Castelvetrano: Sicily Food Vibes, tre giorni di cultura gastronomica

Dal 16 al 18 maggio appuntamento in Piazza Carlo D’Aragona e Tagliavia con un programma che vedrà protagonisti chef e produttori.

Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025, Castelvetrano accoglie Sicily Food Vibes: tre giorni di cultura gastronomica

La Sicilia si racconta a tavola, e lo fa con la sua anima più autentica. Dopo il successo della tappa inaugurale a Corleone, il viaggio del gusto di Sicily Food Vibes prosegue verso Castelvetrano, cuore della Valle del Belice, per tre giorni all’insegna della cultura gastronomica e delle eccellenze agroalimentari del territorio. Dal 16 al 18 maggio – in Piazza Carlo D’Aragona e Tagliavia, nel Sistema delle piazze – la cittadina trapanese accoglierà la seconda tappa del tour che celebra il riconoscimento conferito alla Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025. Un titolo che valorizza il patrimonio enogastronomico isolano e la sua capacità di coniugare identità, innovazione e sostenibilità.

Un ricco programma animerà le giornate di festa: laboratori didattici per bambini, masterclass dedicate ai grani antichi, show-cooking con i grandi chef dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, momenti di approfondimento culturale, degustazioni e spettacoli per tutte le età. Per tre giorni Castelvetrano si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto del gusto. In vetrina ci saranno i prodotti simbolo di questo territorio: la Vastedda del Belice DOP, l’unico formaggio a pasta filata ovina d’Europa; l’olio extravergine d’oliva Nocellara, emblema della dieta mediterranea; il pane nero di Castelvetrano, realizzato con grani antichi e cotto a legna; e poi il cous cous trapanese, le “siringate”, la cassata reinterpretata e la pasta di San Giuseppe. Un trionfo di ricette che uniscono la tradizione contadina all’arte della trasformazione.

«La città di Castelvetrano è onorata di poter rappresentare la qualità dei prodotti enogastronomici dell’intera Valle del Belice – ha dichiarato il sindaco Giovanni Lentini – insieme alle bellezze del suo patrimonio storico e ambientale e alla capacità di accoglienza della sua gente. Questo evento è un’occasione davvero unica per mostrare un territorio che ha molto da offrire, nel segno dell’identità e dell’eccellenza».

«Anche per la seconda tappa, il progetto porta con sé una visione più ampia: fare della cultura del cibo un motore di sviluppo territoriale e di coesione sociale – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea Salvatore Barbagallo – Sicily Food Vibes è un viaggio corale che attraversa tutta la Sicilia per raccontarne il valore umano, ambientale e produttivo. Castelvetrano, con le sue eccellenze e la sua storia, rappresenta perfettamente lo spirito di questa iniziativa. Continuiamo a costruire, tappa dopo tappa, un racconto autentico e partecipato della nostra Isola, promuovendo uno sviluppo sostenibile fondato sul nostro cibo».

«Condividere all’interno del ricco programma e delle diverse tappe previste nei tanti Comuni l’idea progettuale in piena sinergia con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, all’insegna del Premio ottenuto che ha riconosciuto la Sicilia come Regione Europea della Gastronomia 2025, concorre certamente a rafforzare la visione comune fortemente orientata a profilare un’offerta turista integrata e completa – ha affermato Elvira Amata, assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Un approccio significativo che favorisce, attraverso il segmento gastronomico, una proficua promozione del nostro straordinario patrimonio sotto ogni profilo».

La tre giorni castelvetranese sarà anche occasione per coinvolgere scuole, associazioni, produttori, ristoratori e cittadini in un grande evento partecipato, capace di generare valore reale per il territorio. La Regione Siciliana, attraverso questo progetto, conferma il proprio impegno a promuovere la filiera agroalimentare come leva culturale ed economica, e a far conoscere al mondo la ricchezza di una terra che ha fatto della diversità il suo punto di forza.

Sicily Food Vibes

La Regione Siciliana ha lanciato “Sicily Food Vibes”, un grande tour itinerante che, da maggio a ottobre 2025, attraverserà tutta l’isola con l’obiettivo di: valorizzare le radici agroalimentari siciliane, promuovere le produzioni certificate “Born in Sicily”, sviluppare il turismo sostenibile integrandolo con le risorse gastronomiche, creare nuove opportunità lavorative e di inclusione sociale, favorire la cultura dell’alimentazione sana e consapevoletutelare e raccontare il patrimonio culinario tradizionale

Ogni tappa sarà l’occasione per vivere esperienze autentiche tra sapori, tradizioni e innovazione.

Il calendario degli eventi

Dopo Corleone, il tour Sicily Food Vibes toccherà numerosi borghi e città siciliane, tra cui CastelvetranoPirainoCastellammare del GolfoNicosiaAgrigentoPiazza ArmerinaSerradifalcoCaltagironeAci BonaccorsiScicliGalati MamertinoGioiosa MareaModicaGelaMarzamemiRandazzoMenfiPalazzolo Acreide e Cefalù.

Ogni appuntamento prevede:

Spettacoli di musica, animazione e intrattenimento per tutta la famiglia

Laboratori esperienziali per bambini e famiglie con degustazioni di succhi freschi e preparazioni tipiche realizzate grazie alla collaborazione dell’Unione Regionale Cuochi e di diversi Istituti Alberghieri siciliani

Masterclass formative sulla cucina siciliana, rivolte sia ad appassionati che a operatori del settore

Show Cooking con chef esperti, che valorizzeranno i prodotti locali reinterpretandoli tra tradizione e creatività

Esposizioni di prodotti tipici, artigianato e degustazioni.



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Venezia: Un insieme che ripropone la storica esposizione de La Biennale ai Giardini

Un complesso e monumentale ciclo pittorico realizzato per il Padiglione Centrale dell’Esposizione Internazionale d’Arte del 1907, che racconta l’esistenza in chiave Simbolista: protagonista a Ca’ Pesaro il Poema della vita umana in un allestimento che rievoca la prima esposizione del fregio ai Giardini e che racchiude la visione degli autori del primo Novecento.

GIULIO ARISTIDE SARTORIO
Il poema della vita umana
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Sale espositive II piano
16 maggio – 28 settembre 2025

Nella primavera del 1906 Aristide Sartorio realizza, su proposta del segretario generale della Biennale, Antonio Fradeletto, il suo capolavoro: un grande ciclo decorativo per il Salone centrale dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1907. Basandosi su un ricco patrimonio di mitologia antica, illustra così il Poema della vita umana

Nel 1909 il Re d’Italia destinò le 14 scene a Ca’ Pesaro che le presenta oggi, restaurate, riunite in questa mostra, a cura di Matteo Piccolo e Elisabetta Barisoni: dal 16 maggio al 28 settembre 2025 il salone centrale del secondo piano della Galleria d’Arte Moderna di Venezia offre una visione in cui il visitatore si può immergere, accolto dalle quattro composizioni monumentali, alternate a dieci teleri verticali, in cui si dispiega una visione drammatica dell’esistenza, personificata dalle maestose figure nate dalla fervida immaginazione dell’artista romano. 

Un insieme che ripropone la storica esposizione de La Biennale ai Giardini; le sale adiacenti ricostruiscono il momento storico e rievocano lo spirito del tempo tra opere di artisti coevi a Sartorio, primi fra tutti Auguste Rodin e Max Klinger – presenti nell’allestimento del 1907- Henri Fantin-Latour, Ettore Burzi, Galileo Chini, partecipi del sogno simbolista, del realismo, fino alle soglie delle avanguardie storiche. Unitamente, trova ampio spazio la documentazione dell’importante restauro a cui il ciclo pittorico è stato sottoposto. 

Nelle quattro scene principali del Poema della vita umana prende forma un articolato significato di simboli, di indiscusso fascino nella loro complessa e misteriosa interpretazione: la Luce, la prima grande scena che il visitatore incontrava a sinistra, entrando nel salone della settima Biennale; di fronte si stagliano le Tenebre, in cui l’autore rappresenta la lotta della vita contro le forse insidiose della simulazione, una probabile allusione autobiografica in cui Sartorio sferza conto i “presunti amici” del mondo della cultura del tempo. Segue Amore in cui compaiono Venere, Urania e Pandemone, la favola di Amore e Psiche e Himeros – simbolo del desiderio amoroso, opposto ad Eros, il “buon amore”; di seguito nell’allegoria della Morte irrompono i cavalli di Thanatos, le arpie la annunciano, il Sonno di Ypnos la precede.

Una complessa iconografia messa in campo da Sartorio, vista e avvallata anche da Gabriele d’Annunzio, che si snoda come la sintesi tra mitologia mediterranea e cultura nordica: privo di elementi architettonici e risolto in monocromia, il ciclo pittorico affascina per l’eccezionale dispiegamento di figure in movimento che nei teleri delle Tenebre e della Morte assumono forma rotante, a conferma dell’intento simbolico dell’insieme. 

Quando Giulio Aristide Sartorio si impegnò nella grande, titanica impresa di decorare il salone del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia, non poteva sapere con certezza quanta importanza quel ciclo decorativo avrebbe avuto per i suoi contemporanei e per gli anni a venire. Il ciclo monumentale arriva a noi come una delle opere più significative di arte decorativa pubblica, a rappresentare il sogno di un un’epoca profondamente simbolista e al contempo la grandiosa esperienza di nascita delle collezioni veneziane d’arte moderna, annota Elisabetta Barisoni.

Per portare a termine gli oltre 240 metri quadrati dell’opera in soli nove mesi Sartorio adotta una tecnica pittorica piuttosto rapida: “Ho usato una miscela di cera, acquaragia e olio di papavero“. Composizione confermata dalle analisi del Laboratorio di Scienze per la Conservazione del DAIS, Università Ca’ Foscari di Venezia.

Le quattordici scene, installate per l’inaugurazione della mostra del 1907, rimasero in situ anche per l’edizione successiva ed entrarono a Ca’ Pesaro grazie al dono che Vittorio Emanuele III fece, nel 1909, alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia.

Le complesse vicende del ciclo hanno lasciato segni evidenti nella storia conservativa di questo straordinario lavoro. Grazie all’ultimo restauro, avvenuto tra il 2018 e il 2019 finanziato da Chanel tramite Art Bonus, è stato possibile raccogliere un’ampia documentazione scientifica, utile non solo per selezionare gli interventi conservativi necessari per l’occasione, ma preziosa anche per la cura costante di questa splendida pagina della pittura italiana all’inizio del XX secolo. Per far comprendere appieno il significato del grande ciclo di Sartorio e restituire la giusta evidenza al Poema, la mostra ricostruisce il contesto sia attraverso documenti provenienti da diversi archivi, sia grazie a una scelta delle opere nazionali e straniere esposte alle Biennali negli stessi anni e pervenute contestualmente nelle collezioni di Ca’ Pesaro. 

Insieme al ciclo nell’Esposizione del 1907 e oggi eccezionalmente riuniti erano presentati il Pensatore di Rodin, opera iconica del maggiore scultore francese del tempo, donata nel nello stesso anno alla Galleria dal Sindaco di Venezia Giovanni Grimani e la scultura-capolavoro del tedesco Max Klinger, La bagnante del 1897. 

A questa prima, scenografica sala segue una seconda sezione che suggerisce altre visioni della ricerca di Sartorio, non solo rispetto ai temi simbolisti espressi nel Poema ma anche nella pittura di paesaggio, laddove i luoghi della natura diventano spazi dell’anima, i soggetti sono semplici, la resa intensa un inno poetico. Successivamente la mostra ripercorre il sogno che attraversa l’Europa ai primi del ‘900 ripercorrendo, inevitabilmente, autori e vicende che legano la giovane Galleria veneziana d’Arte Moderna e le prime edizioni dell’Esposizione ai Giardini, specchio dei rapporti di forza culturale tra le nazioni europee, sempre in bilico tra internazionalità e spinte regionalistiche. La terza sezione accorpa alcuni interpreti del Simbolismo internazionale, sia nell’accezione mitteleuropea che in quella mitologica mediterranea, per sfociare nella quarta sala dedicata al tema del paesaggio, visto attraverso presenze italiane e straniere, dal Simbolismo “dorato”, classico e talvolta più nordico della precedente. Il viaggio attraverso le collezioni della Galleria diventa in parallelo una storia della Biennale: a popolare la quinta sala sono gli autori della più raffinata scuola belga, il primo Padiglione Internazionale sorto nei Giardini, insieme a protagonisti provenienti dai territori tedeschi e austriaci, per arrivare fino alla pittura inglese e svedese. 

Un viaggio che, scandito dai protagonisti delle collezioni capesarine, arriva nel cuore della grande tradizione artistica occidentale: nel 1910, grazie all’intuizione di pochi, tra cui Barbantini, entrerà a Ca’ Pesaro l’opera più celebre delle raccolte civiche: Giuditta II di Gustav Klimt, capolavoro esposto come molti altri nelle sale del I piano del Museo, prosecuzione ideale della mostra. 



Museo Ca’ Pesaro
Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076
30135 Venezia
Tel. +39 041 721127
 
Contatti per la stampa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto 
con Alessandra Abbate
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa
 
Con il supporto di
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net

Roma, Von Buren Contemporary: The Poetic Enigma

Definire una cosa poetica significa esprimere il sentimento che suscita; non c’è elogio più grande di questo, e forse neanche possibilità di critica… Resta il fatto che il pittore capace di trasmettere ad altri il sentimento che egli stesso ha provato è sempre un artista dotato di autentica forza, e questo basta…

Rivista The Studio, 1896

Von Buren Contemporary è lieta di presentare The Poetic Enigma, una mostra che esplora la natura squisitamente poetica del lavoro di alcuni artisti della galleria.

Ciascuno degli artisti presenti in questa mostra – i pittori Lucianella Cafagna, Olmo Gasperini e Christina Thwaites, la fotografa Donatella Izzo e la scultrice Claire Piredda – ha un’intensa sensibilità poetica che attraversa le loro opere e ne definisce l’originalità.

Non esiste una formula pittorica per raggiungere questo sentimento poetico: può essere visto e verificato solo dal risultato.

Von Buren Contemporary presenta
 
THE POETIC ENIGMA

con le opere di
Lucianella Cafagna
Olmo Gasperini

Donatella Izzo
Claire Piredda
Christina Thwaites
 
e con la poesie di
Maria Novella Tasselli
 
Vernissage
Giovedì 15 e venerdì 16 maggio 2025
18:00 – 21:30

Testo critico: Anna Gasperini
Curatrice e organizzazione: Michele von Büren
 
La mostra resterà aperta fino al 10 giugno 2025
orari: lunedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30
 
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

Il lavoro di Lucianella Cafagna, incentrato sui temi dell’infanzia e della prima adolescenza, possiede una venatura malinconica con una inquietante capacità di catturare il fragile e il fugace. Il giovane pittore Olmo Gasperini invece ci trasporta in spazi vuoti all’interno dei quali possiamo trovare una poesia nascosta fatta di attese, di assenze che diventano presenze, di linee che non delimitano ma evocano.

La fotografa Donatella Izzo dà vita a ritratti permeati da una sospensione quasi mistica, in cui l’imperfezione diventa valore e le figure femminili appaiono avvolte in un tempo sacro, enigmatico e distante. La scultrice Claire Piredda ammalia con una nuova serie di figure femminili in terracotta dipinta che evocano il naturalismo della scuola scultorea francese del Settecento, mentre Christina Thwaites ci trasporta nel mondo dell’infanzia, con un tono di immobile poesia che ci apre le finestre sui ricordi di tempi passati.

Ad accompagnare le opere alcuni versi della poetessa romana Maria Novella Tasselli, che con le sue parole incornicia e amplifica la poetica degli artisti, dimostrando come due forme d’arte, anche se diverse, unite si possono completare l’un l’altra.

Lucianella Cafagna è nata a Roma nel 1968. Ha studiato all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi e nello studio di Pierre Carron, pupillo di Balthus. Il suo lavoro è stato affiliato al Realismo magico della Scuola romana e infatti ha tenuto due mostre personali a Palazzo Merulana – prestigioso polo museale che ospita proprio della Scuola romana un’importante collezione.

Olmo Gasperini, nato a Roma nel 1997, si è laureato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 2021 e ora sta completando il biennio. Il suo lavoro è già stato esposto da note gallerie a Milano e Bologna.

Donatella Izzo, nata a Busto Arsizio nel 1979, utilizza la fotografia come medium prediletto per creare un universo personale ed intimistico. Le sue opere sono state acquistate da collezioni pubbliche e private e sono apparse sulle pagine di numerose riviste italiani ed internazionali.

Claire Piredda è nata a Montréal, Canada nel 1963. Artista versatile, a Roma ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti, scultura alla Temple Abroad Tyler School Of Art, e ha frequentato l’Accademia Costume & Moda.

Christina Thwaites è cresciuta nel Derbyshire. Ha studiato Storia dell’arte e letteratura francese all’Università di Edimburgo in Scozia e all’Ecole du Louvre di Parigi. L’artista ha vissuto e lavorato in diversi luoghi come l’Australia e gli Stati Uniti, per poi tornare in Italia, a Trieste.


Ufficio stampa

Alessandra Lenzi
alessandralenzi.press@gmail.com

Un’innovativa “visita guidata” interattiva e recitata che accompagna lo spettatore

Nuovo appuntamento della rassegna “Caffè letterari” dedicata quest’anno a Giuseppe Ungaretti, poeta che sul Carso durante la Grande Guerra scrisse indimenticabili versi. 

ECHI DI STORIA
SPETTACOLO ITINERANTE nel MUSEO 

al Villaggio del Pescatore, Duino Aurisina
nell’ambito della III Edizione CAFFÈ LETTERARI Ungaretti il Poeta innamorato

Al “Museo di Storia e Preistoria attorno al Timavo” del Villaggio del Pescatore (località Villaggio del Pescatore, 47 nel Comune di Duino Aurisina), giovedì 15 maggio 2025, alle ore 17.30, va in scena “Echi di Storia“, un’inedito spettacolo itinerante tra le postazioni del Museo, proposto dall’Associazione culturale Opera Viva in collaborazione con il Gruppo Speleologico Flondar.  
L’attore Gualtiero Giorgini darà vita – fra plastici, cimeli, reperti, documenti e memorie della Guerra – agli oggetti, da quelli più comuni a quelli meno noti, intrisi ognuno di storia e di vicende personali, compagni di viaggio dei soldati al fronte. Un’innovativa “visita guidata” interattiva e recitata che accompagna lo spettatore, che forse ritroverà in essa, memorie comuni che hanno accompagnato i ricordi della sua famiglia.

Il progetto, prodotto da Opera Viva Associazione culturale, ideato e diretto da Lorena Matic, si realizza grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il contributo della Fondazione CRTrieste e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, della Biblioteca Statale Isontina, del Conservatorio di Musica G. Tartini Trieste, di Bonawentura Soc.Cooperativa, del Gruppo Speleologico Flondar e la partecipazione del ITS Deledda Fabiani Trieste.Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito, per rimanere aggiornati potete iscrivervi alla Newsletter su www.assocoperaviva.it


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Biblioteca Regionale di Messina: “Messina e il Suo Eroe: il Comandante Todaro”

La Biblioteca Giacomo Longo, venerdì 16 maggio, nell’ambito degli eventi connessi a “Il maggio dei libri 2025 “, promossi dal CEPELL, propone l’Esposizione iconografico-bibliografica “Messina e il Suo Eroe: il Comandante Todaro”, dedicata al valoroso Capitano di Corvetta Sommergibilista della seconda guerra mondiale, con Inaugurazione alla presenza delle Autorità Civili e Militari e Religiose alle ore 17:30. Valorizzeranno la Rassegna bibliografica 40 grandi pannelli, forniti dall’Associazione “Ardimentosa” presieduta dal Dott. Salvatore Totaro, partnership della manifestazione. Le illustrazioni sono state tratte dal volume “Salvatore Todaro il corsaro gentiluomo” di  Dino  Memmo e Sergio Ravagnan, Grafiche Tiozzo, 2013 e raffigurano la storia a fumetto delle imprese di Salvatore Todaro,  con in calce didascalie storiche informative.

Seguirà un Convegno sull’interessante tematica per fornire una prospettiva storica sul secondo conflitto bellico e sul ruolo  dell’Italia nel conflitto.

Dopo i Saluti Istituzionali, l’Introduzione dell’Avv. Tommasa Siragusa, quale Direttrice, prenderanno la parola il Contrammiraglio Santo Giacomo Legrottaglie, il Dr. Salvatore Totaro, e lo Scrittore Biografo Gianni Bianchi, soffermandosi  sulla vita e le imprese del Comandante Todaro. Offriranno il proprio contributo l’Ing. Alberto Bonaccorsi, nipote del Comandante Luigi Rizzo e la Scrittrice Prof.ssa Graziella Lo Vano, Autrice del testo “La laguna tace”, sulle tracce della storia amorosa tra Giuseppina Marinaz e l’eroico pluridecorato Ufficiale Milazzese . Gli Interventi saranno moderati dall’ Avv. Silvana Paratore, Giornalista.

In serata e fino alle ore 22:30, in occasione della Notte del Libro e delle Biblioteche, l’Esposizione resterà fruibile al pubblico e saranno, altresì, fornite informazioni sui Servizi e Fondi di Istituto dal Personale all’uopo preposto.



Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte alle iniziative in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere agli Autori e ai Relatori.

Nei giorni a seguire le date degli eventi in programma saranno disponibili i video.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico
tel. 090674564
urpbibliome@regione.sicilia.it.


Inaugurazione della mostra pop-up

La mostra Ombrelle Rosse – storie portate dal vento racconta l’esperienza del progetto omonimo, dove gli ombrelli, provenienti dalle periferie delle nostre vite quotidiane, diventano oggetti capaci di raccontare storie di diversità, emancipazione e sostenibilità. Sono storie contro ogni forma di stigma e di esclusione, nate dalle esperienze dirette di associazioni e cooperative sociali basagliane e delle/dei sex workers.

Inaugurazione della mostra pop-up
Ombrelle Rosse: Storie portate dal vento

venerdì 16 maggio 2025, ore 18.30
Cavò – Via S. Rocco 1, Trieste

16 maggio – 23 maggio 2025
dal lunedì al sabato dalle 17.30 alle 19.30
Ombrelle rosse

Gli ombrelli recuperati – spezzati dal vento o raccolti dopo le manifestazioni – si trasformano in frisbee, aquiloni, mantelline per bambini – diventando occasioni per discutere, creare e riflettere sul rapporto tra esclusione ed espressione, sulle difficoltà e le opportunità che l’esporsi e il mettersi in mostra comportano.

Un progetto di respiro internazionale, che dopo conferenze e workshop tenutisi a Trieste, Malaga, Madrid, Barcellona, Gorizia e Pordenone, torna nel capoluogo giuliano presentando la capsule collection del progetto e raccontando di come gli ombrelli rossi sono diventati simbolo globale della lotta per i diritti delle/dei sex workers.

Ombrelle Rosse è in linea di continuità con la ricerca di Cizerouno che attraverso progetti come Lucciole, Out of Bounds e lo spettacolo Una delle tante continua a esplorare i temi della memoria, dell’identità e dei diritti in relazione ai margini, geografici, sociali e simbolici.

La mostra è stata presentata in una conferenza stampa martedì 13 maggio 2025 a presso HUIU Blok in via Laginjina 7 a Pola con interventi di Pia Covre, storica attivista per i diritti dei/delle sexworkers; Milan Radošević ricercatore senior presso l’Istituto di Scienze Storiche e Sociali dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti (HAZU) a Fiume, Unità periferica di Pola; Pantxo Ramas, coordinatore del progetto e Nuša Hauser, ricercatrice impegnata nella conservazione del patrimonio culturale immateriale e nella documentazione etnografica dell’Istria.

Sarà inaugurata con la partecipazione di tutti i partner del progetto: Cizerouno, Lister Sartoria Sociale, Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, in collaborazione con la rete di sex-workers e Ombre Rosse.

Il progetto Ombrelle Rosse è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso il Bando Creatività 2023, dedicato a iniziative culturali volte a favorire l’incontro tra il mondo produttivo e la creatività.


cizerouno
associazione culturale

cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 trieste

www.cizerouno.it
#varcarelafrontiera
#cavanastories
#cavò

Da info <info@cizerouno.it>

Palermo: Duilio Scalici presenta “L’educazione sbagliata” da Millemondi

Giovedì 15 maggio alle ore 18:00 il regista, musicista e scrittore Duilio Scalici , presenta il suo terzo romanzo “L’educazione sbagliata” (Capponi Editore) presso la Libreria Millemondi di Palermo che apre la stagione degli eventi in Piazzetta Bagnasco. A dialogare con l’autore sarà la giornalista Giovanna Cirino mentre l’attore Federico Punzi leggerà alcuni passi del libro. Ingresso gratuito.

In libreria dal 30 gennaio , il regista palermitano torna sugli scaffali – dopo Come una formica rossa in una goccia d’acqua (2021) e Ore cutanee (2022) – con un romanzo distopico, che affronta temi complessi come l’educazione, la violenza, il peccato, l’inquinamento e l’indole umana.


Ufficio stampa “L’Educazione sbagliata”
Giulia Mormino giuliamormino@hotmail.it
Maria Vera Genchi mvgenchi@gmail.com

Dilectae Rosae, Disegni e Acquerelli di Aurora Tazza

Venerdì 16 maggio 2025 alle ore 18.00, lo Studio Arti Floreali presenta, nel suo Spazio Arti Floreali, la mostra Dilectae Rosae, Disegni e Acquerelli di Aurora Tazza. 

Interamente dedicata alla regina dei giardini, la mostra documenta, mediante disegni ed acquerelli, il consolidarsi negli anni dell’interesse di Aurora Tazza per il ritratto di queste piante affascinanti quanto complesse. Un interesse emerso dopo dieci anni di intensa attività professionale nel campo della pittura e dell’illustrazione botanica e trasformatosi inevitabilmente in un’autentica passione.

Dilectae Rosae
Disegni e Acquerelli di Aurora Tazza 

Inaugurazione 16 maggio 2025 ore 18.00

Spazio Arti Floreali
Vicolo della Campanella 42 – Roma

Fino al 30 maggio 2025

Realizzate in un arco temporale che va dal 2007 al 2023 e ospitate di recente nelle sale del Museo della Grafica di Pisa, le opere in esposizione presso lo Spazio Arti Floreali rappresentano alcune fra le più note rose storiche italiane in coltivazione nel Museo Orto Botanico di Roma e una selezione di pregiate rose antiche, europee ed orientali, dipinte presso il roseto del Monastero benedettino di S. Cecilia in Urbe.

Aurora Tazza. Laureata in Architettura, si dedica al ritratto di piante fin dai primi anni ’90, sviluppando una personale ricerca incentrata sul perfezionamento della tecnica grafico-pittorica e sulla composizione spaziale delle tavole botaniche, a partire dallo studio dal vero delle opere degli antichi maestri italiani. A partire dal 1998 ha preso parte a molte prestigiose esposizioni, in Italia e all’estero, conseguendo il Gold Award dall’ACE (Agricultural Communicators in Education’s Critique), il First place nella The Herb Society Competition (Baltimora) e la Silver Gilt Medal dalla Royal Horticultural Society (Londra). È presente nella collezione dell’Hunt Institute for Botanical Documentation (Pittsburgh), nella collezione Shirley Sherwood (Londra), in quella dell’International Plant Genetic Resources Institute (Roma) e in numerose collezioni private. È illustratrice della traduzione italiana del Talmud Babilonese, edita dalla Giuntina di Firenze. Le sue opere sono state pubblicate da De Luca Editori d’Arte. All’attività di pittrice e illustratrice affianca, dal 2000, quella di docente di Disegno e Pittura Botanica, avendo tenuto corsi presso l’Upter, lo Studio Arti Floreali, il Museo della Grafica di Pisa, il Museo Orto Botanico Sapienza Università di Roma ed altre istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna presso la Scuola d’Arte Botanica “Petali e Pennelli” del Monastero Benedettino di S. Cecilia in Urbe.

Studio Arti Floreali è una Associazione Culturale senza fini di lucro che si propone di diffondere la conoscenza e la cultura del fiore e della natura verde in genere, sollecitando una maggior sensibilità all’ambiente e alla difesa del patrimonio vegetale e artistico che ci circonda. Per raggiungere i propri obiettivi promuove ricerche e studi, ospita mostre e manifestazioni sull’argomento, organizza corsi, seminari, conferenze e visite guidate.


Dilectae Rosae
Disegni e Acquerelli di Aurora Tazza 

Inaugurazione 16 maggio 2025 ore 18.00

Fino al 30 maggio 2025

Orari: dal mercoledì alla domenica ore 16.00 – 19.30

Spazio Arti Floreali
Vicolo della Campanella 42 – Roma
studioartifloreali@gmail.com
https://artifloreali.it/

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Dalla Musica alla Pittura il viaggio creativo di Giuseppe Fulcheri

La vita eclettica di un autore, musicista, compositore e sceneggiatore crea il pittore Giuseppe Fulcheri. Una pittura audace e vibrante, fatta di acrilico o olio su tela, segni marcati e campiture cromatiche intense. Da Los Angeles, dove ha vissuto e lavorato affermandosi anche come artista visivo, Fulcheri porta a Roma, alla Galleria Pian de’ Giullari di Via dei Cappellari 49, dal 15 maggio, una mostra fortemente simbolica e personale: “Muse nella Notte”.

Dalla Musica alla Pittura il viaggio creativo di Giuseppe Fulcheri
Inaugurazione della Mostra “Muse nella Notte”
 
a cura di Andrea Bottai e Diana Daneluz
 
Roma – giovedì 15 maggio 2025 – ore 18.00-21.00

Giuseppe Fulcheri è riuscito a inventare una pittura musicale sostituendo le note con i colori e facendo sfilare le sue “muse” sul palcoscenico sensuale della notte. Il naturale piacere delle donne di farsi guardare e desiderare ha attratto la curiosità di questo artista attento a tutte le sfumature del fascino femminile, biologicamente programmato per scatenare emozioni estetiche ed affettive, ma anche sessuali negli osservatori/spettatori.

Fulcheri sorprende, perché sa mettere insieme con disinvolta armonia colori, sentimenti, movimento e scene per creare l’“opera totale” vagheggiata da Metastasio (nato quattro secoli fa proprio in via dei Cappellari), utilizzando strumenti e soggetti semplici e tradizionali per rappresentare tutto questo vasto mondo. La donna si rivela nelle sue infinite sfumature, dal glamour al pop, dal celebrativo all’eccentrico, dal grottesco al surreale, attraversando le notti dell’Artista come visione, apparizione, presenza: ispiratrice di desideri e narrazioni silenziose.

La mostra è un invito ad entrare con curiosità in una galleria di sogni colorati, dove ogni donna è un simbolo, un incontro, una musica, una storia da vivere e raccontare. Una costellazione pittorica in cui il tema della donna è declinato in una straordinaria serie di 144 opere: 12 Muse, ciascuna espressa attraverso un colore dominante, moltiplicate in 12 variazioni. Il numero 12, qui, non è solo un numero: è chiave archetipica, simbolo di ciclicità e totalità. 12 come i segni zodiacali, come i mesi dell’anno, come le ore che compongono il giorno e la notte. 12, soprattutto, rappresenta il numero delle note musicali.

Ogni Musa è incorniciata in legno dipinto con lo stesso colore dominante della figura, la cornice si trasforma da semplice contorno in parte integrante dell’opera stessa, universo, confine e segno d’identità.

Nasce a Bologna nel 1972, sotto il segno dell’Acquario, e cresce a Torino. Fin da piccolo trova nei colori e nella musica i suoi strumenti di espressione: da bambino, balbuziente, cantare gli permette di superare il blocco della parola, aprendogli una via naturale per comunicare le sue emozioni. La musica diventa così valvola di sfogo e rifugio creativo. Dopo la maturità classica, a 23 anni si trasferisce a Roma per inseguire il sogno di una vita nella musica.

Grazie a incontri importanti come quello con Alessandro Haber e Giuliana De Sio — con cui ha una relazione importante di quattro anni — entra in contatto con il cuore pulsante della scena artistica italiana. Le collaborazioni si moltiplicano e Fulcheri scrive per e con grandi artisti come Mina, Mogol, Riccardo Cocciante, Anna Oxa, Mario Biondi, Irama e molti altri. Parallelamente compone per il teatro e il cinema, ampliando e affinando il suo percorso creativo. Per otto anni si dedica anche all’insegnamento presso il Conservatorio “D’Annunzio” di Pescara, dove tiene il corso di “Poesia per musica”, trasmettendo agli studenti le sue conoscenze sulla scrittura musicale e sul rapporto tra testo e melodia.

Nel 2015 si trasferisce a Los Angeles, dove una nuova fase della sua vita artistica prende forma. La difficoltà iniziale di comunicare in inglese lo riporta al linguaggio universale dei colori: la pittura, mai del tutto abbandonata, torna ad essere un mezzo espressivo potente. Grazie al supporto della manager Marylin St-Pierre, le sue opere vengono esposte alla “Masoumeh Seyhoun Gallery” di West Hollywood ed entrano in collezioni private di personalità del mondo dello sport e dello spettacolo, tra cui il celebre regista Francis Ford Coppola. La sua pittura si ispira soprattutto al mondo femminile, a cui Giuseppe è profondamente legato. Le donne che ha incontrato lungo il suo cammino lo hanno aiutato a diventare un uomo migliore, e questo legame di gratitudine, ammirazione e amore si riflette nei suoi quadri, spesso popolati da figure femminili forti, vitali e stravaganti. Tornato in Italia, Giuseppe Fulcheri decide di proseguire il suo percorso pittorico e organizza a Roma la sua prima mostra personale alla Galleria Pian de’ Giullari di Via dei Cappellari, continuando a coltivare entrambe le sue grandi passioni: la musica e l’arte visiva.


Titolo: Muse nella Notte
a cura di: Andrea Bottai e Diana Daneluz
Luogo: Galleria Pian de’ Giullari, Via dei Cappellari 49, Roma
Inaugurazione: giovedì 15 maggio 2025 – Dalle 18.00 alle 21.00
Visitabile anche: 16-18 maggio e 23-25 maggio 2025 dalle ore 17 alle ore 20
Info: Pian de’ Giullari: T. + 39 366 3988603
e-mail: andreabottairoma@gmail.com – https://www.facebook.com/galleriapiandegiullari

Ufficio stampa
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com   

È cambiata la musica che influenzò la quotidianità a Trieste nel secondo dopoguerra?

Con la proiezione del cortometraggio “È cambiata la musica” diretto dal regista triestino Davide Salucci – alla Biblioteca Statale Stelio Crise, mercoledì 14 maggio, alle ore 11.00 (ingresso libero) – si conclude il progetto “Cambia la Musica. Il Mito di Trieste in Italia“, prodotto da Opera Viva Associazione culturale, ideato e diretto da Lorena Matic, dedicato alle celebrazioni dei 70 anni di Trieste all’Italia, con un’osservazione alla musica che influenzò la quotidianità a Trieste nel secondo dopoguerra, a sua volta influenzata dalla musica oltreoceano del Governo Militare Alleato.

È cambiata la musica?
mercoledì 14 maggio 2025, alle ore 11.00

Biblioteca Statale Stelio Crise, Trieste – ingresso libero
nell’ambito del progetto di Opera Viva
CAMBIA LA MUSICAIl Mito di Trieste in Italia

“Il cortometraggio” – anticipa Lorena Matic – “propone una narrazione con due testimoni principali: Gino Cancelli, colui che la musica in quel periodo la suonava e la suona tutt’ora, e Romana Olivo, che invece la ascoltava e ballava nei disseminati locali che tappezzavano la città di Trieste. A loro si affiancano i due ballerini Fiorenza Boscarol e Francesco Zanin che, ballando sulle note delle musiche di allora, ci conducono per mano nel passato per proiettarci nel presente, alla ricerca dei luoghi di un tempo (i vari locali dove si faceva musica) che oggi non ci sono più e sono diventati altro. Hanno partecipato inoltre” – ricorda Matic – “gli studenti dell’ISIS Nautico – Galvani di Trieste con diverse interviste in famiglia, per scoprire quale è stata la colonna sonora legata alla fatidica data del 26 ottobre 1954”.

In occasione della proiezione del cortometraggio, viene offerta anche una visita guidata a cura della Biblioteca Stelio Crise allo Studio Luttazzi, spazio espositivo dedicato al grande maestro, e a conclusione la presentazione del catalogo, una ricca pubblicazione che contiene tutte le tappe del progetto e ulteriore materiale fotografico raccolto in corso d’opera dal pubblico incontrato nel corso ai vari eventi. Si ricorda infine, che visto il successo di visitatori, la mostra dedicata al panorama musicale triestino degli anni ’50, con oltre cinquanta fotografie inedite provenienti da archivi privati, è stata prorogata fino al 24 maggio alla Casa della Musica (in via Capitelli, 3).

Il progetto “Cambia la Musica. Il Mito di Trieste in Italia ” si realizza con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il partenariato della Biblioteca Statale Stelio Crise, del Conservatorio di Musica Tartini, ISIS Nautico – Galvani, Università della Terza Età D. Dobrina, 55 Cooperativa Sociale e Bonawentura.

Ingresso gratuito, per rimanere aggiornati sugli eventi e progetti di Opera Viva potete iscrivervi alla Newsletter su www.assocoperaviva.it


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