
Un progetto culturale propone di unire due regioni attraverso storia, spiritualità e turismo lento, rileggendo la Traslazione della Santa Casa alla luce delle ricerche dello storico Fernando Frezzotti e della tradizione della Corsa degli Zingari.
Le grandi vie della storia non sono fatte soltanto di strade, ma di racconti che attraversano i secoli e continuano a modellare i territori. Da questa consapevolezza nasce “La Via degli Angeli – La via di Pace e di Perdono”, un itinerario che intreccia ricerca storica, memoria collettiva e valorizzazione del patrimonio culturale tra Marche e Abruzzo.
Le Marche e l’Abruzzo condividono un patrimonio storico e spirituale che affonda le proprie radici nel Medioevo e che oggi si propone come occasione di sviluppo culturale e turistico. È questa l’idea alla base del progetto “La Via degli Angeli – La via di Pace e di Perdono”, presentato a Roma nel corso della conferenza dedicata all’edizione 2026 della Corsa degli Zingari, la storica manifestazione che si svolgerà il 6 settembre a Pacentro, in provincia dell’Aquila. L’iniziativa punta alla realizzazione di un itinerario culturale interregionale capace di collegare i luoghi della Traslazione della Santa Casa di Loreto con quelli della tradizione celestiniana, promuovendo il turismo lento e la riscoperta delle aree interne.
La presentazione si è svolta nella Sala stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa del vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali, Luciano Ciocchetti. Al centro del progetto vi sono gli studi dello storico Fernando Frezzotti, autore del volume La Via degli Angeli. La traslazione delle Pietre della Santa Casa, e una rilettura della vicenda storica della Traslazione che propone nuove chiavi interpretative su uno degli episodi più noti della tradizione lauretana.
Secondo la ricostruzione elaborata da Frezzotti, un ruolo determinante sarebbe stato svolto da Celestino V, il pontefice eletto nel 1294, figura tra le più complesse della storia medievale. La sua bolla del 2 ottobre di quell’anno avrebbe disposto che le pietre della Santa Casa trovassero definitiva collocazione a Loreto, dopo che era sfumata l’ipotesi di custodirle presso la Basilica di Collemaggio all’Aquila, a causa di una controversia con Carlo II d’Angiò sul possesso del sito.
Il racconto si sviluppa lungo un itinerario che unisce Marche e Abruzzo. Mentre il convoglio incaricato del trasporto delle pietre sostava nella località oggi conosciuta come Angeli di Varano, nei pressi di Ancona, Celestino V avrebbe inviato un messaggio affinché il nuovo ordine fosse ricevuto e applicato senza equivoci. Per garantire il buon esito della comunicazione sarebbero stati scelti alcuni messaggeri, identificati dallo storico come fanti di etnia valacca, chiamati “Zingari”, che dopo giorni di marcia avrebbero raggiunto il pontefice a Pacentro il 12 ottobre 1294.
Questa ipotesi storica offre una possibile spiegazione delle origini della Corsa degli Zingari, antichissima tradizione popolare dedicata alla Madonna di Loreto che ogni anno richiama a Pacentro numerosi partecipanti e visitatori. La leggenda dei messaggeri sarebbe sopravvissuta nella memoria collettiva, mentre il luogo della loro partenza avrebbe lasciato traccia persino nella toponomastica della Via Flaminia, ancora oggi identificata in quel tratto come Strada degli Zingari. Sempre secondo la ricostruzione proposta da Frezzotti, due distinti gruppi avrebbero portato conferma dell’avvenuta ricezione del messaggio: un primo gruppo di cavalieri avrebbe raggiunto Celestino a Sulmona il 10 ottobre, mentre i fanti sarebbero arrivati due giorni dopo a Pacentro, durante il viaggio del pontefice verso Napoli.
L’interpretazione avanzata dallo storico attribuisce inoltre un diverso significato al ruolo di Celestino V nella vicenda della Traslazione della Santa Casa, proponendo una lettura che intende superare l’immagine tramandata dalla celebre espressione con cui Dante Alighieri, nella Divina Commedia, allude al “gran rifiuto”. Si tratta di un tema che continua a suscitare interesse tra gli studiosi e che si inserisce nel più ampio dibattito sulla figura del pontefice eremita e sul suo breve ma significativo pontificato.

Al di là degli aspetti storiografici, il progetto guarda soprattutto al futuro dei territori coinvolti. L’obiettivo è costruire un percorso storico-culturale capace di collegare la Santa Casa di Loreto, la Perdonanza Celestiniana e la Corsa degli Zingari in un unico cammino di pace, fede e memoria. L’iniziativa si inserisce nel crescente interesse verso i cammini spirituali italiani, che negli ultimi anni hanno conosciuto una significativa espansione grazie alla valorizzazione di itinerari come la Via Francigena, il Cammino di San Benedetto e i percorsi francescani, oggi considerati strumenti efficaci per promuovere un turismo sostenibile e destagionalizzato.
“La Via degli Angeli – La via di Pace e di Perdono” è promossa dall’Associazione Culturale Corsa degli Zingari di Pacentro, in collaborazione con la Confraternita Madonna di Loreto, il Club Auto Moto Storiche Ancona (CAMSA) – Arco degli Angeli Wine Factory, oltre che con numerosi Comuni, Diocesi ed enti di promozione culturale e turistica delle due regioni.
Le ricerche di Fernando Frezzotti sulla Traslazione della Santa Casa sono state pubblicate, a partire dal 2018, sulla rivista scientifica Studi sull’Oriente Cristiano, edita dall’Accademia Angelico Costantiniana. È proprio da questo lavoro di approfondimento che prende forma un progetto destinato a trasformare un’ipotesi storica in un itinerario culturale, capace di mettere in relazione luoghi, tradizioni e comunità attraverso una narrazione condivisa del patrimonio religioso e storico dell’Italia centrale.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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