A Venezia HANGOUTS III: dialoghi in movimento tra arte, materia e visioni


A Venezia, Lo Studio – Nadja Romain rinnova il racconto di una comunità creativa internazionale tra trasformazione, artigianato e sperimentazione. Una mostra collettiva che intreccia linguaggi e pratiche diverse, restituendo uno spaccato vivo e in evoluzione della scena artistica contemporanea. Tra vetro, tessuti, ceramica e pittura, HANGOUTS III indaga i temi della trasformazione e della memoria nel cuore di Venezia.


Nel tessuto stratificato di Venezia, città sospesa tra permanenza e transito, prende forma HANGOUTS III, terzo capitolo del progetto espositivo ideato da Nadja Romain. Dal 17 marzo al 20 aprile 2026, gli spazi de Lo Studio – Nadja Romain, affacciati sulle Zattere, accolgono una nuova costellazione di artisti e designer internazionali, chiamati a dialogare attorno a temi emersi in modo spontaneo da relazioni e scambi creativi .

Più che una mostra collettiva nel senso tradizionale, HANGOUTS III si configura come un dispositivo relazionale: una piattaforma in cui pratiche e sensibilità differenti si incontrano, dando origine a una narrazione corale. Al centro resta l’idea di connessione – personale e universale – che nasce dall’esperienza condivisa del fare artistico.

La selezione degli artisti – tra cui Irene Cattaneo, Clément Gloaguen, Béatrice Serre, Osman Yousefzada e Lucia Massari – restituisce un panorama eterogeneo, dove materiali e tecniche diventano strumenti di riflessione sul presente. Il percorso espositivo si sviluppa attorno ad alcuni nuclei tematici ricorrenti: esplosione e trasformazione, acqua e luce, memoria e patrimonio.

Particolarmente significativo è il dialogo tra le opere di Clément Gloaguen e Béatrice Serre. Le “Turbulences” del primo – visioni di nuvole, fumo e combustioni – evocano una dimensione di instabilità e mutazione, che trova un contrappunto nei mosaici di Serre, costruiti attraverso frammenti di vetro e materiali preziosi. In entrambi i casi, la materia si fa processo: si disgrega e si ricompone, generando nuove forme.

Il vetro, elemento profondamente legato alla tradizione veneziana, attraversa diversi lavori in mostra. Nelle opere di Irene Cattaneo diventa superficie di indagine percettiva, capace di riflettere la luce mutevole della laguna. Allo stesso tempo, nelle creazioni di Piccoli Smalti, antiche tecniche artigianali vengono rilette in chiave contemporanea, mantenendo vivo un patrimonio che è insieme storico e operativo.

Accanto a queste ricerche sulla materialità, emergono pratiche che interrogano il rapporto tra corpo, spazio e identità. I tessuti di Alexandre Philippe Franck si trasformano in superfici pittoriche e scenari immaginari, mentre le opere di Osman Yousefzada affrontano temi legati alla migrazione e alla memoria culturale, attraverso un linguaggio che attraversa installazione, scultura e performance.

Non manca una riflessione sul design come territorio ibrido, in cui funzione e narrazione si intrecciano. Le opere di Paolo Gonzato, con le loro geometrie ispirate alla tradizione veneziana, o i lavori di Lucia Massari, che coinvolgono artigiani locali, testimoniano un approccio che supera le distinzioni disciplinari.

HANGOUTS III si inserisce così nel solco delle precedenti edizioni, ma amplia il proprio raggio d’azione, consolidando Lo Studio – Nadja Romain come luogo di incontro e sperimentazione. Qui, mostre, collaborazioni e relazioni informali convivono, dando forma a una comunità fluida e internazionale.

In una città che da secoli vive di scambi e contaminazioni, la mostra restituisce un’immagine attuale e dinamica della produzione artistica: un insieme di traiettorie che si incrociano, si trasformano e continuano a generare nuove possibilità.


Da Cristina Gatti – Press & P.R. – Venezia <press@cristinagatti.it>
Articolo redazionale

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