Amiata Music lancia la stagione 2026 al Forum Fondazione Bertarelli in Toscana

Quest’estate si apre un nuovo capitolo musicale con il lancio di Amiata Music, un festival internazionale nella campagna toscana. Nata dall’evoluzione del fortunato Amiata Piano Festival della Fondazione Bertarelli, questa nuova fase amplia la propria visione artistica e abbraccia uno spettro più ampio di performance, riunendo artisti di spicco e talenti emergenti e aprendo il programma a una proposta più vasta di repertori, ensemble e prospettive artistiche.

Amiata Music lancia la stagione 2026 al Forum Fondazione Bertarelli in Toscana
Forum Fondazione Bertarelli, Poggi del Sasso (Gr)
Estate 2026

Con radici in Toscana, l’impegno di Amiata Music si erge su tre colonne portanti: sostenere l’educazione musicale nelle scuole locali; creare opportunità per giovani musicisti di talento; e presentare artisti di fama internazionale presso il Forum Fondazione Bertarelli. Oltre ai concerti pubblici, il festival ospiterà masterclass, laboratori e progetti di comunità pensati per alimentare la vita musicale della regione e creare opportunità durature per i giovani.

La Fondazione Bertarelli ha dichiarato: “Siamo incredibilmente orgogliosi di lanciare Amiata Music, con cui inauguriamo un nuovo capitolo nella vita culturale della Toscana. Per la Fondazione Bertarelli, non si tratta solo di offrire appuntamenti spettacolari, ma anche di creare opportunità, soprattutto per i giovani, di vivere, conoscere e partecipare alla musica. Riunendo artisti di fama internazionale e talenti emergenti, contribuiamo a garantire che la Toscana rimanga un punto di riferimento dove la cultura possa prosperare e dove le generazioni future possano scoprire il potere trasformativo della musica».

Il direttore creativo Nicholas Chalmers ha dichiarato: “Il lancio di Amiata Music unisce due passioni che hanno definito la direzione della mia carriera: offrire ai giovani musicisti un percorso verso il palcoscenico e formare nuovi pubblici per la musica classica. Al centro di tutto questo rimane inoltre la mia ferma convinzione nel rilancio del canto d’arte italiano – una passione che si è accesa durante i miei studi di formazione musicale nel nord Italia, quando avevo poco più di vent’anni – per infondere fiducia ed espressione musicale nei giovani cantanti. Sono entusiasta di poter realizzare questa visione educativa con Amiata Music per sostenere i talenti del futuro nel suggestivo paesaggio della Maremma”.

Incastonato tra uliveti e i vigneti della tenuta di ColleMassari, il Forum Fondazione Bertarelli è un capolavoro architettonico e acustico dedicato alla musica. Ogni curva e ogni linea della sua struttura sono state concepite dall’architetto italiano Eduardo Milesi per celebrare la purezza del suono. La sua pianta circolare, le proporzioni auree e i materiali naturali richiamano il ritmo del paesaggio circostante.

Il Forum Fondazione Bertarelli è situato tra le premiate tenute vinicole della famiglia Bertarelli e l’agriturismo Montecucco, restaurato con cura nel corso degli ultimi due decenni.

Il programma 2026 prevede la partecipazione di artisti quali Joyce DiDonato, Fabio Biondi, Luca Micheletti, Alice Sara Ott e Laurence Kilsby, oltre a residenze e progetti collaborativi che pongono lo sviluppo artistico al centro del festival.

La stagione si apre il 25 luglio con il Gala Lirico “Amiata”, diretto da Nicholas Chalmers ed eseguito dalla Sinfonia Smith Square Orchestra in collaborazione con la compagnia lirica Mascarade Opera, con sede a Firenze. Riunendo giovani cantanti di grande talento, tra cui Floriana Cicio, Claudia Perreira, Garrett Evers e Charles Buttigieg, il programma celebra la ricchezza della tradizione operistica, dalla brillantezza del bel canto di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini al lirismo di Giacomo Puccini.

Ad agosto, il tenore Laurence Kilsby si unisce ad Alessandro Quarta e al Concerto Romano per Care Gemme, un programma che esplora la nascita dell’opera italiana attraverso la musica di Claudio Monteverdi, Alessandro Scarlatti e Domenico Sarro.

Il mezzosoprano Joyce DiDonato porta il suo progetto Emily – No Prisoner Be all’Amiata Music, una collaborazione che supera la distinzione di generi con i Time for Three, offrendo musiche di Kevin Puts ispirate alla poesia di Emily Dickinson. La sua residenza comprende anche masterclass e il lancio del progetto Arie da Camera, in collaborazione con giovani cantanti della Mascarade Opera Academy e ensemble locali.

Ampliando il panorama musicale del festival, il contrabbassista e compositore Misha Mullov-Abbado porta il suo sestetto jazz all’Amiata con un programma tratto dal suo album Effra, che fonde influenze jazz, classiche e delle tradizioni globali in una performance plasmata sia dalla sua eredità italiana che dalla scena contemporanea londinese.

Nel weekend di Ferragosto, Fabio Biondi ed Europa Galante eseguono Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, seguiti da un recital di Luca Micheletti e Malcolm Martineau.

Più avanti nella stagione, la pianista Alice Sara Ott si esibisce con opere di John Field e Ludwig van Beethoven, mentre la residenza Trio Concept offre a un brillante e giovane trio italiano l’opportunità di affinare la propria arte nell’ambito di un ritiro creativo dalla durata di una settimana, chiudendo con un concerto pubblico al termine del percorso.

Oltre ai concerti e ai programmi dedicati allo sviluppo dei talenti, Amiata Music si impegna nell’educazione e nel coinvolgimento della comunità attraverso iniziative rivolte alle scuole della regione di Grosseto e un programma di concerti per famiglie.

Nel cuore del paesaggio della Toscana meridionale, Amiata Music offre un’esperienza distintiva in cui musica, luogo e scambio artistico si fondono, attingendo a un ricco patrimonio mentre si guarda con decisione al futuro e si celebra la musica senza confini.

I biglietti possono essere acquistati al sito www.amiata.music

PROGRAMMA COMPLETO:
25 luglio 2026 – Gala Lirico “Amiata”, diretto da Nicholas Chalmers
7 agosto 2026 – Care Gemme: Laurence Kilsby e Concerto Romano, diretto da Alessandro Quarta 9 agosto 2026 – Emily – No Prisoner Be: Joyce Di Donato e Time for Three
9–10 agosto 2026 – The Emily Project – masterclass e laboratori
10 agosto 2026 – Il progetto Arie da Camera – masterclass e laboratori
14 agosto 2026 – Amiata Jazz: Misha Mullov-Abbado Group
15 agosto 2026 – Vivaldi, Le quattro stagioni con Fabio Biondi e l’Europa Galante
16 agosto 2026 – Luca Micheletti & Malcolm Martineau in Recital
6 settembre 2026 – Alice Sara Ott suona Field e Beethoven
10 ottobre 2026 – Residenza del Trio Concept con Hélène Clément
Ottobre 2026 (data da confermare) – Festival Corale dell’Amiata (ingresso libero)

LA FONDAZIONE BERTARELLI

La Fondazione Bertarelli è stata fondata nel 2009 da Maria Iris Bertarelli e da suo fratello, Claudio Tipa. Gli amministratori fiduciari della famiglia, tra cui figura anche la moglie di Claudio, Maria Tipa, desideravano trovare un modo per restituire qualcosa alla loro amata comunità di Cinigiano, in Toscana. Il primo contributo della Fondazione è stata la donazione di un’ambulanza per migliorare le capacità di pronto soccorso dell’ospedale locale. Da allora, i suoi progetti sono cresciuti sia in portata che in ambizione e includono la progettazione e la costruzione del Forum Fondazione Bertarelli, la straordinaria sede di concerti che ospita Amiata Music e il suo predecessore, l’Amiata Piano Festival. La Fondazione continua a collaborare con varie istituzioni culturali per rafforzare il ricco patrimonio naturale e artistico della Toscana.

Ha contribuito a finanziare programmi di studi vitivinicoli presso l’Università di Pisa e ha sostenuto attività archeologiche in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e l’Università della Pennsylvania negli Stati Uniti. Ha inoltre finanziato laboratori ambientali presso il Teatro Stabile di Grosseto.

I progetti di restauro nella regione sono un altro punto focale per la Fondazione. Questi includono importanti lavori di ristrutturazione di strutture di rilevanza storica, come il campanile del XVI secolo di Castel del Piano, il centro storico di Poggi del Sasso e la chiesa gotica del XIV secolo presso il monastero di Sant’Agostino.


Ufficio Stampa
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Mestre, Piazzale Candiani: apre MUVEC – Casa delle Contemporaneità

Il nuovo museo d’arte contemporanea è pronto per aprire a Mestre: MUVEC – Casa delle Contemporaneità. Una festa per la città e per tutti, con ingresso gratuito il 25 e 26 aprile. In programma venerdì 24 aprile l’inaugurazione della mostra collettiva della decima edizione Premio Mestre di Pittura.

Apertura del nuovo Museo
Muvec – Casa delle Contemporaneità
Mestre, Piazzale Candiani

Mestre si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: nasce MUVEC – Casa delle Contemporaneità, il nuovo museo della Fondazione Musei Civici di Venezia, frutto di un importante intervento di trasformazione degli spazi Muve al Centro Culturale Candiani. Un profondo ripensamento architettonico e concettuale che ridefinisce funzioni, percorsi e missione museale. Il progetto dà vita a un museo articolato su due piani, con una collezione permanente e spazi dedicati alle mostre temporanee, configurandosi come un nuovo punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio metropolitano.

Dal punto di vista architettonico, il museo acquisisce un’identità autonoma e riconoscibile: un ingresso dedicato da piazzale Candiani e una passerella sopraelevata conducono il pubblico verso una nuova area di accoglienza situata al secondo piano. Qui si sviluppa il percorso della collezione permanente, mentre il terzo piano ospita le esposizioni temporanee.

Due livelli complementari, pensati per dialogare tra stabilità e sperimentazione.

La svolta più significativa è però sul piano culturale. MUVEC nasce con l’obiettivo di raccontare l’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, attingendo alle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e proponendo un percorso tematico, non rigidamente cronologico. Tre le direttrici che strutturano il racconto: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Un’impostazione che riflette le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e, al contempo, la storia urbana e sociale di Mestre, città simbolo della contemporaneità italiana.

Il museo intreccia due livelli di lettura: da un lato le grandi traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio; dall’altro le esperienze sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città. Corpo, materia e città diventano così chiavi interpretative trasversali, capaci di mettere in dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente.

Il percorso espositivo presenta opere significative dei principali movimenti artistici del secondo Novecento e del nuovo millennio, tra cui Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee che indagano lo spazio e la materia. Accanto ai grandi protagonisti internazionali, trovano spazio anche artisti legati al territorio, in un racconto che restituisce la complessità e la vitalità della scena artistica.

MUVEC si propone come un museo contemporaneo in dialogo con il proprio tempo: non solo spazio espositivo, ma dispositivo culturale capace di interrogarsi sul significato stesso di “contemporaneità”. La sua collocazione a Mestre rappresenta una scelta strategica e culturale, che riconosce alla terraferma una nuova centralità, coerente con le trasformazioni demografiche e sociali del territorio.

In una città in continua evoluzione, caratterizzata da una crescente pluralità culturale, il museo nasce con l’ambizione di essere luogo di incontro e partecipazione per pubblici diversi: visitatori, studenti, famiglie e comunità locali, con particolare attenzione ai nuovi cittadini di origine internazionale. L’allestimento, la mediazione culturale e le future proposte espositive sono infatti pensati in dialogo con le comunità, in un’ottica inclusiva e partecipativa.

MUVEC diventa così un laboratorio urbano che interpreta la contemporaneità a partire dalla propria posizione: crocevia, margine e spazio di sperimentazione, un luogo vivo, chiamato a confrontarsi con le sfide del presente e a raccontare una città in trasformazione.

Infine, MUVEC si inserisce in una rete culturale più ampia che comprende l’Emeroteca dell’Arte (attiva dal 2024), la Casermetta 9 di Forte Marghera (2025) e la futura factory del Palaplip, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio distretto della contemporaneità. Perché oggi, più che mai, raccontare il contemporaneo significa raccontare la città che cambia.

Mostre e appuntamenti

Il primo, importante appuntamento per la città e per tutti è per sabato 25 e domenica 26 aprile, con un fine settimana ad ingresso gratuito. Due giorni speciali per scoprire, conoscere, vivere i nuovi spazi, pensati per accogliere e raccontarsi, tra la storia e l’attualità dei linguaggi artistici, tra letteratura e ambienti sonori che racchiudono e restituiscono il nostro il tempo.

In programma venerdì 24 aprile l’inaugurazione della mostra collettiva della decima edizione del Premio Mestre di Pittura, allestita al terzo piano, negli spazi dedicati alle esposizione temporanee. Le stesse sale attendono, dal 26 settembre, il nuovo approfondimento sui temi e i linguaggi del Novecento, il riverbero nell’attualità, attraverso le sue figure simbolo rappresentate nelle collezione di Ca’Pesaro. 

Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea parte così dall’opera dei maestri della Secessione Viennese, dalle indagini sul corpo come specchio delle inquietudini e delle trasformazioni del secolo, conducendo a riflessioni sull’attualità attraverso il lavoro di Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas. 


MUVEC
Casa delle Contemporaneità 
Mestre, Piazzale Candiani
muvemestre.visitmuve.it
 
CONTATTI STAMPA
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La nuova Corte di Ingresso di Palazzo Roverella e delle nuove sale della Pinacoteca di Rovigo

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi annunciano la chiusura dei lavori nel cortile interno di Palazzo Roverella e la conseguente riorganizzazione delle sale espositive della Pinacoteca.

Il cantiere, aperto nel 2025 e oggi definitivamente concluso, ha dotato la sede museale di una nuova struttura a parziale copertura concepita per ospitare in modo razionale i servizi di accoglienza, la biglietteria e il guardaroba. Il progetto architettonico, nato da un concorso di idee vinto dagli architetti Barbara Ghirelli e Vera Tresoldi e realizzato con il coordinamento della stessa Ghirelli, con l’affiancamento dell’Arch. Andreina Milan, è stato sviluppato ponendo la massima attenzione all’accessibilità e all’ottimizzazione dei flussi di visita.

Presentazione della
nuova Corte di Ingresso di Palazzo Roverella
e delle nuove sale della Pinacoteca

L’intervento è stato condotto in costante dialogo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza per adeguare il Palazzo alle necessità museali contemporanee, salvaguardando però la totale autenticità delle murature storiche e scongiurando la saturazione visiva dello spazio. Il rinnovamento ha inoltre compreso l’aggiornamento dei sistemi di climatizzazione e sicurezza dell’intero edificio.

Sotto il profilo espositivo, il trasferimento del guardaroba e della biglietteria nella nuova area coperta ha consentito di recuperare un prezioso ambiente al piano nobile, precedentemente occupato dal bookshop. In questi spazi sono state allestite tre nuove sale della Pinacoteca. La prima, intitolata “Paesaggi e allegorie nel Settecento”, esplora l’evoluzione del paesaggio tra il XVII e il XVIII secolo, alternando vedute ideali, scenografie prospettiche e raffigurazioni arcadiche.

La seconda è dedicata al Seicento Veneto e ospita capolavori di matrice barocca, caratterizzati da spiccata teatralità ed edonismo, scaturiti in gran parte dalle vicende del lascito Silvestri. La terza celebra invece l’arte del rodigino Mario Cavaglieri, offrendo al pubblico una superba selezione di respiro internazionale nata dal diretto lascito testamentario del pittore, il cui legame con la città natale fu sempre strettissimo.

A fronte di queste significative novità, l’identità storica della Pinacoteca è stata preservata mantenendo inalterati due spazi identitari fondamentali. Restano intatte la sala dedicata a Giovanni Bellini e ai pittori Belliniani, un autentico unicum nel panorama veneto, e la celebre sala dei Ritratti Accademici. Quest’ultima, nucleo fondativo della collezione con opere di maestri quali Tiepolo, Piazzetta e Longhi, accoglie oggi per la prima volta anche la scultura lignea restaurata di San Gaetano da Thiene, patrono dell’Accademia, realizzata su disegno dello stesso Piazzetta.

Palazzo Roverella consolida così il proprio ruolo di custode di uno straordinario patrimonio di proprietà dell’Accademia dei Concordi e del Comune di Rovigo, a cui si sommano pregevoli dipinti del Seminario Vescovile provenienti dal lascito Silvestri e dalle chiese del Polesine.

Questo strategico intervento architettonico e museografico restituisce alla collettività un Palazzo Roverella ancor più funzionale e inclusivo, ribadendone la centralità per lo sviluppo culturale e sociale dell’intero territorio.


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Fondazione Cariparo
dott. Roberto Fioretto – Responsabile dell’Ufficio Comunicazione
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Roma: La Maddalena di Piero di Cosimo e la vita delle donne nella Firenze del Rinascimento

Il 17 aprile 2026 il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia apre la mostra “La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino”, a cura di Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini, a Palazzo Venezia, negli ambienti che un tempo ospitavano le cucine, restaurati e riaperti per l’occasione.

La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino
Roma, Palazzo Venezia, Antiche cucine
17 aprile – 5 luglio 2026

a cura di Edith Gabrielli,
con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini

La mostra ruota intorno a una preziosa tavola di Piero di Cosimo (1462-1522), La Maddalena, custodita nella collezione delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini e concessa in prestito al VIVE nell’ambito di un accordo strategico tra le due istituzioni museali.

Quando realizza La Maddalena, alla fine del Quattrocento, Piero di Cosimo si sta affermando come uno dei più raffinati e insieme tra i più misteriosi artisti fiorentini della sua generazione. Formatosi nella bottega di Cosimo Rosselli, il pittore elabora un linguaggio molto personale, innestando sul solido impianto del maestro e di Domenico Ghirlandaio suggestioni originali, talora fantasiose, dalla pittura fiamminga e da Leonardo da Vinci.

Nella tavola Piero di Cosimo decide di rappresentare la Maddalena, tra le più fedeli seguaci di Gesù, come una giovane donna del proprio tempo, una fiorentina del Quattrocento, circondata da oggetti che appartengono alla sua vita quotidiana: le vesti, il filo di perle, il vaso degli unguenti, la lettera e il libro. È proprio in questi oggetti che l’opera si apre e rivela un mondo.

Da qui prende forma l’idea della mostra: utilizzare il dipinto come chiave per entrare nella vita delle donne nella Firenze del Rinascimento e nella realtà che le circonda. Un progetto interdisciplinare che coinvolge circa trenta studiosi di diversa formazione e provenienza, in un dialogo serrato tra storia dell’arte, storia e storia della cultura materiale.

Nelle sue undici sezioni il percorso segue tre linee concatenate e interdipendenti. La prima è dedicata alla stessa Maddalena di Piero di Cosimo: l’opera è indagata sotto il profilo iconografico e stilistico, inserita nel percorso dell’artista e letta nelle sue coordinate culturali.

La seconda linea segue passo dopo passo le donne fiorentine del tempo: dalla nascita e dall’educazione alla vita religiosa, dal matrimonio e dalla maternità alla gestione della casa, dalla devozione alle occupazioni fuori e dentro l’ambiente domestico fino alla cura del corpo.

La terza linea pone al centro la straordinaria qualità estetica e tecnica delle cosiddette arti decorative nell’Italia del Rinascimento, dove un tessuto, una brocca, un gioiello erano parte integrante dello stesso universo culturale e produttivo di un dipinto o di una scultura.

«Questa mostra parte da un dipinto per raccontare la vita delle donne a Firenze nel Rinascimento e gli oggetti della loro quotidianità, dai tessuti ai vetri, dalle ceramiche ai mobili. Un ruolo centrale è dunque affidato alla grande produzione artigiana, allora parte dello stesso universo di pittura e scultura. Il VIVE ne prosegue la valorizzazione, anticipando il percorso stabile di Palazzo Venezia dedicato al cosiddetto “Fatto in Italia”, dal Medioevo alle soglie del Made in Italy, e avviando un sistema di relazione con i musei specializzati, da Prato a Montelupo, da Gambassi a Vicenza», dichiara Edith Gabrielli, direttrice del VIVE e curatrice della mostra.

Il racconto è affidato ad oltre sessanta tra documenti e oggetti prodotti a Firenze oppure importati dai principali centri della penisola, presenti grazie all’accordo appena siglato con la Direzione generale Archivi e al contributo di alcuni tra i più prestigiosi musei, archivi e biblioteche italiani.

Lettere, poesie e libri di conti scritti da donne celebri come Lucrezia Tornabuoni, la madre di Lorenzo il Magnifico, o quasi sconosciute come suor Paraclita dialogano così con manoscritti miniati da Gherardo di Giovanni o Attavante degli Attavanti, tessuti preziosi, vasellame, bicchieri e calici, coltelli, anelli e cassoni nuziali, altari in terracotta, gioielli e cofanetti. Oggetti che non illustrano soltanto, ma restituiscono una vita.

Un ricco apparato didattico digitale accompagna il visitatore: ventidue video-installazioni create per l’occasione e una sala multimediale che fa toccare con mano in che modo venivano realizzati gli oggetti esposti, le ceramiche, i vetri, i tessuti, i gioielli e, ovviamente, le tavole dipinte, rendendo visibile il lavoro, la tecnica, il sapere.

Palazzo Venezia, che conserva una delle principali collezioni italiane di arti decorative, si rivela il luogo ideale per questa iniziativa. La mostra rappresenta una tappa di avvicinamento al nuovo percorso stabile del piano nobile, a cura di Edith Gabrielli e Michele De Lucchi, dedicato alla grande tradizione artistica e artigiana della penisola, dal Medioevo fino alle soglie del Made in Italy.

In un contesto più ampio, l’esposizione risponde a una strategia di valorizzazione delle arti decorative promossa dal VIVE attraverso la creazione di una rete che coinvolge il Museo del Tessuto di Prato, il Museo della Ceramica di Montelupo, la mostra permanente “La produzione vetraria a Gambassi (secoli XIII-XVI)” e il Museo del Gioiello di Vicenza.

Entrare in questa mostra significa avvicinarsi alla vita delle donne del Rinascimento e ai loro oggetti. Un’esperienza che restituisce concretezza a ciò che la storia ha reso distante, e che torna qui a farsi visibile.


Informazioni:
 
Orari:
Tutti i giorni, 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.45)
 
Biglietti:
La mostra è inserita nel biglietto del VIVE
 
Intero 18 euro (mostre incluse)
Agevolato 5 euro mostre incluse
Gratuità di legge

Ufficio stampa:
Silvana Editoriale
ufficiostampavive.silvanaed@gmail.com
 
In collaborazione con:
Studio Esseci Comunicazione
Tel. 049.663499
Ref. Simone Raddi, simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 

Qual è la “Storia dell’Italia meridionale”? Lo spiega Pino Ippolito Armino insieme ad Anpi e Emergency di Messina

Lunedì 13 aprile 2026, alle 17.30, presso la libreria Feltrinelli di Messina (via Ghibellina 32) si presenta il libro di Pino Ippolito Armino “Storia dell’Italia meridionale”. L’iniziativa è stata presa dall’Anpi messinese insieme a Emergency. L’incontro sarà moderato da Giuseppe Restifo; interverranno, oltre all’autore, Carlo Spartaco Capogreco e Mario Bolognari.

Il volume, edito da Laterza, affronta sette momenti decisivi per capire le radici storiche del divario Nord-Sud: dal Regno borbonico all’Italia contemporanea.

L’Italia figura stabilmente tra le prime dieci economie mondiali, eppure il Meridione resta l’area arretrata più vasta d’Europa. A oltre 160 anni dall’Unità, il divario Nord-Sud continua a essere uno dei nodi più irrisolti della storia nazionale. Il libro di Pino Ippolito Armino lo affronta attraverso sette snodi cruciali, ricostruendo le cause di una frattura che pesa ancora oggi.

Dal fallimento della rivoluzione giacobina del 1799 al dominio borbonico, dall’unificazione all’invenzione di una “Questione Settentrionale”, il libro ripercorre le vicende che hanno segnato il destino del Sud e della Sardegna. Non si limita a smontare stereotipi e pregiudizi, ma indaga i fattori politici, sociali ed economici che hanno contribuito a trasformare un territorio un tempo ricco di potenzialità in una periferia strutturale del Paese.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 11 aprile 2026
Da Salvatore Drago <redazione.soldo@gmail.com> 

“Quinn” selezionato anche alla 17ª edizione dell’“LGBT+ FILM FESTIVAL POLAND 2026”

GM Production, casa di produzione indipendente e Divisione Cinema di Gruppo Matches, è felice di annunciare una nuova tappa europea per “Quinn” di Gianluca Mangiasciutti e Stefano Usberghi. “Quinn” sbarcherà in Polonia, selezionatoalla 17ª edizione dell’LGBT+ Film Festival, la più grande festa del cinema LGBT+ nell’Europa Centrale e Orientale, che avrà luogo dal 10 al 23 aprile.

Dopo Lille, “Quinn” selezionato anche alla 17ª edizione
dell'”LGBT+ FILM FESTIVAL POLAND 2026″:
prosegue il viaggio europeo di GM Production

Dopo essere stato presentato in anteprima – come unico corto italiano selezionato –, all’European Film Festival di Lille, “Quinn” verrà proiettato a Varsavia l’11 aprile all’interno della sezione competitiva Gay Love Affairs. Un Concorso Internazionaleprestigiosissimo per uno dei primi lavori realizzati da GM Production, opera breve, distribuita da Sayonara film, che mette al centro della storia un giovane alla ricerca della propria identità sessuale, che dopo aver subito un brutale pestaggio decide di mettersi sulle tracce del proprio aggressore. Ad interpretare Quinn, due giovani promesse del nostro cinema, Costantino Seghi e Filippo De Carli, alle prese con due ruoli complessi, interpretati magistralmente.

Siamo orgogliosi di questa selezione”, spiega Andrea Cicini, CEO di Gruppo Matches. “Il tema che affronta il cortometraggio è attuale e importante. Siamo felici che il modo in cui abbiamo deciso di raccontare l’esperienza soggettiva rappresentata dall’identità di genere abbia convinto questo importante festival europeo“.

L’LGBT+ Film Festival è sicuramente un traguardo importante per “Quinn” – ha commentato Cristina Borsatti, Responsabile di GM Production. “Siamo molto lieti dell’accoglienza che sta ricevendo in Europa. Come casa di produzione, GM Production ha da subito messo al centro temi molto sentiti e attuali, sui quali confrontarsi con tutti, ma soprattutto con i giovani. Con sensibilità, continueremo questo percorso anche nel documentario e nel lungometraggio“.

L’attività di GM Production è solo alle battute iniziali, ma è già iniziato anche il viaggio di una seconda opera, “Puca” di Sara Scalera, realizzata in pellicola, prodotta dalla giovane casa di produzione capitolina e distribuita da Allegorie Distribution.


Gruppo Matches – Fondata nel 2019 a Roma, con sedi ad Aosta, Cagliari, Roma, Treviso, 北京 Beijing e Hong Kong.Una vocazione internazionale nata dall’esperienza maturata all’estero da Andrea Cicini: oltre 13 anni in CINA nella comunicazione, strategia marketing e coordinamento dei grandi eventi internazionali quali Olimpiadi Pechino 2008, Casa Italia Paralimpiadi 2008, Shanghai Expo2021, Super Coppa, F1, Moda, Cinema ed altro. Una collaborazione che tuttora continua, da ultimo con l’accordo per la comunicazione stretto con l’Ente del Turismo Cinese in Italia. Tra i suoi asset: creatività per lo sviluppo di campagne Atl-Btl, Graphic e Web Design, Social Media, organizzazione di Eventi, Produzione Audiovisiva come casa cinematografica indipendente e Management Sportivo (ANDY DIAZ, ALESSIA SCORTECHINI, JACOPO LUCHINI). Per ulteriori informazioni sull’Agenzia e su GM Production: www.gruppomatches.com


Comunicazione Gruppo Matches
Diana Daneluz
e-mail: media@gruppomatches.com
www.gruppomatches.it
Da Cristina Borsatti <crisborsatti@gmail.com> 

Roma: Campese e Solarino in mostra a Villa Artieri con “TerraMater”

Terra Mater
Francesco Campese e Antonio Solarino in mostra a Villa Artieri

Inaugurazione: mercoledì 15 aprile, ore 18.00
15/04 – 21/04-2026

Apre mercoledì 15 aprile a Villa Artieri la mostra Terra Mater, che riunisce per la prima volta il pittore Francesco Campese e il fotografo Antonio Solarino in un dialogo tra due linguaggi artistici e due geografie dell’anima: la Sicilia e l’Irpinia.

Il progetto nasce da una ricerca condivisa sulle radici e sulla memoria dei luoghi d’origine. Le opere esposte — dipinti e fotografie — non documentano un territorio, ma lo attraversano: paesaggi interiori in cui la terra è matrice di ricordi collettivi e traccia dell’infanzia. Atmosfere rarefatte, silenzi visivi, luci velate costruiscono un immaginario sospeso tra il reale e l’evocato.

Campese e Solarino lavorano con strumenti diversi ma convergono verso la stessa domanda: cosa rimane di un luogo quando diventa memoria? Il risultato è una mostra in cui pittura e fotografia si interrogano e si completano, senza sovrapporsi.

Luogo: Villa Altieri, viale Manzoni 47 Roma (uscita metro Manzoni)

Ingresso: libero

Info e contatti: 06 9320562


Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com>

Milano: Jem Perucchini e Valerio Nicolai entrano nella collezione di Banca Generali

Banca Generali presenta per il progetto “BG ArTalent” due nuove opere degli artisti Jem Perucchini e Valerio Nicolai. In occasione di Milano Art Week apertura al pubblico della propria collezione nello spazio “BG Art Gallery”.
In programma una serie di visite guidate e un talk dedicato all’arte contemporanea e al suo sistema

  • Dal 13 al 19 aprile torna la Milano Art Week 2026, di cui Banca Generali è main sponsor
  • Dal 13 al 18 aprile, la BG Art Gallery apre (su prenotazione) al pubblico la propria collezione
Jem Perucchini e Valerio Nicolai entrano nella collezione di Banca Generali nell’ambito del progetto BG ArTalent

Banca Generali conferma per l’ottavo anno il sostegno alla Milano Art Week 2026 in qualità di main sponsor. La manifestazione, promossa dal Comune di Milano, in programma dal 13 al 19 aprile, prevede una serie di eventi in tutta la città con un ricco palinsesto di mostre, visite e incontri.

Per l’occasione, Banca Generali propone, da lunedì 13 a sabato 18 aprile, l’apertura al pubblico, a ingresso libero, del proprio spazio BG Art Gallery,ospitato nella sede di Piazza Sant’Alessandro 4, nello storico “Palazzo Pusterla”.

Grazie al progetto BG ArTalent, nato nel 2018, la collezione si arricchisce quest’anno con le opere di due nuovi artisti selezionati, come per le passate edizioni, da Vincenzo De Bellis: Jem Perucchini (Tekeze, Etiopia, 1995) e Valerio Nicolai (Gorizia, 1988) che si aggiungono agli altri già presenti in collezione: Francesco Arena, Rosa Barba, Enrico David, Patrizio Di Massimo, Lara Favaretto, Giuseppe Gabellone, Linda Fregni Nagler, Alessandro Pessoli, Giangiacomo Rossetti e Francesco Vezzoli.

“E’ un orgoglio e un piacere affiancare anche quest’anno l’eccezionale kermesse di Milano Art Week che anno dopo anno richiama sempre più appassionati e curiosi verso le novità dal mondo dell’arte, offrendo la cornice perfetta come preludio all’importante fiera di MiArt che, come sappiamo, rappresenta ormai un appuntamento immancabile e la porta d’ingresso dei collezionisti internazionali prima della Biennale di Venezia. Con il nostro progetto a supporto degli artisti italiani e l’impegno per la comunità al fianco dell’iniziativa vogliamo difendere e rilanciare l’importanza della creatività e dell’arte come motore di innovazione e del patrimonio culturale. L’arte non è solo emozione, memoria e passione, ma anche valore e investimento. Promuovere un dialogo tra queste dimensioni significa riconoscere come la creatività possa stimolare nuove idee e contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico, e allo stesso tempo considerare l’arte come componente integrante di una gestione patrimoniale consapevole”, dichiara Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali.

BG ArTalent afferma Vincenzo De Bellis è un programma di acquisizioni che intende sostenere in modo concreto la scena artistica italiana contemporanea, con l’idea di costruire una collezione che non sia semplicemente rappresentativa, ma che rifletta la complessità e la vitalità delle ricerche in corso, accompagnando gli artisti in un momento cruciale del loro percorso. Quest’anno ci siamo concentrati in modo particolare sulle generazioni più giovani, orientando le acquisizioni verso due artisti che stanno contribuendo a ridefinire il linguaggio della pittura contemporanea in Italia, Valerio Nicolai e Jem Perucchini. Questa scelta riflette la volontà di intercettare nuovi talenti che dimostrano una forte coerenza e la capacità di inserirsi nel dibattito contemporaneo. Per BG ArTalent sostenere artisti emergenti significa investire nel futuro, ma anche contribuire a costruire un ecosistema più forte e dinamico”.

Il progetto BG ArTalent, teso a valorizzare e sostenere la creatività nelle sue varie espressioni, si concentra sulle proposte più innovative degli artisti italiani contemporanei, consolidati o emergenti, già riconosciuti a livello internazionale. Quest’anno i lavori selezionati sono What For? (Zagreo), 2025, olio e acrilico su lino, di Jem Perucchini e Cotone reverso, 2025, olio su tela, di Valerio Nicolai.

Reinterpretando simboli, archetipi e miti attraverso un linguaggio che unisce classicità e contemporaneità, Jem Perucchini dà vita a un universo visivo dove culture diverse si intrecciano, sfidando le categorie di identità e di tempo e restituendo alla pittura la sua capacità di incarnare la complessità del presente. Come accade in What For? (Zagreo), in cui il personaggio ritratto, un giovane dalla carnagione scura immerso in uno spazio sospeso, condensa riferimenti alla mitologia greca e alla cultura occidentale, generando un contesto familiare e insolito al tempo stesso, che invita lo spettatore a riflettere consapevolmente sulle narrazioni ereditate dal passato e al modo in cui esse hanno plasmato il nostro immaginario.

Anche la pratica di Valerio Nicolai si muove in un territorio fluido, questa volta tra figurazione e astrazione, dove immagini, narrazioni e frammenti autobiografici si stratificano in composizioni dense, ironiche ed enigmatiche che esplorano le possibilità narrative e percettive dell’arte. In Cotone reverso (2025), ritraendo del semplice cotone poggiato a terra, l’autore innesca un sottile ribaltamento semantico: un elemento banale come del tessuto sfilacciato assume le sembianze di una nuvola e così facendo trasforma il pavimento in un cielo, trasfigurando l’interno di una stanza in un paesaggio rovesciato dove realtà e immaginazione si confondono. Il lavoro di Nicolai è in grado di attraversare l’ordinario e renderlo terreno di indagine visiva e critica, stimolando lo spettatore a guardare oltre la propria concezione e ad esplorare mondi nuovi.

La BG Art Gallery in Piazza Sant’Alessandro 4 sarà visitabile, a ingresso libero con prenotazione nei seguenti orari: 15:00–15:30 e 15:30–16:00. Nella giornata di sabato gli slot saranno invece 10:00–10:30 e 12:00-12:30. La visita è prenotabile scrivendo all’indirizzo prenotazionibgart@wonderproject.it o inviando richiesta tramite il sito BG Art Gallery.

Anche quest’anno Banca Generali propone, negli spazi del BG Training & Innovation Hub (via Achille Mauri 8), un talk dedicato all’arte contemporanea e al suo sistema. In programma sabato 18 aprile alle ore 11.00, l’incontro ruoterà attorno a una delle tematiche attuali di maggiore interesse per tutti gli operatori del mondo dell’arte: l’attrito sempre più stridente tra la velocità in costante aumento con cui si muove il mercato dell’arte e i tempi sempre più lunghi richiesti dalla produzione artistica. A parlarne, insieme a Vincenzo De Bellis, saranno Vincenzo Filogamo, Responsabile Corporate, Real Estate & Art Advisory di Banca Generali, Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC di Bergamo, ed Enea Righi, collezionista e Direttore Operativo di Arte Fiera Bologna.

Durante la settimana di Milano Art Week, Banca Generali organizzerà inoltre una serie di visite guidate al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, con il curatore Diego Sileo, per la mostra personale di Marco Fusinato.

Jem Perucchini è nato a Tekeze, Etiopia, nel 1995, vive e lavora a Milano. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), ha esposto con mostre personali alla galleria Corvi-Mora di Londra (2022; 2024) e in contesti istituzionali come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2025) e il CAAC di Siviglia (2025). Il suo lavoro è stato incluso in mostre collettive all’Ambasciata Italiana a Londra (2022), alla Triennale di Milano (2023), al MUMA, Monash University Museum of Art, Melbourne (2023), a Palazzo Reale, Milano (2025), alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2025). Ha partecipato ai progetti “Una Boccata d’Arte” a Battaglia Terme (2021), “Art on the underground” per la stazione di Brixton, a Londra (2023) e alla Quadriennale d’Arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2025). Nel 2023 è stato selezionato per il Prix Jean-François Prat di Parigi.

Valerio Nicolai è nato a Gorizia, nel 1988, vive e lavora a Milano. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, e nel 2020-21 ha ricevuto la borsa di studio della Fondazione Pollock-Krasner. Nel 2023 ha vinto il Premio Licini. Ha esposto con mostre personali presso gallerie e istituzioni italiane e internazionali, come: Museo Osvaldo Licini, Ascoli Piceno (2023); Campoli Presti, Parigi (2023); Clima, Milano (2022, 2019, 2017); Galeria Madragoa, Lisbona (2021); Las Palmas Project, Lisbona (2018); Fondazione smART, Roma (2017). Ha partecipato a numerose mostre collettive presso istituzioni come: Museo MADRE, Napoli; Casa Testori, Milano; MAXXI L’Aquila, L’Aquila; Triennale Milano; MACTE, Termoli; Fondazione Zimei, Pescara; GAM Torino;Art Residency – Port Tonic Art Center; MAMbo, Bologna. Nel 2025 ha partecipato alla Quadriennale d’Arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma.

Vincenzo De Bellis (Director, Fairs and Exhibition Platforms Art Basel) Vincenzo de Bellis è Chief Artistic Officer, Global Director of Art Basel Fairs, la fiera d’arte contemporanea più importante al mondo che ha luogo a Parigi, Miami Beach, Basilea, Hong Kong e Doha. Dal 2016 al 2022 ha ricoperto il ruolo di Curator and Associate Director of Programs, Visual Arts presso il Walker Art Center di Minneapolis. Dal 2012 al 2016 è stato Direttore Artistico alla guida di Miart, la fiera internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano. Durante il suo mandato, la manifestazione è passata dall’essere una vetrina regionale di 90 espositori ad una piattaforma di livello internazionale di 180 gallerie, inserita in un vivace programma cittadino di eventi culturali sotto l’insegna della Milano Art Week.


BG ArTalent

Banca Generali ha dato il via nel 2018 al progetto BG ArTalent, volto a valorizzare e sostenere la creatività italiana nelle sue varie forme espressive, con particolare attenzione alle proposte più innovative di artisti italiani contemporanei riconosciuti a livello internazionale. Il progetto si è sviluppato su uno degli elementi fondanti del supporto e del sostegno agli artisti stessi, ovvero l’acquisizione delle loro opere, con l’intento di dare continuità e significato ad un programma culturale: formare una Collezione.

BG Art Gallery all’interno della sede di Banca Generali in Piazza Sant’Alessandro 4 è stata concepita per rendere fruibili al pubblico le opere della Collezione – così che non siano più solo di chi le ha realizzate, ma anche di tutti coloro che le osservano – una Collezione in divenire che andrà arricchendosi nel tempo.

Banca Generali

Banca Generali è una banca private leader in Italia nella pianificazione finanziaria e nella tutela patrimoniale dei clienti, forte di una rete di consulenti-private bankers ai vertici del settore per competenze e professionalità. La strategia della società si basa su quattro elementi chiave: la consulenza qualificata di professionisti specializzati nella protezione della ricchezza delle famiglie e nel supporto alla pianificazione del loro futuro; un portafoglio prodotti all’avanguardia con soluzioni su misura per le esigenze personali, servizi innovativi nel wealth management per la cura del patrimonio non solo finanziario, e strumenti innovativi che tramite la tecnologia valorizzano la relazione di fiducia tra consulente e cliente. La mission della banca evidenzia il ruolo di Persone di fiducia al fianco del cliente nel tempo per costruire e prendersi cura dei suoi progetti di vita. Quotata alla Borsa di Milano dal novembre del 2006 gestisce oltre 113 miliardi di euro di masse (dati al 31 dicembre 2025) per conto di oltre 372 mila clienti. Presente in modo capillare sull’intero territorio nazionale dispone di 56 filiali bancarie e più di 180 uffici a disposizione degli oltre 2.405 consulenti finanziari, e di un evoluto digital contact service per l’operatività. Dal 2024 Banca Generali è presente anche in Svizzera con BG Suisse per l’offerta di servizi bancari e di investimento personalizzati. Nel 2025 Banca Generali ha acquisito Intermonte Partners SIM, boutique specializzata nell’investment banking e nel corporate advisory per le PMI.


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Tour nella Trieste del Governo Militare Alleato, sabato 11 aprile ore 10

L’incontro avrà luogo sabato 11 aprile alle ore 10 davanti al Teatro Miela, dove avrà inizio la visita durante la quale Francesca Pitacco accompagnerà i partecipanti al tour nella Trieste del GMA. Si partirà dal Teatro Miela, dove la nostra guida ci farà conoscere i luoghi istituzionali del Governo Militare Alleato, ma anche molti dettagli e curiosità della vita quotidiana di quei nove anni in cui Trieste fu al centro della diplomazia e della politica internazionale.


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Galleria ZEMA, Roma: Lucia Buricelli – Everything Is Bright Here

Il giorno 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta Everything Is Bright Here, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli, un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025.

LUCIA BURICELLI
Everything Is Bright Here

Attraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico, l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli, indagando le dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo: una soglia percettiva che orienta e destabilizza lo sguardo, filtrando l’eccesso visivo della città globale. In questo senso, il lavoro di Buricelli si avvicina alla riflessione di Susan Sontag sulla fotografia come atto di appropriazione e interpretazione: l’immagine non restituisce il mondo, ma lo trasforma.

Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. Il gesto fotografico, rapido e reattivo, intercetta frammenti minimi e inattesi della vita urbana, restituendo una realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità quasi teatrale. Lo sguardo dell’artista si configura come un attraversamento attento e consapevole dello spazio pubblico.

Una parte delle opere è tratta da Don’t Feed the Animals (Eyeshot Magazine, 2024), dove Buricelli riflette sugli effetti del capitalismo avanzato sul paesaggio urbano. La città appare come un sistema saturo di stimoli visivi, in cui eccesso e sovrabbondanza diventano condizioni strutturali dell’esperienza contemporanea. In questo contesto, la fotografia non si limita a registrare, ma amplifica e rende percepibili le dinamiche di accumulazione, attrazione e dispersione.

In Everything Is Bright Here, la luminosità evocata dal titolo non coincide con una condizione di chiarezza, ma con un’intensificazione dell’esperienza visiva: una forma di iper-visibilità che, lungi dal chiarire il reale, ne rivela l’eccesso, invitando lo spettatore a interrogare le modalità attraverso cui oggi guardiamo, consumiamo e abitiamo le immagini.

Lucia Buricelli. Nata a Venezia nel 1994, si è formata tra Italia e Stati Uniti, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Partendo dalla street photography, la sua ricerca si è progressivamente orientata verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine, mantenendo al centro un interesse costante per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. L’uso del colore e del flash contribuisce a definire un’estetica riconoscibile, capace di isolare e intensificare la densità visiva del reale. Le sue opere sono state pubblicate su importanti testate internazionali quali The New York TimesThe New YorkerTimeVogue e Financial Times, ed esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022.


Galleria Zema. 
Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali, accomunate da uno sguardo autonomo, critico e consapevole sul presente, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto, dove il corpo, l’identità, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria, ma un progetto curatoriale, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio, relazione e resistenza.


Lucia Buricelli
Everything Is Bright Here

Inaugurazione 10 aprile 2026 ore 17.30
 
Fino al 28 maggio 2026
Orari
: martedì ore 16:00 – 19:30, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30
 
Galleria Zema
Via Giulia 201 – Roma
info@galleriazema.it
tel. +39 0640067010
www.galleriazema.it
 
Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>