RSVP – JISBAR : “Sketch to Scale” – Incontro e dedicace al Sist’art Gallery Venezia

Un evento esclusivo dell’artista JISBAR, dedicato alla presentazione del suo nuovo libro “Sketch to Scale”. Il libro sarà disponibile in pre-vendita a partire dal 13 giugno e in vendita ufficiale dal 17 giugno. L’evento si terrà il 22 giugno, alle ore 17:00, nella storica Sist’art Gallery, situata in 135 Piazza San Marco, Venezia.

« Sketch to Scale » è molto più di un semplice libro; è un’opera introspectiva e rivelatrice. JISBAR condivide le sue esperienze, i progetti, le collaborazioni significative e le mostre, accompagnate da ricche illustrazioni delle sue opere. I dettagli di produzione aggiungono un tocco unico: copertina rigida con rivestimento soft touch, rilegatura cucita e pagine interne in carta satinata da 150 g/m2 con stampa ad alta definizione.

L’incontro rappresenta una prima opportunità per collezionisti, appassionati e lettori di interagire con l’autore e scoprire le opere presentate nel libro. La serata includerà una mostra dedicata e una sessione di dediche direttamente dall’artista. L’evento è destinato a essere una fonte di ispirazione, esplorando le interconnessioni tra arte e letteratura.

La prefazione del libro “Sketch to Scale” è stata firmata da Richard Orlinsky.
« Jisbar è la nuova stella del Pop Art. Con umiltà, parla della sua ammirazione per gli artisti che lo hanno ispirato, offre la sua visione personale della storia dell’arte e modifica le regole per rafforzare il proprio stile. Mi sono visto in lui; un artista autodidatta che non ha paura di condividere i suoi dubbi, i suoi sogni e una sensibilità esasperata. » estratto dalla Prefazione scritta da Richard Orlinsky.

Per partecipare all’evento esclusivo di presentazione del libro “Sketch to Scale” di JISBAR, seguite queste indicazioni:
Data e Ora : 22 giugno, ore 17:00
Luogo : Sist’art Gallery, 135 Piazza San Marco, 30124 Venezia, Italia
Prenotazioni : Per confermare la vostra presenza, si prega di RSVP clicca qui
Dettagli dell’Evento : Unisciti a noi per una serata di arte e cultura, con una sessione di dediche
dal vivo e l’opportunità di incontrare l’artista.
Accesso : L’evento è aperto al pubblico ma la registrazione è obbligatoria a causa della limitata
disponibilità.

In un estratto dal libro, JISBAR commenta: « Quest’opera è il riflesso della mia anima d’artista; ogni pagina si volge come un’eco della mia vita, unendo introspezione ed espressione. È un invito a scoprire non solo la mia arte ma anche il mio percorso personale e professionale. Dedico a questo progetto ogni sera, dalle 20:00 alle 23:00, con lo stesso spirito autodidatta che ha guidato la mia carriera artistica. Considero questo libro una vera opera d’arte, alla stregua di uno dei miei quadri o sculture. »

Pre-vendita : A partire dal 13 giugno su instagram di JISBAR o sul suo sito web https://www.jisbar-art.com/

Disponibilità : Disponibile presso la Sist’art Gallery, Piazza San Marco, 30124, Venezia a partire dal 17 giugno

Formati : Libro di 292 pagine, copertina rigida con rivestimento soft touch, rilegatura cucita e pagine interne in carta satinata da 150g/m2 con stampa ad alta definizione

Prezzo : Al pubblico – 65 euro
Per ulteriori informazioni : www.jisbar-art.com

Nato nel 1989, questo artista francese di pop-street sta ridefinendo la scena artistica con il suo mix unico di arte classica e influenze moderne del pop e street art. Operando tra Parigi e Lisbona, l’opera di JISBAR è una ricca tessitura di riferimenti culturali e innovazione artistica.
Per maggiori informazioni, visitate https://www.jisbar-art.com/


Contatto Stampa per JISBAR
AGENCE ANONYME PARIS

Emilie Melloni-Quemar
 emilie@anonymagence.com // +33(0)6.75.73.08.28

Pubblicato il 20 maggio 2024

Firenze, Cappella Brancacci: risultati ed esperienze al termine del restauro

Sono da poco terminati i lavori di indagini e restauro ai dipinti murali della Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine di Firenze. Il lavoro, sostenuto dalla Fondazione Friends of Florence e da Jay Pritzker Foundation, ha visto la sinergia fra il Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR, l’Opificio delle Pietre Dure. 

TERMINATO IL CANTIERE ALLA CAPPELLA BRANCACCI NELLA CHIESA DI S. MARIA DEL CARMINE A FIRENZE.
RISULTATI ED ESPERIENZE FRA INDAGINI DIAGNOSTICHE E INTERVENTO DI RESTAURO 

La necessità di un intervento sulle opere della Cappella Brancacci è emersa nel novembre 2020, quando è stata verificata la presenza del distacco di un piccolo frammento di pellicola pittorica dalla scena con la Disputa di Simon Mago dipinta da Filippino Lippi agli inizi degli anni ’80 del Quattrocento, che ha attivato una verifica congiunta degli Enti deputati (Soprintendenza e Servizio Belle Arti del Comune di Firenze) in seguito alla quale si è reso necessario programmare un approfondimento sullo stato di conservazione generale del ciclo pittorico. Una prima analisi svolta nel mese di novembre in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha confermato la presenza di alcuni distacchi dell’intonaco pittorico in atto e la conseguente esigenza di eseguire operazioni di pronto intervento necessarie per la stabilizzazione delle criticità conservative, nonché l’opportunità di sviluppare lo studio delle cause.

Nel maggio 2021 gli enti coinvolti nell’indagine sottoscrivevano un protocollo d’intesa finalizzato a coordinare tutte le fasi operative necessarie a garantire la tutela del bene, in cui si assegnavano alla Soprintendenza le operazioni di analisi, monitoraggio e programmazione delle attività, all’Opificio delle Pietre Dure la progettazione e l’esecuzione degli interventi e al Comune, consegnatario del bene, le attività di comunicazione e valorizzazione.

Questa individuazione dei rispettivi campi operativi ha dato origine ad un lavoro corale fitto di scambi, dove i raggiungimenti singoli erano immediatamente condivisi e messi a disposizione dell’intero gruppo di lavoro.

Il corposo ed innovativo insieme di esperienze scientifiche condotte, che ha visto il coinvolgimento e la condivisione d’intenti degli Enti pubblici interessati ha consentito, grazie alla sperimentazione di tecniche innovative di indagine, l’accertamento di caratteri materici ad oggi ignoti del contesto figurativo, tali da addivenire a nuove ipotesi di ricostruzione della stessa immagine originaria dei dipinti, che potrebbe portare a riscrivere una importante pagina nella storia del ciclo pittorico e dell’effettivo apporto dei suoi autori.

Gli approfondimenti sullo studio del contesto, stimolati e sollecitati dall’interpretazione dell’enorme corpo di informazioni raccolte, con lo sviluppo della conoscenza che le indagini scientifiche hanno delineato, saranno definitivamente illustrati in un convegno da programmarsi entro la primavera 2025 in cui saranno divulgati nella loro interezza, tutti i risultati del lavoro. 

La qualità e la pronta condivisione delle strategie descritte ha consentito al Comune di Firenze di promuovere con successo una campagna di ricerca delle risorse stimate per le azioni stabilite dal protocollo che si è rapidamente conclusa nel mese di giugno 2021 con la sottoscrizione di un primo accordo con Friends of Florence e Jay Pritzcher Foundation, per il sostegno della prima fase di indagini scientifiche ed approfondimenti sullo stato di conservazione del ciclo di dipinti murali, comprensivo delle attività di valorizzazione pubblica dei risultati.Con tale immediata disponibilità di intenti e di risorse il comune di Firenze ha stipulato nel settembre 2021 una specifica convenzione per la progettazione e l’esecuzione delle attività di diagnostica e monitoraggio, con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Soprintendenza ABAP di Firenze, Prato e Pistoia ed avviato nel novembre 2021 la realizzazione di un complesso sistema di ponteggi, dotato di un impianto elevatore, per realizzare i piani di lavoro e consentire l’ispezione ravvicinata degli affreschi e il posizionamento delle strumentazioni scientifiche, nonché garantire continuità alle visite pubbliche in cappella, implementate nell’accessibilità anche a fruitori con ridotte capacità motorie.

Gli esiti della prima fase dei lavori, conclusasi nel giugno 2023, frutto della sinergia tra gli istituti CNR (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche “Giulio Natta” e Istituto Nazionale di Ottica) del nodo italiano dell’infrastruttura di ricerca E-RIHS, SABAP e OPD e Dip. di Chimica ‘Ugo Schiff’ di UNIFI, e soggetti privati (Ottaviano Caruso Snc e Federica Corsini Snc), hanno consentito di stabilire le azioni necessarie per garantire la risoluzione delle criticità conservative rilevate, oltre a raggiungere importantissimi risultati nella storia “conservativa” della cappella, quali: la conferma dell’efficacia delle metodologie impiegate nel restauro condotto negli anni ottanta del secolo scorso sotto la direzione di Umberto Baldini, la possibilità di intervenire sul bene non con un ulteriore restauro ma attraverso un idoneo piano di manutenzione programmata nel tempo, l’archiviazione dell’immenso patrimonio di informazioni acquisite con le campagne di indagine scientifiche condotte e la sua divulgazione attraverso un prototipo di una web App 3D per un’esperienza interattiva (da remoto e in presenza) presentata a Tourisma 2022, finalizzata a migliorare l’accessibilità e ad incrementare la percezione di autenticità e il senso di appartenenza del patrimonio, in particolare di tutto il contesto monumentale (http://brancaccipov.cnr.it ).

Il progetto di intervento è stato presentato in forma pubblica nel novembre 2022 riscuotendo interesse e consenso dei mecenati privati, Friends of Florence e Jay Priztker Foundation, con cui il Comune nel luglio 2023 ha potuto stipulare una seconda convenzione finalizzata a sostenere economicamente gli approfondimenti diagnostici a seguito dei risultati emersi, la progettazione degli interventi di restauro e la valorizzazione della Cappella Brancacci nella Chiesa di Santa Maria del Carmine conseguenti alle operazioni di diagnostica. 

Gli interventi si sono conclusi nell’aprile 2024 con la conferma dei criteri adottati in sede di progetto, in termini di continuità con la storia conservativa pregressa. L’intervento di restauro si è fondato su un lavoro approfondito di conoscenza dell’opera, a partire da un accurato studio delle superfici che ha permesso di entrare nei momenti progettuali e costruttivi del ciclo di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi, e di comprendere le condizioni conservative per indirizzare e supportare le indagini diagnostiche in tutte loro fasi.  I distacchi di intonaco rilevati in questa fase hanno fornito l’occasione per studiare il comportamento delle malte a presa autogena, impiegate nel restauro degli anni Ottanta. Messe a punto dalla facoltà di Chimica dell’Università di Firenze, per la forte compatibilità chimico-fisica con i materiali costitutivi erano il candidato ideale per un nuovo utilizzo. I risultati dei test ne hanno confermato le ottime prestazioni, ponendo le basi per attualizzare la formulazione in funzione di un nuovo impiego. Le ‘nuove’ malte a presa autogena, conformi alla normativa di sicurezza sui materiali e specifiche per i distacchi di piccole dimensioni, sono infatti state utilizzate a marzo 2024 nelle operazioni di riadesione degli intonaci.

Le strategie di azione immaginate per il passaggio dal restauro alla programmazione di azioni manutentive periodiche e preventive, hanno inoltre stimolato la sperimentazione, sulle superfici murali, di nuovi sistemi di pulitura superficiale e controllata a base di gel viscoelastici, con lo scopo di individuare un protocollo rispettoso delle condizioni stabilizzate della materia e del suo aspetto estetico oramai storicizzato e ancora funzionale.

L’importante lavoro svolto in questi anni sulla Cappella Brancacci ha inoltre consentito di definire strategie per il monitoraggio futuro dell’integrità delle strutture e del deposito della polvere sulle superfici pulite finalizzate a sviluppare una conservazione preventiva dell’intero ciclo pittorico. 

La Cappella Brancacci – che durante il restauro è rimasta sempre aperta, su prenotazione, a gruppi contingentati di visitatori accompagnati dai mediatori MUS.E – è tornata ai suoi regolari orari di apertura al pubblico ed è visitabile il lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 17. La domenica dalle 13 alle 17. Osserva il giorno di chiusura settimanale il martedì. MUS.E organizza visite guidate per adulti e per famiglie con bambini a cui è possibile partecipare chiamando lo 055 2768224 o scrivendo a info@musefirenze.it .  


Uffici stampa: 
Comune di Firenze
Stefania Crivaro 
Tel +39 055.2768437; Cell 334 6987958; email: stefania.crivaro@comune.fi.it 

Friends of Florence
Elisa Bonini
Cell: +39 333 6729563; email: elisaboniniitaly@friendsofflorence.org; www.friendsofflorence.org

CNR
Sandra Fiore
Tel: +39 06. 49933789; sandra.fiore@cnr.it 

CNR-ISPC
Ivana Cerato
Cell: 338 5910998; email: ivana.cerato@cnr.it, www.cnr.ispc.it 

Opificio delle Pietre Dure 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo: tel. +39. 049.663499; simone@studioesseci.net (rif. Simone Raddi)

Il Nuovo Programma UNLTD del Verbier Festival abbatte i confini musicali

La biglietteria del laboratorio creativo del Verbier Festival, UNLTD, è ora aperta al pubblico. In programma dal 18 luglio al 4 agosto: oltre 50 concerti, laboratori per bambini, conferenze stimolanti e attività musicali nel cuore della natura per emozionare tutte le generazioni anche quest’estate a Verbier.

Dopo l’edizione 2023, la più dinamica dalla sua creazione nel 2018, UNLTD si è ormai affermato come “festival nel festival di Verbier”, attirando un pubblico multigenerazionale che infonde nuova vita all’evento annuale di musica classica. Più di 7.000 spettatori, dai più piccoli ai nonni, hanno partecipato agli eventi UNLTD durante l’estate 2023.

“Il nostro obiettivo è quello di celebrare la musica in tutte le sue forme, completando al contempo la straordinaria offerta del Verbier Festival ogni estate”, spiega Stephen McHolm, direttore di UNLTD e della Verbier Festival Academy. “C’è una grande sinergia tra lo spirito di Verbier e quello dell’UNLTD: insieme rendiamo la classica cool”.

Verbier Festival 
31° edizione
Verbier (Svizzera)
18 luglio – 4 agosto 2024

SONO IN VENDITA I BIGLIETTI PER IL PROGRAMMA UNLTD DELL’ESTATE 2024 AL VERBIER FESTIVAL

La scorsa estate, l’UNLTD Concert Club di Taratata è stato il punto focale di questo spirito: spettacoli di musica classica, elettronica, jazz e sperimentale sono stati presentati in questo intimo cabaret, per tutta la durata del festival e sempre con il pienone.

Il concerto inaugurale “hoplà” all’aperto sull’alpeggio di La Chaux è stato un altro evento di spicco, che ha attirato oltre 1.000 spettatori di tutte le età per un pomeriggio di musica gratuita sulle alture di Verbier. Le Quattro Stagioni di Vivaldi sono state accolte con entusiasmo, così come le band pop e funk del pomeriggio.

L’UNLTD torna quest’estate con il suo Concert Club, il pomeriggio hoplà, i laboratori di musica e natura e le escursioni per bambini e adulti, oltre all’idea LAB, che quest’anno prevede due conferenze: una sul potere curativo della musica e l’altra su come artisti, atleti e tutti noi possiamo eccellere anche sotto pressione. Anche quest’anno i musicisti di strada animeranno la località di Verbier ogni fine settimana.

Projector: una panoramica sulla nuova ondata della scena musicale

Per soddisfare le esigenze di un pubblico in crescita, la nuova serie “Projector” del Cinéma de Verbier presenta artisti innovativi che accompagnano il pubblico in un viaggio musicale che va dalla celebre Rapsodia in Blu di George Gershwin a un mash-up di John Cage e David Bowie, passando per i suoni tropicali di Cuba e del Brasile.

Nuit coucou: yodel-ay-ee-oooo!

L’UNLTD celebra le festività svizzere con un programma di spettacoli gratuiti per tutte le età. Gli spettatori potranno scoprire un bestiario incantato al tramonto con Le Peuple Lumière della Compagnie Zappar e partecipare a una magica processione di lanterne giganti. La musica li farà ballare fino alle prime ore del mattino.

Sunset sonore: classica ed elettronica al tramonto

UNLTD concluderà la sua edizione il 4 agosto con un secondo evento gratuito all’aperto, questa volta sul terreno del Verbier Golf Club. Questo evento, chiamato “sunset sonore”, conduce il pubblico in un viaggio meditativo con le bocce di cristallo, seguito da un’esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach, che alla fine si evolve in un dj set di house tribale con archi dal vivo. Il duo francese di musica elettronica Lost Heritage mantiene l’atmosfera fino al tramonto.

In linea con l’obiettivo dell’UNLTD di fornire un accesso alla musica a prezzi accessibili per il pubblico di tutte le età, quasi la metà degli eventi del programma 2024 sono gratuiti per il pubblico. I prezzi dei biglietti per gli altri eventi variano da 10 a 55 franchi, con sconti per gli acquirenti di biglietti sotto i 30 anni e per i bambini sotto i 16 anni. I biglietti sono disponibili online su unltd.ch o chiamando il box office del Verbier Festival al numero +41 (0)848 771 882.

UNLTD (pronunciato “unlimited”) è un laboratorio creativo che amplifica la musica attraverso i generi e stimola la curiosità di tutte le generazioni.

Lanciato nel 2018 come terzo pilastro del Verbier Festival, UNLTD risveglia la curiosità per la musica al di là dei generi e delle generazioni. L’UNLTD stimola l’innovazione artistica e la condivisione culturale con tutti i pubblici. Durante tutto l’anno e specialmente l’estate, quando viene descritto come “il festival nel festival”, UNLTD presenta un programma di scoperta musicale attraverso concerti, workshop, conferenze ed esperienze immersive che trascendono i confini musicali.

Obiettivi

  • UNLTD offre una vasta gamma di attività ed eventi per tutte le età e preferenze musicali, dalla sperimentazione al gioco.
  • Come laboratorio creativo, l’UNLTD esplora nuovi formati, promuove l’innovazione e incoraggia la condivisione musicale, in particolare nella musica classica.
  • Con eventi in diverse sedi, UNLTD valorizza la bellezza di Verbier e dell’area circostante, affermandosi come una presenza culturale essenziale nella comunità.
  • UNLTD offre un modo rilassato di vivere il Festival di Verbier, con un programma che integra quello del Mainstage del Festival e incoraggia i partecipanti a esplorare altre sedi di concerto.
  • Come piattaforma per i talenti della Verbier Festival Academy, UNLTD presenta progetti innovativi a Verbier e oltre, mettendo in evidenza la prossima generazione di visionari della musica.

Profilo del pubblico: l’Età

Con un pubblico più giovane rispetto al programma Mainstage, UNLTD rinnova il pubblico e introduce una nuova dinamica nel Festival di Verbier.

  • 57% del pubblico tra i 18 e i 55 anni nel 2023
  • -l segmento di pubblico più numeroso: 36-55 anni (36%)

Ufficio Stampa per l’Italia
Studio Esseci 
Roberta Barbaro
+39 (0)49 66 34 99
roberta@studioesseci.net

Lo sguardo di Fausto sul mondo. Un successo a Roma il Vernissage di FaustoFestival

OPERE IN MOSTRA
Ph. Aurora Salvatori

FaustoFestival è stato un Vernissage atipico. Da una parte ha inaugurato una mostra di lavori importanti di Fausto Delle Chiaie, e dall’altra ha festeggiato la lunga carriera dell’artista ufficialmente consacrata con l’inserimento della sua opera “Distanziamento Sociale” all’interno della prestigiosa Collezione Farnesina del Ministero degli Esteri, straordinario compendio dell’arte italiana del 900 e contemporanea iniziato con lungimiranza e visione dall’ Ambasciatore Umberto Vattani.

Lo sguardo di Fausto sul mondo
Un successo a Roma il Vernissage di FaustoFestival. Una mostra da incorniciare

Da opere, documenti video e testimonianze il racconto su segni, 
concetti e marchingegni dell’arte del Maestro Fausto Delle Chiaie.
A Roma fino al 30 settembre

A festeggiare Fausto Delle Chiaie c’era un pubblico numeroso accompagnato con entusiasmo dalla giovane studentessa del DAMS, Mariachiara Santoro, a rileggere gli ultimi trent’anni del suo coinvolgente lavoro, autorevolmente commentato dalla pittrice e docente di pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Roma Veronica Piraccini e dal biologo dell’arte Andrea Bottai, che hanno restituito ai presenti lo sguardo di Fausto sul mondo e svelato qualcosa del dietro le quinte della sua ispirazione. 

Molto significativi e poetici i film/documentario proiettati, “Open Air Museum” del 1994 di Niccolò Ungaro, che mostra la creatività dell’artista in azione all’aria aperta e “Visita alla Farnesina” del 2024 di Aurora Salvatori, dove Fausto si vede “finalmente appeso in un luogo sicuro”.

Per oltre trent’anni col suo museo all’aperto in Piazza Augusto Imperatore, al tempo stesso artefice e custode delle opere in strada, la sua arte originale, di cui è stato scritto che “ha onorato con ironica genialità il Paese e la città di Roma in particolare“, ha incontrato i visitatori-passanti. Opere tutt’affatto improvvisate, opere il cui titolo è esso stessa opera come dice il Maestro nel film del 1994, ma esposte al passaggio e all’interazione di un pubblico improvvisato, opere di tutti secondo il suo concetto di arte democratica. Achille Bonito Oliva coniava per lui la definizione di “artista en plein air” e anche quella di “artista situazionista”, per il suo utilizzo di oggetti comuni o di scarto che il luogo dove operava di volta in volta offriva (frammenti di vetro di una bottiglia, sassi, piccioni ed altri uccelli come co-protagonisti delle sue installazioni) e a cui dava nuovo significato. Per chi non lo ha mai incontrato in strada, il film racconta questa parte essenziale della sua sperimentazione, così come fa un libro – il curatore, Pino Giannini, era presente ieri al vernissage – “FUORI CATALOGO” che, con testi rielaborati da quelli dello stesso Fausto Delle Chiaie e le fotografie di Paolo Buatti ,testimonia trenta anni di scambio tra l’Artista e le migliaia di persone che si sono fermate davanti a lui e alla sua arte e che ha fatto “a volte sorridere, altre riflettere, sempre e comunque fermare per un attimo …davanti ad uno sguardo nuovo sul mondo, autentico“.

È Toccato a Veronica Piraccini, teorica dell’antisistema nell’arte da ultimo col suo libro “TEOPRATICA – la Pittura l’inizio del Desiderio – Sistema e Antisistema“, dare ragione del porsi fuori dal sistema di Fausto Delle Chiaie, con le sue opere installative ante-litteram ironiche sì – l’ironia è parte integrante della sua arte, anche quando se ne serve per denunciare mali della contemporaneità –, ma anche e soprattutto poetiche. Un artista fuori dal sistema in ragione dell’istintività e autenticità della sua ispirazione, con opere “che parlano”, sia che siano esposte all’esterno che in uno spazio interno.

Per Andrea Bottai che, dice, “ospita oggi l’amico di una vita Fausto nella sua bottega“, l’empatia dell’artista ha a che fare con i neuroni-specchio, cellule ultra specializzate nel trasmettere impulsi elettrici all’organismo e che si attivano non solo quando facciamo qualcosa, ma anche quando “vediamo” qualcuno fare quella cosa. Un sistema che è alla base dell’evoluzione conoscitiva, dell’acquisizione della conoscenza, ma che è anche alla base dell’empatia, di quella capacità cioè di “sentire” con e insieme agli altri, che è senz’altro di quel Maestro dell’empatia che è Fausto Delle Chiaie, capace di sentire dell’altro piaceri e dispiaceri e di tradurli nelle sue opere restituendo il sentimento comune su cose semplici e complesse. Reciprocamente l’interlocutore entra in contatto con l’opera e dunque con l’artista.

Da ieri, 35 tele, 5 dipinti su legno e 7 sculture in legno, ma il piano inferiore promette di svelare altri tesori al visitatore, dispiegano nella mostra i marchingegni concettuali utilizzati da Fausto Delle Chiaie per diffondere la sua arte democratica. Lo stile primordiale e minimale trasmette il suo sguardo benevolo, ironico e umoristico su quanto ci circonda.  I temi della nostra contemporaneità ci sono tutti, la violenza e la guerra, le pandemie e l’inquinamento, il denaro e la moda, la natura e l’artifizio, rielaborati con fantasia dalla sua personale interpretazione artistica, tra arte povera, arte informale, pop art e tanta umanità. Lui stesso dice “l’arte è un gesto umano“, da servirsene per trasmettere un sentire francescano impegnato a trasformare sempre in bene ogni male.

Fausto Delle Chiaie Attivo a Roma dagli anni’70, artista molto amato dal pubblico, conosciuto anche per il progetto del “suo” museo in Piazza Augusto Imperatore, dove a lungo sono state esposte al libero sguardo dei passanti alcune opere, anche in sua assenza. Esito questo del suo “Manifesto Infrazionista” del 1986, dove si legge che infra-azione “è un’azione-collocazione-donazione di una o più opere, mostrate a terra da parte dell’artista nei luoghi dell’arte…è il grido d’allarme artistico del malessere storico; dell’accecamento del semplice e dell’umile, L’infrazione nasce dalla privazione della realtà visiva d’agire-pensare-fare… È la goccia che trabocca e vuole vivere con l’acqua“. Un attivismo che ha fatto dire a Bonito Oliva che Delle Chiaie “crea una democrazia dello sguardo“.

“FaustoFestival. Una mostra da incorniciare” – Personale di Fausto Delle Chiaie. Pian de’ giullari, Via dei Cappellari 49. Ingresso libero. La mostra resterà visitabile fino al 30 settembre dal lunedì al sabato dalle 18 alle 20 e su appuntamento (tel. 339-5785378).


Pian de’ giullari di Andrea Bottai
Via dei Cappellari 49, Roma – T. 366-3988603
Comunicazione Pian dé giullari – T. 339-5785378

D.D.

Biblioteca Regionale di Messina – Esposizione delle Opere del Gruppo “Magmatismo Pittorico”

Sabato 15 Giugno 2024, alle ore 18:00, presso la Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo”, si terrà il Vernissage dell’Esposizione delle Opere del Gruppo del “Magmatismo Pittorico”, una collettiva di 17 dipinti, racchiusi entro la cornice di cui all’intitolazione. Il Maestro Enzo Napolitano è inventore e Capo scuola dello stesso Magmatismo, per il quale si annotano i pregevoli apporti degli Artisti Maestri Fedele Ferlante, Nuccia Sileci e Nunzia Baglieri: segnatamente l’esposizione ricomprende tre opere di Napolitano, cinque di Ferlante, quattro di Sileci e quattro di Baglieri. Quanto al dipinto “Genesi”, lo stesso è stato realizzato ad otto mani dai menzionati Artisti del Gruppo del Magmatismo.

MAGMATISMO PITTORICO
Gruppo Pittorico del Magmatismo
Caposcuola Enzo Napolitano
Esposizione di 17 dipinti

Vernissage Sabato 15 giugno 2024, ore18:00
(Via Primo Settembre 117-Palazzo Arcivescovile)

L’Inaugurazione si aprirà, presso la Sala Lettura, con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice della Biblioteca Regionale, Avv. Tommasa Siragusa. Seguiranno i Saluti del Prof. Domenico Venuti, Presidente Assofante Messina e la Presentazione della Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Critico d’Arte. Gli stessi Artisti prenderanno parte al vernissage.

“Il Magmatismo pittorico, fondato dal Caposcuola, il maestro Enzo Napolitano, con Fedele Ferlante, Nunzia Baglieri e Nuccia Sileci,- asserisce il critico d’arte Maria Teresa Prestigiacomo – affonda le sue radici sull’affermazione dei valori dell’uomo, su quei valori universalmente riconosciuti e predicati, in ambito pittorico, dai componenti del progetto.

Detta corrente ha condensato e sintetizzato i messaggi in numerosi articoli, pubblicati in un Manifesto, accolto favorevolmente e depositato presso la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze e presso la Biblioteca Regionale Universitaria di Messina.

Il Magma cui parla il caposcuola Napolitano è, metaforicamente, il magma dell’ anima che esprime, attraverso intense cromìe, la vasta gamma dei sentimenti umani e ne trasferisce i valori: l’ esaltazione della maternità, la pace, la fraternità universale, l’attenzione alle diversità ed alla condizione femminile.”


Post dell’iniziativa culturale saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere all’Autrice.
Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.

CHEAP | A Bologna The Unapologetic Street Series: i suoi poster sono già per le strade della città

Heteronormativity is a mediocre colonial concept: contornato da fiori e su sfondo rosa barbie, The Unapologetic Street Series dichiara che l’eteronormatività è un concetto un tantino mediocre e coloniale dai muri di Bologna, dove è arrivata per una residenza d’artista, ospite e complice di CHEAP.

L’artista di base a Los Angeles è in Italia per una residenza d’artista insieme al collettivo di street poster art: i suoi manifesti sono già per le strade di Bologna e mercoledì 29.05 è in programma un evento pubblico.

Johanna Toruño è un’artista nata in El Salvador e fondatrice di The Unapologetic Street Series, un progetto che da anni utilizza le strade come piattaforma pubblica. Le sue immagini e le sue dichiarazioni sono spesso accompagnate da lussureggianti fiori, celebrano le comunità queer, la classe lavoratrice e le persone con background migratorio.

Attraverso il suo lavoro, Toruño sfida le norme sociali e pone al centro  dei suoi poster messaggi di autodeterminazione: utilizzando un’estetica morbida con colori che le ricordano casa, Toruño veicola narrazioni per il suo pubblico che invitano decolonizzare se stess* in spazi accessibili. I suoi messaggi politici e sociali evidenziano temi centrali per il superamento delle norme, con il desiderio di risemantizzare lo spazio pubblico in termini di liberazione collettiva.

Johanna Toruño è una speaker TED ed insegna in università come Stanford, Princeton, Columbia e altre; il suo lavoro è stato presentato da testate / media come The New York Times, Teen Vogue, NPR, Nylon e altri. Vive e lavora a Los Angeles con la sua compagna e 2 cani. Se non sta attaccando manifesti, sta cucinando. Toruño è ospite di CHEAP a Bologna per una residenza artistica: oltre ad un’affissione diffusa di manifesti in strada, l’artista ha in programma un evento pubblico mercoledì 29 maggio da Senape Vivaio Urbano (Via Santa Croce, 10abc).

CHEAP, collettivo e progetto di arte pubblica tra i più riconosciuti e apprezzati in Italia, che attraverso l’uso della carta come supporto espressivo dal 2013 esplora il legame profondo tra arte, attivismo e spazio pubblico, negli ultimi mesi sta presentando il libro che ripercorre la sua storia ultradecennale, “Disobbedite con generosità” (People), in lungo e in largo, in tutta Italia (al Salone del Libro di Torino e al BookPride Milano tra i tanti) e all’estero. Qui il calendario aggiornato delle presentazioni: www.cheapfestival.it/cheap-book-tour-le-date-di-maggio-e-giugno.

Come consuetudine da diversi anni, CHEAP ha inoltre lanciato anche per il 2024 la propria Call For Artists, uno dei cuori del progetto nel suo essere una ricognizione nei linguaggi visivi contemporanei. Il tema di quest’anno è FUCK WAR, un invito a disertare l’immaginario della guerra, a sabotare la retorica che la sostiene, a contrabbandare ordini simbolici che la delegittimino. Tutto nello spazio di un poster. Qui maggiori dettagli e il testo completo della call: https://www.cheapfestival.it/call-for-artist-edizione-2024/ – la call è aperta a tuttə lə artistə e la partecipazione è gratuita.


CONTATTI:
www.cheapfestival.it |
www.instagram.com/cheapfestival |
www.facebook.com/CHEAPfestival

UFFICIO STAMPA:
Daccapo Comunicazione | info@daccapocomunicazione.it
(Marcello Farno) / (Ester Apa)

Venezia, Blue Gallery: ELECTRIC SUPERMOON – Personale dell’artista coreana Hyun CHO

Blue Gallery è onorata di presentare una mostra personale di opere nuove e recenti dell’artista coreana Hyun Cho (nata nel 1982 a Seoul, KR). Intitolata Electric Supermoon, la mostra sarà presentata da Quadro Zero alla Blue Gallery dal 9 giugno al 7 luglio 2024.

La prima mostra personale di Hyun Cho a Venezia segna un ritorno in Italia, per l’artista, che ha esposto per la prima volta in Italia allo Spazio Display (Parma, Italia) nel 2018, prima ancora della sua residenza a Palazzo Monti (Brescia, Italia) nello stesso anno.

ELECTRIC SUPERMOON
PERSONALE DELL’ARTISTA COREANA HYUN CHO 

A cura di Quadro Zero 

9 giugno – 7 luglio 2024
Blue Gallery 
Sestiere Dorsoduro 3061, Venezia

Electric Supermoon includerà installazioni, sculture, pannelli LED e testi. Le opere in mostra esploreranno i temi centrali delle indicazioni culturali nelle iconografie urbane, del linguaggio di uso comune e dei simboli equivoci. I nuovi lavori di Cho sono incentrati sulle iconografie urbane che diventano effimere e ambigue. È come se ci venisse data un’esperienza di qualcosa di reale che in realtà non è presente, e allo stesso tempo di qualcosa di reale che potrebbe non essere possibile. La mostra approfondirà anche l’approccio punk che costituisce la firma di Cho. Il punk è oggi un esempio archetipico del modo in cui una sottocultura può essere mercificata, neutralizzata e incorporata nel mainstream: il punk ispira ancora un’arte ribelle e intrinsecamente politica, sollevando domande sulla centralità dell’estetica quando si tratta di definire un movimento culturale che la trascende.

Hyun Cho ha dichiarato: “Con le parole, mi propongo di creare un nuovo genere d’arte. Mescolo lo stile lirico della musica punk con la sensibilità pop per creare frasi che esprimano la mia esperienza e che servano agli spettatori per allegare la propria. Adotto una caratteristica stilistica dei testi punk rock: brevi, ripetibili e orecchiabili. Sono accattivanti e talvolta perversi per catturare l’attenzione del pubblico, riflettendo sulla messaggistica che incontriamo ogni giorno nel nostro mondo complesso”.

La mostra comprende una serie di tre opere recenti realizzate dall’artista a Seoul, pensate come pezzi con un chiaro riferimento alle lapidi o ai monoliti dell’auto-memoria. Si tratta di “RIP #Blue”, “RIP #Orange” e “Hitchhicker”, tutte collegate da una tonalità fredda e metallica con display a LED e luci che alludono a dichiarazioni illogiche ma definite, creando un’atmosfera giocosa per contemplare l’agentività – il nucleo della capacità umana di esercitare un controllo cosciente sul proprio comportamento. Le luci LED costituiscono una fonte di energia che pulsa come una superluna.

Hyun CHO – Hurricane Billy

La contestualizzazione delle opere di Cho all’interno della Blue Gallery di Venezia riguarda, nella prospettiva di Quadro Zero, l’interazione che nasce dall’incontro tra contenitore e contenuto nel perimetro di una città così definita dalla propria estetica. 

L’approccio ironico e concettuale di Cho strizza l’occhio all’opera di Marcel Duchamp e al movimento Fluxus, alla Pop Art e agli Young British Artists, pur attingendo al suo personale linguaggio artistico e culturale.

La mostra è curata da Quadro Zero per Blue Gallery, in stretta collaborazione con l’artista, ed è accompagnata da un testo critico di Ilaria Sponda, curatrice indipendente.

Hyun Cho (nata nel 1982 a Seoul, KR) ha studiato Pittura all’Università di Sydney (2009) e ha conseguito un master alla Parsons School of Design di New York (2012) in quanto vincitrice di una borsa di studio.

La sua pratica interdisciplinare utilizza frasi auto-scritte tratte dalla cultura pop americana per mettere in discussione gli indicatori culturali e l’identità personale nel contesto della globalizzazione. Attraverso l’esame di oggetti trovati nell’ambiente costruito, dei beni di massa e della costruzione dell’agentività le sue opere commentano in modo sorprendente l’intricata interrelazione tra gli aspetti sociopolitici del Nord-Est asiatico e dell’Occidente.

Nel 2008 è stata nominata per lo Zelda Stedman Grant e nel 2018 è stata invitata come artista in residenza presso la rinomata residenza di Palazzo Monti, a Brescia (Italia). Da allora si è spostata tra l’Italia e la Corea del Sud, tornando per la residenza Viafarini-In-Residence nel 2020 e nel 2023.

Le opere di Cho sono state esposte in mostre personali presso la Galleria Ramo (Como, 2019 e 2023); Edicola Radetzky (Milano, 2022); Spazio Display (Parma, 2018); Open Space Baltimore (Baltimora, 2016); Conduits Art (Melbourne, 2013); Fowler Project Space (Brooklyn, 2013).


Blue Gallery, situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, con la nuova direzione si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull’apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d’arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il  blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare


Hyun CHO
ELECTRIC SUPERMOON                                                                
09.06 > 07.07. 2024          
Opening 9 Giugno ore 18  

ORARI DI VISITA
Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568
Blue Gallery, Rio terà Canal –  S. Margherita, Dorsoduro 3061, Venezia

INSTAGRAM
@bluegallery
@quadro.zero

Contatti Stampa 
CRISTINA GATTI 
PRESS & PR
press@cristinagatti.it 

Gardone Riviera (Brescia), Il Vittoriale degli Italiani: IL VITTORIALE DELLE ITALIANE

Nella cornice della VII edizione del Brescia Photo Festival, la mostra Il Vittoriale delle Italiane presenta un’inedita interpretazione della dimora del vate Gabriele d’Annunzio, attraverso gli occhi e l’obiettivo di dieci fotografe italiane. La collettiva inaugura Il Golfo Nascosto, un nuovo spazio espositivo al di sotto delle gradinate dell’anfiteatro. Alcune opere rimarranno poi in permanenza al Vittoriale, ad arricchire il grande museo a cielo aperto dedicato all’arte contemporanea italiana ospitato nel suo Parco.

Il Vittoriale degli Italiani
Gardone Riviera (BS)
 
Dal 25 maggio al 30 settembre 2024
 
IL VITTORIALE DELLE ITALIANE
Maria Vittoria Backhaus, Mariagrazia Beruffi, Patrizia Bonanzinga, Giusy Calia,
 Silvia Camporesi, Alessandra Chemollo, Caterina Matricardi, Luisa Menazzi Moretti, Antonella Monzoni, Ramona Zordini.
 
Lo sguardo di dieci fotografe per raccontare in modo originale, con uno sguardo femminile, la casa di Gabriele D’Annunzio

Il Brescia Photo Festival allarga i propri confini cittadini e si diffonde nel territorio della provincia, raggiungendo per la prima volta la sponda bresciana del lago di Garda.
Per questa edizione, infatti, Fondazione Brescia Musei ha collaborato con la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS) nel segno della sinergia già avviata tra le due Fondazioni lo scorso anno, in occasione della Capitale, quando si sono poste le prime basi per la realizzazione di importanti operazioni future. Contestualmente all’avvio di questo progetto, infatti, viene presentata anche una nuova vetrina per i Musei di Brescia: sono infatti disponibili sulla piattaforma di offerta di esperienze Gardamusei.it, anche i biglietti di ingresso ai Musei di Fondazione Brescia Musei, acquistabili tra le tante opzioni di attività distribuite nelle zone limitrofe del lago e della provincia.

Il complesso monumentale ospita dal 25 maggio al 30 settembre 2024 Il Vittoriale delle Italiane, una collettiva di 10 fotografe – Maria Vittoria Backhaus, Mariagrazia Beruffi, Patrizia Bonanzinga, Giusy Calia, Silvia Camporesi, Alessandra Chemollo, Caterina Matricardi, Luisa Menazzi Moretti, Antonella Monzoni, Ramona Zordini -, curata da Renato Corsini, che propone una serie di scatti che offrono una visione tutta al femminile della residenza del vate Gabriele d’Annunzio.

Le dieci artiste, selezionate per la loro storia professionale e per il posto che attualmente occupano nella storia della fotografia contemporanea, sono state invitate a realizzare un lavoro site-specific che rileggesse, ognuna con il proprio stile e la loro cifra, l’architettura, l’ambiente e gli interni del Vittoriale. Un lavoro così strettamente legato a quel luogo iconico della riviera del lago di Garda che porterà, al termine della mostra, alcune opere a rimanere parte del percorso di visita in modo permanente, arricchendo l’offerta di arte contemporanea italiana del Parco.

L’esposizione è anche occasione per inaugurare un nuovo spazio espositivo del Vittoriale, Il Golfo Nascosto, posto al di sotto delle gradinate del teatro, il “Parlaggio”, inaugurato nella sua nuova veste completamente restaurata nel luglio 2020: progettato a partire dal 1931 dall’architetto Gian Carlo Maroni ma rimasto incompiuto per mancanza di fondi, grazie al Presidente Guerri e a Regione Lombardia è stato rivestito in marmo rosso di Verona, secondo la volontà iniziale del Poeta.

Mariavittoria Backhaus, Vittoriale, 2024

Con le sue fotografie provocatorie e dissacranti, Maria Vittoria Backhaus, affascinata dall’enorme quantità di oggetti, immagini, personaggi, stimoli e visioni che contiene il Vittoriale, ha pensato di rappresentare Gabriele d’Annunzio per quello che è sempre stato ai suoi occhi, ovvero un personaggio pop-punk ante litteram. Ecco che le statue conservate all’interno della residenza compaiono affiancate da oggetti improbabili, come un topolino di plastica, una polaroid o un gruppo di personaggi in miniatura che guardano quanto ruota loro attorno, appoggiandosi ai volumi della biblioteca.

Le Mute sentinelle di Mariagrazia Beruffi si riferiscono alle statue che abitano il parco e la villa, che sono state testimoni di una straordinaria energia che, un secolo fa, con passione, animava il Vittoriale e che ora escono dalla penombra, quando un raggio di luce le illumina tra i cipressi o si insinua fra le tende e gli scuri della Prioria, e prendono vita, pur sempre immerse in un silenzio eterno.

Patrizia Bonanzinga con le sue Verità Oniriche scompone, sovrappone e crea nuove visioni del Vittoriale; nelle sue fotografie il lago si espande nell’anfiteatro, le gradinate assumono una forma ellittica, le colonne si moltiplicano, come se il tutto fosse la rappresentazione di un sogno, quello di Gabriele D’Annunzio che, nella concretezza della pietra e del paesaggio, diventa via via realtà.

Nel vasto paesaggio della mente umana, la dimora dannunziana emerge come un nodo intricato di riflessioni estetiche e psicologiche, sospeso tra la terra e il cielo. Giusy Calia, attraverso l’uso del drone, propone una prospettiva aerea capace di andare oltre i contorni fisici del complesso, svelandone e interpretandone gli interni. Le stanze diventano i teatri di una performance multidimensionale, dove i mobili sontuosi e le opere d’arte fungono da specchi delle passioni umane, riflettendo non solo l’estasi estetica del poeta, ma anche le ombre della solitudine e dell’ossessione.

Silvia Camporesi si è concentrata sull’esterno del Vittoriale, ovvero sul contesto in cui è immerso, cercando l’aspetto paesaggistico del luogo, che è la cifra espressiva più caratteristica della sua ricerca più recente. In queste fotografie, prive di figure umane, ricorre il tentativo di restituire un’immagine sospesa dei luoghi individuati, in cui è evidente il dialogo con la natura, sia esso quello della Nave Puglia immersa nella vegetazione o la veduta del panorama lacustre, o ancora la vista della strada d’ingresso, in cui i muri sono ricoperti di fitta vegetazione.

Per Alessandra Chemollo, ogni luogo è teatro degli umani che lo attraversano. L’architettura del Vittoriale è una materializzazione in pietra di parole e simboli che dialoga con le persone che la guardano, l’attraversano, la vivono, dando vita a una nuova percezione del luogo.

In virtù del suo interesse per le statue, Caterina Matricardi si è focalizzata sui volti dei busti di Gabriele d’Annunzio e di una figura femminile, ne ha strappato la fotografia e successivamente ne ha ricomposto l’immagine, per dare vita a una nuova realtà in cui anche la parte grafica del lavoro riveste un ruolo importante.

Per il suo progetto Ricordo, rivedo, Luisa Menazzi Moretti ha tratto spunto da Il libro segreto, l’ultima opera di d’Annunzio, pubblicata nel 1935; le fotografie propongono le riproduzioni di brani del diario autobiografico del poeta e di alcune testimonianze delle donne che sono state importanti nella vita del vate, affiancate dalle immagini del Vittoriale e dei particolari del suo parco, isolati nei colori giallo e rosso che caratterizzano la residenza.

Antonella Monzoni si concentra sulle presenze femminili che circondarono Gabriele d’Annunzio al Vittoriale; da Amélie Mazoyer, la governante conosciuta in Francia, ribattezzata dal Vate «Aélis», a Luisa Baccara, pianista e amante ufficiale che col tempo si trovò messa da parte, da Maria Hardouin dei Duchi di Gallese, la moglie da cui il poeta non divorziò mai, ad Albina Lucarelli Becevello,la cuoca del Vittoriale ribattezzata «Suor Albina» o «Suor Intingola» o «Suor Ghiottizia» che nutrì e coccolò d’Annunzio fino al giorno della sua morte.

Antonella Monzoni ha cercato le tracce lasciate da queste donne nelle loro stanze, negli oggetti e negli arredi che riportano alla loro esistenza, nel tentativo di raccontare un universo femminile ricco di memorie, di silenzi, di rimorsi e rimpianti.

Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio ebbero una tormentata relazione amorosa tra il 1895 e il 1904, forse la più famosa e importante mai intrattenuta dal Vate soprattutto per la connessione artistica tra i due. La musa, tuttavia, non ebbe mai la possibilità di visitare il Vittoriale. Ramona Zordini, attraverso le sue fotografie crea un universo immaginario in cui Eleonora Duse abita la villa di Gardone Riviera e documenta una sua immaginaria presenza.

Alcune fotografe saranno protagoniste di speciali talk, Il Vittoriale va in città!, che avranno luogo al Museo di Santa Giulia a Brescia in cui incontreranno il pubblico in appuntamenti dedicati al racconto delle loro attività, del loro lavoro e del progetto originale “site-specific” che le ha viste protagoniste al Vittoriale degli Italiani.

La mostra s’inserisce nel palinsesto della VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana e quest’anno declinato attorno al titolo “Testimoni”, che porta nei luoghi espositivi più prestigiosi della città e della provincia, alcuni dei nomi più importanti e celebrati della fotografia italiana contemporanea.



Il Vittoriale degli Italiani – complesso di edifici, vie, piazze, giardini, corsi d’acqua e un teatro all’aperto – eretto tra il 1921 e il 1938 per volontà di Gabriele d’Annunzio – è uno dei musei più visitati d’Italia e una delle case museo più visitate al Mondo. Costruito a Gardone Riviera, sulle rive del lago di Garda, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale, si conferma luogo più che mai vitale, visitato ogni anno non solo da studenti e turisti, ma anche da studiosi e intellettuali che ne frequentano gli archivi, e da artisti di caratura internazionale che hanno calcato il palcoscenico all’aperto del suo anfiteatro, o che hanno voluto celebrare il poeta abruzzese donando opere d’arte che oggi adornano i viali, le piazze e gli affacci sul lago. A partire dal 2008, l’inizio della presidenza di Giordano Bruno Guerri ha dato avvio a una serie di restauri e recuperi di aree fino ad allora dimesse, e alla creazione di nuovi allestimenti e spazi espositivi arricchiti con nuovi servizi che hanno riconsegnato al pubblico il complesso del Vittoriale finalmente riportato al suo antico e originario splendore.

La Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico–privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, Castello di Brescia Falco d’Italia e Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei è con Pinacoteca Tosio Martinengo, ente capofila della Rete dell’800 Lombardo. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell’offerta di Associazione Abbonamento Musei.

Fortemente voluto dal Comune di Brescia, il Macof – Centro della fotografia italiana, è lo spazio espositivo dedicato alla fotografia italiana, aperto nel maggio 2016 nell’importante sede del palazzo barocco Martinengo Colleoni. È affidato alla direzione artistica di Renato Corsini e si avvale della consulenza di un comitato scientifico formato da due indiscussi protagonisti della fotografa italiana, Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, e dalla storica della fotografia Tatiana Agliani. È un luogo di informazione, studio e ricerca sulla fotografia italiana e sulla sua storia, uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.


VITTORIALE DELLE ITALIANE
Gardone Riviera (BS), Vittoriale degli Italiani (via del Vittoriale 12)
25 maggio – 30 settembre 2024
 
Orari:
tutti i giorni, 9.00-20.00
la biglietteria chiude un’ora prima
 
Biglietti:
la visita della mostra è inclusa nel Biglietto Parco
Biglietto intero: 12 euro
Biglietto ridotto: 10 euro
 
Informazioni:
T. +39 0365 296 511; info@vittoriale.it
 
 
Ufficio Stampa Fondazione Il Vittoriale degli Italiani
Lisa Oldani | T. +39 349 478 8358| annalisaoldani@gmail.com
Chiara Di Vito | T. +39 346 490 0749 | chiara.grace.divito@gmail.com
 
Ufficio stampa
Fondazione Brescia Musei

Francesca Raimondi | T. +39 331 803 9611 | raimondi@bresciamusei.com

Ufficio stampa
Comune di Brescia

Rossella Prestini | T. +39 338 894 8668 | r.prestini@comune.brescia.it
 
Ufficio stampa Brescia Photo Festival
CLP Relazioni Pubbliche

Clara Cervia | T. 02 36 755 700 | clara.cervia@clp1968.it

Trento: al Castello del Buonconsiglio, lo spettacolare “caso Dürer”

A Trento, l’incontro tra Dürer e i nordici con l’arte veneta e italiana crea l’originale laboratorio del Rinascimento Alpino. Una grande mostra, per la prima volta, documenta un momento magico della storia dell’arte.

Il Castello del Buonconsiglio sceglie, non a caso, un grande nordico, Albrecht Dürer, come protagonista della mostra simbolo del Centenario del museo, nato nel 1924. Dürer scoprì Trento e il Trentino negli anni 1494-95, restando affascinato dai paesaggi e dalle atmosfere di questi luoghi, catturandone l’essenza in una celebre serie di acquerelli. Ad attrarre il norimberghese fu un Principato dove l’arte e le arti erano coltivate con grande passione e dove il Rinascimento veniva declinato in modo del tutto originale da artisti trentini e da “foresti” che vi giungevano perché attratti dal prestigio e dalle committenze della corte del principi-vescovi e delle élites economiche.

DÜRER E LE ORIGINI DEL RINASCIMENTO NEL TRENTINO
Trento, Castello del Buonconsiglio
6 luglio- 13 ottobre 2024

Mostra a cura di Bernard Aikema, Laura Dal Prà, Giovanni Maria Fara, Claudio Salsi

“Dürer e le origini del Rinascimento nel Trentino”, dal 6 luglio al 13 ottobre, al Buonconsiglio, rivive quel viaggio e quel magmatico, creativo momento della storia dell’arte di una terra tra i monti. La mostra, promossa dal museo del Castello del Buonconsiglio, in collaborazione con l’Università di Trento e la Soprintendenza per i beni culturali, è a cura di Bernard Aikema, Laura Dal Prà, Giovanni Maria Fara, Claudio Salsi.

Nell’esposizione, la presenza di Dürer in Trentino è ricordata da disegni, acquerelli,tra qusti la magnifica veduta proprio del Castello del Buonconsiglio proveniente dal British Musuem, incisioni e dipinti: l’arte del grande tedesco non passò inosservata ma stimolò gli artisti qui attivi a ripensare la loro arte.

Partendo dallo spettacolare “caso Dürer”, il percorso espositivo si estende infatti ad indagare le origini di quel Rinascimento originale, sui generis, che si sviluppa in Trentino tra 1470 e 1530/40. A prendere forma è uno stile nuovo, o meglio, l’insieme di tanti nuovi linguaggi, influenzati da artisti, opere, mode e modi che risalgono dall’Italia alla Germania, alle Fiandre e viceversa.

Il Trentino e il Tirolo meridionale vantavano alcune sedi episcopali (Bressanone, Trento) e commerciali (Bolzano) che costituivano poli attrattivi di prim’ordine. Piccola enclave autonoma nel mezzo delle potenze dell’epoca, qui si attivò iun laboratorio di innovative soluzioni artistiche, in un’epoca – i decenni attorno al 1500 – di intensa trasformazione artistica e culturale di tutta l’Europa.

Non solo Dürer. La mostra indaga la presenza di artisti tedeschi a Trento, come esemplarmente documentato dall’impressionante Crocifissione di Sisto Frey nel Duomo cittadino.

Dopo la straordinaria fase dell’Umanesimo, del quale fu campione il vescovo Johannes Hinderbach, un particolare focus la mostra lo riserva alla figura del grande principe vescovo Bernardo Cles (1485-1539), promotore della costruzione e decorazione del Magno Palazzo al Castello del Buonconsiglio, consigliere di Massimiliano I e poi membro della dieta imperiale di Carlo V, oltre che suo gran cancelliere. Egli impiegò non soltanto artisti italiani, ma si fece ritrarre da pittori come Bartholomäus Bruyn, o da medaglisti come Hans Schwarz, e coinvolse maestri come Dill Riemenschneider, accanto a Romanino, Dosso e Fogolino.

Un ulteriore approfondimento è dedicato al ruolo dell’imperatore Massimiliano I, sovrano per il quale Dürer prestò servizio. Massimiliano si fece proclamare Re dei Romani proprio il 4 febbraio 1508 a Trento con una sfarzosa cerimonia e il vescovo Neydeck volle che la circostanza fosse ricordata nelle portelle dell’organo di Santa Maria Maggiore dipinte da Falconetto.

“Dürer e il Rinascimento nelle Alpi” riunisce quasi un centinaio fra opere su carta (le stampe, e non solo quelle di Dürer, come mezzo di diffusione di forme ed idee artistiche di primaria importanza, avranno un ruolo fondamentale nell’insieme), dipinti, sculture e arti applicate nelle varie tecniche. Saranno esposti straordinari dipinti, sculture, disegni, incisioni di importanti artisti come Albrecht Dürer, Alvise Vivarini , Bartolomeo Dill Riemenschneider, Jorg Artzt, Max Reichlich, Michael Pacher, Girolamo Romanino ed altri ancora, provenienti da grandi istituzioni museali come la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Correr, il Museum Ferdinandeum di Innsbruck, il museo Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, i Musei di Strada Nuova di Genova e la Pinacoteca Nazionale di Siena.” Attraverso le loro opere è possibile cogliere, in varie inflessioni personali, la nuova sensibilità religiosa, l’interesse per l’individuo, la riflessione sul paesaggio – al cospetto delle Alpi -, la permeabilità artistica di un territorio ‘a cerniera’ tra mondo tedesco e mondo italiano. La sezione conclusiva è riservata alle opere diffuse nel territorio trentino, evidenti testimonianze del miscuglio di stili che in quel fecondo periodo si palesò con felici esiti. A rivivere un momento magico della storia dell’arte e della Storia trentina ed europea.


INFO
www.buonconsiglio.it
info@buonconsiglio.it
T 0461233770

Ufficio Stampa
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Tel. 049663499 www.studioesseci.net
Referente: Simone Raddi, simone@studioesseci.net

Castello di Rivoli: Collezione dal vivo. Una lezione-concerto sul tema “Gli affetti”

Con il nuovo titolo Collezione dal vivo, riprendono gli appuntamenti mensili di approfondimento alla Collezione CerrutiAnche quest’anno storici dell’arte e studiosi di altri ambiti disciplinari presenteranno al pubblico un’opera o un ciclo di opere appartenenti alla Collezione Cerruti. Da quest’anno le conferenze si alterneranno ad appuntamenti dedicati alla musica dal vivo, in forma di lezioni-concerto, a cura di Mario Calisi.

Collezione dal vivo
Una lezione-concerto sul tema Gli affetti
 
Giovedì 6 giugno 2024, ore 18.00 – 19.30
Villa Cerruti, Sala delle Orchidee

Il secondo appuntamento di Collezione dal vivo è una lezione-concerto sul tema Gli affetti. Mario Calisi al pianoforte e Lorenzo Fazzini al flauto eseguiranno brani di Franz Benda, Johann Nepomuk Hummel e Raffaele Galli. Seguirà una visita speciale che condurrà il pubblico alla scoperta di opere, nuclei collezionistici e storie legate al tema prescelto.

Mario Calisi
Pianista, compositore, direttore d’orchestra. È musicista, studioso e didatta riconosciuto dalla critica internazionale. Dal 2009 è docente al Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano. È stato docente di “Studio della strumentazione applicata alla partitura” nel Corso di Laurea Magistrale in Musicologia dell’Università Statale di Milano. Tra i molteplici riconoscimenti, nel 1994 è stato insignito del titolo di “Grand Officier de l’Ordre Mondiale de la Science Musicale” di Ginevra. Ha suonato in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Portogallo, Polonia, Lichtenstein, Bulgaria, Brasile, Croazia, dove ha rilasciato registrazioni concertistiche per radio e televisioni. W. Stettler, musicologo e critico musicale, l’ha definito: «musicista eclettico, profondo, coerente… Mario Calisi, pianista dal suono diamantino, affascina ed estasia anche il pubblico più esigente… Il suo senso della metrica ed osservanza dei tempi richiama nel suo fascino Glen Gould».

Lorenzo Fazzini
Nato a Pavia nel 1995, si è diplomato con il massimo dei voti e la lode al conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, nella classe di Stefano Parrino. Ha proseguito gli studi con Roberto Issoglio, diplomandosi con il massimo dei voti in musica da camera. Ha vinto il Primo Premio nella categoria Solisti al 3° Concorso Internazionale Città di Scandicci (FI), il Secondo Premio al 1° Concorso Internazionale Città di Villorba (TV) e il Secondo Premio al 2° Concorso Internazionale di Musica Malopolska (PL). Ha iniziato la sua attività concertistica come solista, solista con orchestra, in duo, in trio e in varie formazioni cameristiche. Si è esibito, tra gli altri, con Peter-Lukas Graf, Bruno Canino, Daria Masiero, Roberto Sérvile, Jean-Claude Guidarini, Luigi Maio e Joohee Shin. Ha collaborato con numerosi direttori d’orchestra, tra i quali M. Alibrando, F.I. Ciampa, G. de Lorenzo, G. Emilsson, A.R. Casas e S. Pasini. Ha tenuto concerti in Italia, Francia, Svizzera e Cina, collaborando con l’Orchestra Filarmonica Europea, Castel Monastero, “Le Altre Note” – Valtellina Festival, Collegiata di Bellinzona, Cattedrale di Notre-Dame di Tolosa e Cattedrale di Bouc-Bel-Air, Teatro Fraschini e studi televisivi RAI di Roma. Ricopre il ruolo di primo flauto dell’Orchestra Filarmonica Campana.

Collezione dal vivo: prossimi appuntamenti
 
25 luglio 2024, ore 18.00* – 19.30
Claudio Zambianchi, La Falaise et la Porte d’Aval, 1885, di Claude Monet. Un dipinto del Museum Barberini di Potsdam
Sala delle Orchidee – Villa Cerruti
 
12 settembre 2024, ore 18.00* – 19.30
Lezione-concerto Il vuoto
Amat Saxophone Quartet
Musiche di J. Francaix, P. Iturralde, M. Calisi, I. Xenakis
Sala delle Orchidee – Villa Cerruti
 
24 ottobre 2024, ore 18.00* – 19.30
Luisa MensiLa conservazione della Collezione. Un caleidoscopio di tecniche dell’arte
Presentazione al pubblico del nuovo laboratorio di restauro
Sala delle Orchidee – Villa Cerruti
 
14 novembre 2024, ore 18.00* – 19.30
Lezione-concerto Il canto del cigno
Mario Calisi (pianoforte) e Chenjie Lì (baritono)
Musiche di F. Schubert, V. Bellini, E. Grieg, I. Stravinsky
Sala delle Orchidee – Villa Cerruti
* È necessario prenotare e acquistare il biglietto alla pagina https://www.castellodirivoli.org/tickets/#
Il costo del biglietto è di € 10,00 e l’acquisto è consentito solamente on-line per un massimo di 20 partecipanti.
La navetta di collegamento alla Collezione Cerruti parte alle ore 17.55 dal piazzale antistante al Castello di Rivoli.

La Collezione Cerruti, polo del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, aperto al pubblico nel maggio 2019, è una collezione privata di altissimo livello che comprende quasi trecento opere di pittura e scultura, tappeti preziosi, libri antichi, legature di pregio e mobili di celebri ebanisti che spaziano dal medioevo al contemporaneo.
La collezione, iniziata a metà degli anni Sessanta, annovera, fra gli altri, capolavori che vanno dalle opere di Bernardo Daddi e Pontormo a quelle di Renoir, Modigliani, Kandinskij, Klee, Boccioni, Balla e Magritte, per arrivare a Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini, ed è il frutto della passione e della sensibilità artistica di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), figura esemplare di imprenditore e collezionista scomparso all’età di 93 anni.
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in virtù di un accordo firmato nel luglio 2017 con la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, proprietaria delle opere, è il primo museo d’arte contemporanea che grazie alla sua collezione poliedrica e ricca di sfaccettature getta un ponte dialogico tra il presente e il passato. L’intenzione è di creare un modello nuovo di museo, in cui l’arte del passato è osservata da prospettive contemporanee dando vita a un vero e proprio scambio vitale tra collezioni, artisti d’oggi e capolavori del passato.


Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
Facebook | Twitter | Instagram

Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
Consulenza Stampa
Stilema | anna.gilardi@stilema-to.it | tel. 011.530066