaborare con CHEAP per unire il nostro grido di contrarietà alla guerra, per utilizzare immagini e parole che insieme rafforzino la nostra opposizione al conflitto armato. Un rifiuto della guerra che parte dall’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, in cui si ribadisce che “L’Italia ripudia la guerra”, e lo allarga: la vocazione pacifista e la contestazione della guerra eccede confini e identità nazionali, come testimoniano i nostri progetti e la provenienza delle artiste e degli artisti selezionati da CHEAP” – sottolinea EMERGENCY. “Siamo stati spinti dalla necessità di entrare nello spazio pubblico e di ragionare sugli immaginari attuali assuefatti alla retorica della guerra come necessaria, rituale e inevitabile. Vogliamo ribadire che la guerra è sempre evitabile proprio come testimoniano le frasi sul carpet della mostra. Lo scopo è adottare insieme a CHEAP una posizione pubblica che non sia discriminatoria, utilizzando lo stesso approccio limpido con cui il collettivo di artiste e artisti porta avanti temi che ci stanno a cuore, dalle questioni di genere a quelle di invocazione del disarmo“.

CHEAP ed EMERGENCY condividono un rifiuto radicale della guerra, in ogni sua forma. In un momento storico in cui la retorica bellica dilaga nei media come nel linguaggio istituzionale e nel senso comune, crediamo che sia urgente costruire alleanze tra chi resiste a questa narrazione, tra chi difende il dissenso e rivendica la possibilità di immaginare un altro presente” – fanno eco da CHEAP. “Questa mostra è un atto politico, un tentativo di sabotaggio simbolico della normalizzazione della guerra. CHEAP, sta intrecciando relazioni con soggetti che si muovono nello stesso orizzonte: con Amnesty International per la campagna LOTTA LIBERA, contro la repressione della libertà di manifestare, con ARCI per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Perché l’arte nello spazio pubblico può ancora essere uno strumento di lotta, se sceglie di schierarsi“.

L’accesso alla mostra è gratuito.


EMERGENCY – LIFE SUPPORT FOR CIVILIAN WAR VICTIMS – ONG ENTE DEL TERZO SETTORE è un’organizzazione internazionale nata in Italia nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà e, allo stesso tempo, per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Tra il 1994 e il 2024 in tutte le strutture sanitarie di EMERGENCY sono state curate gratuitamente più di 13 milioni di persone. Il lavoro di EMERGENCY è possibile grazie al contributo di privati cittadini, aziende, fondazioni, enti internazionali e alcuni dei governi dei Paesi dove lavoriamo, che hanno deciso di sostenere il nostro intervento. Per sostenere il lavoro di EMERGENCY e offrire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno: https://sostieni.emergency.it/

CHEAP è un progetto di arte pubblica nato a Bologna nel 2013. Usa il paste up – carta e colla – come tecnica e dichiarazione d’intenti, esplorando l’effimero e il contemporaneo. Da festival è diventato un laboratorio permanente che agisce nello spazio urbano, collaborando nel corso degli anni con numeros* artist* provenienti da tutto il mondo.CHEAP agisce per una riappropriazione dello spazio pubblico e lo fa infestando i muri di poster, ridefinendo nuovi linguaggi visivi contemporanei, generando inaspettati dialoghi con chi attraversa e abita l’ambiente urbano. Dove la città oppone barriere sulla base del genere della classe e della razza, CHEAP pratica un conflitto simbolico facendo dell’arte pubblica (anche) un luogo di lotta. I progetti di CHEAP sono usciti dalle mura di Bologna per arrivare in tutta Italia e all’estero. Oltre alle affissioni di poster, CHEAP firma progetti creativi e installazioni, oltre ad essere presente nelle Accademie d’Arte e nelle Università Italiane con workshop e lectures – www.cheapfestival.it


CONTRO LA GUERRA. SGUARDI E IMMAGINARI
Un progetto di EMERGENCY
A cura di CHEAP
Palazzo Esposizioni Roma – Sala Fontana
Via Milano 13 – Roma
30 maggio > 29 giugno 2025
www.palazzoesposizioni.it
Facebook: @PalazzoEsposizioni | Instagram: @PalazzoEsposizioni | Twitter: @Esposizioni
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00 – lunedì chiuso
Ingresso gratuito

UFFICI STAMPA
 
PALAZZO ESPOSIZIONI ROMA
Piergiorgio Paris – p.paris@palaexpo.it 
Federica Mariani – f.mariani@palaexpo.it
Adele Della Sala – a.dellasala@palaexpo.it
Segreteria: Dario Santarsiero | T. +39 06 69627 1205 – d.santarsiero@palaexpo.it;
ufficio.stampa@palaexpo.it

EMERGENCY
Sabina Galandrini / sabina.galandrini@emergency.it
Elisabetta Galgani / press@emergency.it
Laura Genga / ufficiostampa@emergency.it
 
CHEAP
Daccapo Comunicazione
info@daccapocomunicazione.it
(Marcello Farno)
Da Daccapo Comunicazione <info@daccapocomunicazione.it>

Firenze: Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

A partire da giugno il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure, in via degli Alfani 78 a Firenze, amplia la sua offerta culturale con una nutrita programmazione di aperture straordinarie del Museo: per tutta l’estate, dal 6 giugno fino al 5 settembre, sono previste aperture serali dalle 19:00 alle 23:00 tutti i venerdì sera ad eccezione delle settimane centrali di agosto; in autunno, dal 4 settembre al 13 novembre, il Museo dell’OPD sarà aperto tutti i giovedì pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.

APERTURE STRAORDINARIE DEL MUSEO DELL’OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
giugno – novembre 2025

Il Museo annesso all’Opificio delle Pietre Dure, oggi moderno centro specializzato nel restauro, è un piccolo e curato scrigno di preziosi tesori che illustrano la storia della manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure fondata nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici.

Varie aperture straordinarie del Museo saranno anche quest’anno arricchite da una rassegna musicale organizzata in collaborazione con il Conservatorio Luigi Cherubini a partire da settembre: il calendario sarà reso noto dopo l’estate.

Inoltre nel corso delle aperture straordinarie che si terranno nei giovedì pomeriggio da settembre a metà novembre saranno organizzate visite guidate gratuite condotte dai professionisti che operano nell’Istituto, sede di prestigiosi laboratori di restauro e della Scuola di Alta Formazione e Studio, che illustreranno ai visitatori le opere esposte nel Museo, testimonianza della tradizione del “commesso” in pietre dure e della storia dell’Opificio.

Tra le visite guidate nel periodo autunnale sono in progettazione per quest’anno alcuni appuntamenti dedicati a non vedenti ed ipovedenti, che saranno curati dal personale interno dell’Opificio.

Per l’accesso al Museo è richiesto il pagamento del biglietto di ingresso (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto). La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura del Museo. La visita guidata al Museo è gratuita, per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora. Non è prevista la prenotazione: sarà sufficiente richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto.

Date e orari:

Aperture straordinarie serali del Museo dell’OPD con orario 19:00 – 23:00 (la biglietteria chiude alle 22:30): 6, 13, 20, 27 giugno; 4, 11, 18, 26 luglio; 1, 29 agosto; 5 settembre

Aperture straordinarie pomeridiane del Museo dell’OPD con orario 14:00 – 18:00 (la biglietteria chiude alle 17:30): 4, 11, 18, 25 settembre; 2, 9, 16, 23, 30 ottobre; 6, 13 novembre

Aperture straordinarie del Museo. Biglietto di ingresso e informazioni per le visite guidate

Il costo del biglietto di ingresso al Museo osserverà le tariffe ordinarie (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto. Info: https://www.beniculturali.it/agevolazioni). La visita guidata è gratuita.

La biglietteria del Museo chiude mezz’ora prima (17.30 per le aperture pomeridiane, 22.30 per quelle serali).

Durante le aperture straordinarie del Museo nei giovedì pomeriggio sono previste visite guidate gratuite per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora circa. Non è prevista prenotazione per le visite guidate: gli interessati potranno richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto contestualmente all’accesso.


Info e contatti

Museo dell’Opificio delle Pietre Dure
Via degli Alfani 78, Firenze
Tel: +39 055 26511
e-mail: opd.museo@cultura.gov.it
Sito web: https://opificiodellepietredure.cultura.gov.it/
Facebook: https://www.facebook.com/OpificioPietreDure
Instagram: https://www.instagram.com/opificiodellepietredure
 
Opificio delle Pietre Dure – Ufficio Promozione Culturale
opd.promozioneculturale@cultura.gov.it
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Mestre (Venezia): Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg

  • Il Parco di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre, sede di Banca Ifis, ha riaperto al pubblico domenica 27 aprile;
  • Due opere di Tony Cragg e Agnes Questionmark si aggiungono ai 24 lavori già esposti, consolidando l’importanza di una collezione d’arte contemporanea che rappresenta un punto di riferimento per il territorio, e non solo;
  • In programma anche un ricco calendario di iniziative in collaborazione con il Padiglione Italia della Biennale Architettura di Venezia 2025, di cui Banca Ifis è sponsor.
Banca Ifis, il Parco Internazionale di Scultura ha riaperto al pubblico con due nuove opere

Il Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre (VE), inaugurato nel 2023 e divenuto un punto di riferimento per l’arte contemporanea con oltre 3.500 visitatori nel 2024, dopo la pausa invernale, ha riaperto al pubblico.

Tante le novità in programma, a partire da quelle relative alla collezione. Negli spazi di Villa Fürstenberg, infatti, fanno il loro ingresso due nuove opere firmate da Tony Cragg e Agnes Questionmark che si aggiungono alle 24 sculture realizzate da 14 maestri, italiani e internazionali: Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz, Philip Colbert, Jaume Plensa, Giuseppe Penone, Nico Vascellari e Davide Rivalta.

Oltre alla collezione, Banca Ifis amplia anche i momenti di fruizione del Parco per il pubblico. Le consuete aperture domenicali – confermate con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00 – saranno accompagnate dalle aperture straordinarie di un sabato sera al mese: il calendario delle aperture, previste dalle ore 18.00 alle 22.30, è disponibile sulla app gratuita Ifis art tramite cui è possibile prenotare la propria visita. Per rendere il parco ancora più inclusivo, inoltre, tutte le sculture del Parco Internazionale di Scultura sono state corredate da speciali didascalie in linguaggio braille, per dare la possibilità a chi ha disabilità visive di poter godere delle opere esposte attraverso il tocco.

Anche nel 2025, infine, il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis accoglierà un ricco calendario di eventi, tra appuntamenti organizzati nell’ambito del Public Program di Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2025, workshop e giornate studio.

Le nuove opere del Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis

Per il 2025, la collezione del Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis sarà arricchita di due nuove opere, una permanente (Versus, di Tony Cragg) e una in esposizione temporanea: (Draco Piscis, di Agnes Questionmark).

  • Versus: come spesso accade nei lavori di Tony Cragg (1949), Versus si fonda sulla contrapposizione di forze opposte, in questo caso una forma circolare, apparentemente compatta, che si scompone in un vortice di colonne ellittiche, come mossa da un’energia interna. Di un arancione acceso, l’opera, già esposta nel 2011 sotta la piramide di vetro del Louvre di Parigi, si presta così a numerose interpretazioni: a seconda della prospettiva può sembrare un disco perfetto, da un’altra un groviglio pulsante, quasi organico o un pianeta, un occhio, una massa ribollente di materia in trasformazione.
  • Draco Piscis di Agnes Questionmark (1995) è invece una scultura di grandi dimensioni raffigurante una creatura ibrida, forse un mostro marino, non completamente visibile, ispirata alle illustrazioni scientifiche del naturalista Ulisse Aldrovandi (1522). Se da un lato l’opera rivela l’inevitabile mostruosità insita nell’immaginario collettivo, dall’altra si fa rappresentante dell’enorme potenziale che l’oceano ha da offrire, un luogo di simbiosi e coesistenza, uno stimolo a trovare nuove soluzioni d’adattamento in un mondo in costante declino. L’opera sarà esposta fino al 30 agosto 2025.

La scultura di Agnes Questionmark sarà inaugurata domenica 1° giugno nel primo appuntamento del Public Program del Padiglione Italia per la Biennale Architettura di Venezia 2025. Per l’occasione, l’opera di Questionmark collegherà virtualmente il Parco di Banca Ifis al Padiglione Italia, all’interno del quale saranno proiettati i video che completano Draco Piscis. Lo stesso giorno, inoltre, il Parco Internazionale di Scultura ospiterà anche la performance di Thomas De Falco, dal titolo “the earth still sings”.

La corporate art collection e il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis

Ifis art si articola in una serie di iniziative, a partire dall’importante collezione d’arte che la Banca ha acquisito nel tempo, costituita da oltre 100 opere di più di 50 artisti, che spazia dall’arte classica a quella contemporanea. Alcune tra le più importanti opere della collezione hanno trovato la loro casa naturale nel Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, voluto dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio e curato da Giulia Abate e Cesare Biasini Selvaggi, all’interno dei 22 ettari di giardino di Villa Fürstenberg, a Mestre. Il Parcoospita, ad oggi, 24 opere plastiche di 14 maestri della scultura contemporanea, italiani e internazionali: Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz, Philip Colbert, Jaume Plensa, Giuseppe Penone, Nico Vascellari e Davide Rivalta. La missione del Parco comprende, attraverso progetti anche temporanei (mostre, performance, workshop, giornate di studi), la “coltivazione” della biodiversità (ambientale, sociale, economica, ecc.), dell’inclusione, dei valori e diritti collegati, e di reti sinergiche tra le imprese e il terzo settore della creatività contemporanea, prerequisito per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile nella nuova era della “economia della conoscenza e della giustizia sociale”.

Ifis art, il digitale come acceleratore per la fruizione dell’arte

Partendo dal Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, il progetto Ifis art punta a “democratizzare” l’arte, rendendola sempre più accessibile e fruibile anche ad un pubblico meno avvezzo alla materia. Per farlo, Ifis art punta sulla forza dei nuovi canali digitali. La Banca ha, infatti, sviluppato un’innovativa app – fruibile sia da web che da mobile – nella quale il racconto delle singole opere viene accompagnato da contenuti video inediti, storytelling e interviste agli artisti. La app è disponibile da oggi su App Store e Play Store o all’indirizzo. 

La misurazione d’impatto del progetto Ifis art

A inizio anno l’Ufficio Studi di Banca Ifis ha misurato i risultati prodotti dal Parco Internazionale di Scultura da un punto di vista sociale, secondo il modello di misurazione d’impatto sviluppato dalla Banca con il Politecnico di Milano. Stando alle risposte dei 500 visitatori intervistati, il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis genera un moltiplicatore pari a 3,9: tradotto in termini pratici, un euro investito dalla Banca nel Parco genera quasi 4 euro di valore sociale per il territorio. Questo valore arriva addirittura a 5,3 se si prende in considerazione il cluster dei partecipanti ai workshop che la Banca ha organizzato nel corso del 2024 in collaborazione col Ministero dei Beni Culturali nell’ambito della Biennale di Venezia


Ufficio stampa Banca Ifis
Davide Pastore
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Ufficio stampa Ifis art
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Venezia: Spazio Thetis, Arsenale Nord

L’artista brasiliano fonde storia e invito a proteggere il pianeta nella sua prima opera permanente nella città simbolo di bellezza e della Biennale di Venezia 

L’artista brasiliano Eduardo Kobra presenta un’installazione d’arte permanente a Venezia, trasmettendo un messaggio potente che intreccia consapevolezza ambientale e apprezzamento storico. È il suo primo progetto in città, Arte Água Alta, e consiste in nove interventi artistici sulla facciata di un edificio storico, in dialogo con la Biennale di Venezia.

In origine finestre, le nove aperture nella parete del complesso storico che ospita Spazio Thetis saranno occupate dalle creazioni dell’artista brasiliano. Il murale di 80 metri quadrati sarà inaugurato al pubblico il 7 giugno. Spazio Thetis è una collezione permanente di arte contemporanea.

UN MESSAGGIO PER L’AMBIENTE: KOBRA PRESENTA UN NUOVO PROGETTO A VENEZIA

L’opera è una narrazione avvincente che sensibilizza l’opinione pubblica sulla tutela dell’ambiente e sull’inquinamento degli oceani. Kobra ha selezionato nove importanti monumenti scultorei che fanno parte del paesaggio culturale e storico di Venezia e li ha raffigurati in uno scenario di alluvione.

Naturalmente la prima idea che viene in mente è quella degli episodi di ‘acqua alta’ che si verificano a Venezia. Ma dobbiamo anche pensare a come i cambiamenti climatici stiano causando frequenti inondazioni in tutto il mondo”, spiega l’artista.

Tra i monumenti presenti nell’opera di Kobra ci sono Atlante del mondo di Tiziano Aspetti (1559–1606); Adamo di Antonio Rizzo (1430–1499); Statua equestre di Bartolomeo Colleoni di Andrea del Verrocchio (1435–1488); Monumento a Daniele Manin di Antonio Dal Zòtto (1841–1918); Monumento a Carlo Goldoni di Luigi Borro (1826–1880); e altri come I Tetrarchi, San Marco, Leone di San Marco e Sior Antonio Rioba, tutti di artisti ignoti.

Le sculture contribuiscono a raccontare la storia di Venezia, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Scegliendo questi esempi, Kobra intende onorare l’eredità artistica della città, che è diventata uno dei segni distintivi della cultura occidentale.

Kobra trasforma l’arte in uno strumento per comunicare una filosofia umanistica: un mondo unito senza confini, collegato dalla consapevolezza della bellezza e della sua fragilità. Se questa non è la visione più adatta per dare vita al primo murale permanente su un’isola come Venezia, allora quale potrebbe essere?”, aggiunge il curatore del progetto, l’artista Nicolas Fiedler.

L’opera è stata descritta della storica dell’arte Sabrina Badalucco, studiosa presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, come “un grido visivo che, attraverso la bellezza, invoca l’etica e la responsabilità”.

“Durante questo periodo della Biennale di Architettura, la grandezza dell’iniziativa risiede non solo nella portata dell’installazione, ma anche nella sua enfasi sul contesto ecologico e sociale”, sottolinea il curatore.

Lo Spazio Thetis, una collezione a cielo aperto nota per le mostre d’arte contemporanea che spesso affrontano temi ambientali, architettonici e di design, si trova nell’ex area industriale di Venezia ed è gestito da una società che si occupa di ingegneria e sviluppo sostenibile. Grazie alla sua posizione, l’opera di Kobra sarà ben visibile ai visitatori della Biennale di Venezia.

Colgo questa opportunità per trasmettere il messaggio urgente che l’umanità deve prendersi più cura del pianeta. Mi riferisco all’inquinamento degli oceani, che si stanno trasformando in mari di plastica, e alla crescente frequenza delle inondazioni”, sottolinea Kobra.

Nel particolare assetto urbano di Venezia, organizzato attraverso i canali, il fenomeno dell’ “acqua alta” ha una lunga storia e viene controllato attraverso importanti investimenti come il Progetto MOSE, un innovativo sistema di barriere mobili installate nelle lagune limitrofe e già operativo.

Eduardo Kobra è ampiamente riconosciuto per la sensibilità con cui tratta i temi ambientali nelle sue opere d’arte di portata globale. Recentemente è stato nominato ambasciatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per un futuro più pulito. Nel 2022 ha inaugurato un enorme murale di fronte alla sede delle Nazioni Unite a New York, che raffigura simbolicamente un pianeta ecologicamente sano che viene passato di padre in figlio, un invito a riflettere sull’eredità sostenibile che lasciamo alle generazioni future.

Con quasi 40 anni di carriera, Kobra ha realizzato centinaia di opere in Brasile e nel mondo, in tutti e cinque i continenti. Nato nella periferia di San Paolo nel 1975, è diventato uno degli artisti più famosi del mondo. Ha iniziato a esprimersi fin da adolescente, facendo graffiti sui muri della periferia di San Paolo. Con il tempo ha sviluppato uno stile murale maturo e distintivo, caratterizzato da colori vivaci e contrastanti e dal suo talento nel rappresentare personalità, eventi storici e questioni sociali in murales di grandi dimensioni.

La svolta internazionale di Kobra è avvenuta con il murale “The Kiss” a New York. Nel 2018 ha dipinto 20 murales contemporaneamente in città ed è stato nominato “newyorkese dell’anno” da un’importante rivista locale.

Detiene il record mondiale per il più grande graffito murale ed è spesso invitato a partecipare a progetti per cause importanti. Espone regolarmente opere su tela in gallerie e musei negli Stati Uniti, in Italia, in Brasile e in altri Paesi. Nel 2023, la sua storia è stata raccontata nel documentario Kobra Self-Portrait (Kobra Auto-Retrato), diretto dalla famosa regista Lina Chamie, che quell’anno ha vinto il Gran Premio del Cinema Brasiliano.

Kobra è sempre stato impegnato in cause sociali e crede nell’arte come strumento di trasformazione sociale. Per questo motivo ha fondato il Kobra Institute, un’organizzazione che mira a portare la cultura nelle comunità svantaggiate e a sostenere cause umanitarie attraverso collaborazioni con aziende socialmente responsabili.


Inaugurazione: sabato 7 giugno a partire dalle ore 18.00
Spazio thetis – hub dell’arte contemporanea – venezia: bacini, arsenale nord – castello – venezia – fermata actv bacini: motoscafo actv linea 4.1/4.2 e 5.1/5.2 – fino alle ore 18.00 è previsto un servizio traghetto continuativo da biennale architettura (sede arsenale) a thetis
Giorni e orari di apertura: tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.30
Ingresso gratuito
Per maggiori informazioni e per visite collettive: info@davidefederici.it | antonietta.grandesso@thetis.it

Ufficio stampa
www.davidefederici.it 
info@davidefederici.it
+39 3315265149
Contatto curatore
contact@nicolasfiedler.com
+39 3921049802
Da Davide Federici – Ufficio stampa <info@davidefederici.it>

Messina: Forte San Jachiddu

Domenica 8 giugno presso il Forte San Jachiddu si svolgerà la Festa della Comunità di
Patrimonio
Paesaggio Oltre Forte.

La Comunità – nata nell’ambito del progetto nazionale di Italia Nostra Minore. Un ‘Faro’ sul patrimonio culturale – si propone di promuovere la conoscenza, la cura e la valorizzazione del Forte San Jachiddu e del parco circostante. La Festa sarà l’occasione per presentare il progetto e le attività sin qui realizzate dalle realtà che compongono la Comunità – Italia Nostra sezione di Messina, Circolo Legambiente Messina, Associazione Parco Ecologico San Jachiddu, Cooperativa Lunaria, Associazione Il Cantiere dell’InCanto, Libreria Colapesce – e per ricordare il 70° anniversario della nascita di Italia Nostra che ha contribuito a diffondere nel Paese la cultura della conservazione del patrimonio.



Da messina@italianostra.org <messina@italianostra.org>

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

Aperte al pubblico il 22 marzo, le mostre di Palazzo dei Diamanti dedicate ad Alphonse Mucha e Giovanni Boldini hanno registrato più di 45mila visitatori.

Come dimostrano le interviste raccolte in questi due mesi i visitatori hanno apprezzato sia la quantità, la qualità e la varietà delle opere, la completezza e la chiarezza del percorso e l’allestimento della monografica su Alphonse Mucha, uno dei padri dell’Art Nouveau, sia  la scelta di presentare simultaneamente una preziosa mostra-dossier sul più internazionale, e amato, dei pittori ferraresi, Giovanni Boldini.

Alphonse Mucha / Giovanni Boldini
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
22 marzo – 20 luglio 2025 

La formula della “doppia mostra”, già sperimentata, con successo, lo scorso anno (quando accanto alla monografica su Maurits Cornelis Escher si è proposta la mostra-dossier intitolata Mirabilia estensi. Wunderkammer, che ha approfondito la conoscenza dei cofanetti istoriati “in pastiglia”, una particolarissima tipologia di oggetti d’arte decorativa del Rinascimento di cui la Ferrara estense fu uno dei centri di produzione) è consentita dalla conformazione del nuovo spazio espositivo inaugurato a febbraio 2023, che prevede due aree collegate dalla passerella che attraversa il giardino (uno scenografico treno di undici stanze nell’ala lunga, detta Rossetti, e tre sale nell’ala corta, detta Tisi).

Marco Gulinelli, Assessore alla Cultura di Ferrara, afferma: «La doppia mostra dedicata a Mucha e a Boldini ha registrato sinora un’affluenza eccezionale, accogliendo migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Siamo davvero soddisfatti di questo iniziale risultato, che premia il lavoro di squadra e l’impegno profuso nell’organizzazione di questo importante momento culturale, sostenuto con convinzione dall’amministrazione comunale. Siamo solo a metà di un cammino davvero entusiasmante: c’è tempo infatti fino al 20 luglio per ammirare i capolavori di due giganti della Belle Époque nella splendida cornice di Palazzo dei Diamanti, simbolo dell’architettura rinascimentale di Ferrara».

Pietro Di Natale, Direttore della Fondazione Ferrara Arte, aggiunge: «Grazie a un sondaggio condotto durante questi due primi mesi di apertura abbiamo appurato che il 61,9% degli intervistati ha dichiarato di essere venuto a Ferrara appositamente per visitare le mostre; dato che assume ancor più risalto se consideriamo che il 15,7% del campione risulta residente in città o nei comuni limitrofi. Tutto ciò evidenzia la bontà e l’attrattività della proposta espositiva e indica che mostre di alta qualità come queste oltre ad essere fondamentali momenti di divulgazione culturale e di educazione alla bellezza hanno la capacità di richiamare pubblico “forestiero” generando dunque un impatto più che positivo sui servizi di ospitalità, ristorazione e commercio della città».

Protagonisti indiscussi dell’arte europea tra Otto e Novecento, Mucha e Boldini hanno ottenuto un successo di portata internazionale nella Parigi della Belle Époque e sono stati tra i più straordinari cantori del fascino e della bellezza femminile.

La retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha illustra attraverso circa 150 opere – tra dipinti, disegni, fotografie, manifesti, oggetti – l’intera vicenda biografica e artistica del grande maestro ceco: dal decisivo incontro con la celebre attrice Sarah Bernhardt all’affermazione del suo seducente linguaggio di gusto Art Nouveau attraverso i manifesti pubblicitari; dai progetti in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ai soggiorni negli Stati Uniti, sino alla produzione degli anni maturi trascorsi in Cecoslovacchia, dove rientrò nel 1910 con l’obiettivo di mettere la propria arte al servizio del paese, specialmente attraverso la creazione del monumentale ciclo di dipinti dell’Epopea slava, il suo indiscutibile capolavoro.

Dall’altra parte, 40 opere di Giovanni Boldini – tra dipinti ad olio, tra cui i celebri Fuoco dartificio e La signora in rosa, pastelli, acquerelli, disegni e incisioni provenienti dal museo ferrarese a lui intitolato, che, inagibile a seguito del sisma del 2012, sarà finalmente riaperto nel 2026 – raccontano il suo talento di pittore della “donna moderna” e del suo fascino. La mostra approfondisce, infatti, il tema del ritratto femminile, cui il pittore ferrarese si dedicò in maniera quasi esclusiva, e con successo, nella Parigi fin de siècle. Ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale, Boldini fu capace di restituire, come pochi altri, la viva concretezza, il carattere e lo status dei suoi modelli, che consegnò alla storia come icone di un’epoca. Il pubblico e la critica, in Europa come in America, apprezzarono soprattutto l’innovativa formula stilistica con la quale diede forma all’ideale femminile del tempo: elegante, spigliato, colto, emancipato, inquieto, talvolta eccentrico.

In occasione delle mostre è stata organizzato come di consueto un ciclo di conferenze nella Sala Rossetti di Palazzo dei Diamanti: dopo gli interventi di Pietro Di Natale, Direttore della Fondazione Ferrara Arte, e di Roberto Gatti, stampatore d’arte e editore, sono previsti quelli di Paolo Bevilacqua, art director e illustratore (“Mucha: il primo content creator”), e di Giacomo Brini, fotografo (“Mucha: dall’effige alla fotografia, tracciando la femminilità), rispettivamente mercoledì 28 maggio 2025 e mercoledì 4 giugno 2025 alle ore 17.

Palazzo dei Diamanti rimarrà aperto al pubblico più giovane anche nel periodo estivo: dopo l’appassionante esperienza dei laboratori per le scuole e le famiglie, sono aperte infatti le iscrizioni ai centri estivi “Estate a Palazzo dei Diamanti”, dedicati ai ragazzi dai 6 ai 12 anni, che si terranno nelle settimane 9-13 giugno, 16-20 giugno e 23-27 giugno. Un’occasione di scoperta, socializzazione e divertimento nei rinnovati spazi di Palazzo dei Diamanti, che prevede ogni giorno un’esperienza diversa tra laboratori, letture, visite a musei, mostre, giardini e tanti giochi (https://www.palazzodiamanti.it/contenuti-mostre/estate-a-palazzo-dei-diamanti-2025/). L’iniziativa rientra nel “Progetto per il contrasto alle povertà educative e la conciliazione vita-lavoro” e le famiglie possono richiedere un contributo per il pagamento della retta.

Le mostre rimarranno aperte sino a domenica 20 luglio; visitabili tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria ore 18.30), compreso il 2 giugno.

La mostra Alphonse Mucha è organizzata da Arthemisia, Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara in collaborazione con la Mucha Foundation ed è curata da Tomoko Sato con il coordinamento scientifico di Francesca Villanti.

La mostra Giovanni Boldini è organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara ed è curata da Pietro Di Natale.

Entrambe vantano il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.


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