Bipielle Arte, Lodi: “Fatum Futura”, mostra antologica di Simona Uberto

Contaminazioni 2008 Installazione misure variabili h cm 40 – Benni Giorgio benni.foto@tiscali.it

La Fondazione Banca Popolare di Lodi dedica a Simona Uberto, nella sala espositiva Bipielle Arte, l’antologica Fatum Futura, che ripercorre trent’anni di ricerca tra fotografia, installazione e paesaggi visionari. In mostra circa cinquanta opere, dagli scatti urbani degli esordi ai miraggi della serie Fata Morgana, un percorso che indaga il confine tra realtà e immaginazione, facendo del titolo – tra destino e futuro – la chiave di lettura della poetica dell’artista.

Simona Uberto
FATUM FUTURA
Mostra antologica 1996–2026

a cura di
Maria Laura Gelmini

Bipielle Arte
28 febbraio – 22 marzo 2026
Inaugurazione: venerdì 27 febbraio ore 17,30

Fatum Futura, l’ampia mostra antologica a cura di Maria Laura Gelmini dedicata a Simona Uberto (Savona, 1965), che apre il 27 febbraio prossimo negli spazi della Bipielle Arte, la sala espositiva della Fondazione Banca Popolare di Lodi, diretta da Paola Negrini, offre una panoramica ampia e coerente su trent’anni di ricerca dell’artista, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni Novanta a oggi, riunendo circa cinquanta opere tra fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali.

Il titolo nasce da un’intuizione dell’artista e condensa il nucleo poetico del progetto: una riflessione sulla tensione tra ciò che ci precede e ciò che ci attende, tra destino e possibilità, tra predeterminazione e sguardo verso il futuro. “Fatum, dal latinofari’, significa ciò che è già stato pronunciato, la parola-oracolo che diventa destino – spiega Uberto mentre Futura indica il tempo a venire, ciò che ancora non è. È uno spazio di domande, sospeso tra ciò che è stato detto e ciò che stiamo ancora costruendo.” 

Questa dialettica tra origine e avvenire attraversa tutta la sua opera: un lavoro che parte sempre dal reale – uno scatto fotografico, un frammento urbano, un paesaggio – e si trasforma in visione, in racconto, in miraggio.

Fin dagli anni Novanta, Simona Uberto si muove lungo una linea sottile che separa – e unisce – documentazione e immaginazione. I primi cicli dedicati alla vita urbana (tra cui Interferenze, Aggregazioni, Appartenenze, Incontri) raccontano la quotidianità come insieme di micronarrazioni: passanti colti in spazi pubblici, movimenti minimi che diventano ritmo visivo, geometrie che imprigionano istanti sospesi. Non semplici fotografie, ma “cornici temporali” che rendono la città un teatro di azioni inconsapevoli. 

Negli ultimi anni la sua ricerca si è spinta oltre la dimensione urbana, aprendo a un nuovo territorio: il paesaggio come miraggio, luogo mentale, proiezione. Da questo slittamento nasce la serie Fata Morgana: immagini che oscillano tra realtà e illusione, tra visibile e visionario. L’artista seziona lo scatto, lo ingrandisce, lo ribalta, lo frammenta e lo ricompone, invertendo prospettive e logiche consuete. Cielo che diventa terra, acqua che diventa cielo, skyline che si capovolgono: la percezione vacilla, ma è in questo spaesamento che si annida il senso profondo della sua opera. Un principio che vale per tutta la produzione dell’artista: dalla silhouette ritagliata alla composizione paesaggistica, l’immagine non riproduce, reinventa. Ed è anche evidente che, come ha dichiarato Simona Bartolena in un saggio a lei dedicato, le opere di Uberto “non sono paesaggi ma miraggi. Ci traggono in inganno come il fenomeno della Fata Morgana: luoghi fantastici, mutevoli, destabilizzanti, che rivelano la precarietà delle nostre certezze visive.” L’effetto è quello che René Magritte definiva “l’attimo di panico”: il momento in cui lo spettatore comprende che la realtà rappresentata non coincide con la realtà percepita.

Il processo creativo di Simona Uberto è insieme meditativo e rigoroso. L’artista parte da uno scatto fotografico, “come se percorresse una stradina che diventa sentiero”: entra nell’immagine, la esplora, ne studia la struttura interna, fino a perderne ogni riferimento. Solo allora la ricompone in una nuova forma, che non appartiene più al reale ma a un altrove sospeso tra memoria e invenzione. In Fatum Futura, questo metodo si amplifica: l’immagine diventa segno, il paesaggio diventa linguaggio, il miraggio si fa forma. Come osserva la curatrice: “Benché la conoscenza della prassi esecutiva di un artista, pur aggiungendo nuove chiavi di lettura, non sia indispensabile ai fini della fruizione, nel caso di Uberto, conoscere il procedimento può fare la differenza. La leggerezza che promana dalle opere di Uberto è il risultato di un lavoro minuzioso; vi confluiscono aspetti tecnologici e artigianali”.

L’artista costruisce le sue opere con un equilibrio tra matematica e poesia, tra controllo e abbandono. Ed è proprio in questo spostamento – dal reale alla sua traduzione poetica – che si radica la forza della sua opera.

Allestita negli spazi della Bipielle Arte – all’interno del Centro Direzionale progettato da Renzo Piano – la mostra si presenta come un percorso attraverso tre decenni di lavoro: dalle prime serie fotografiche dedicate ai flussi urbani alle installazioni che interrogano la percezione dello spazio, fino ai più recenti paesaggi destrutturati e alle visioni di Fata Morgana, dove la natura si fa enigma e rivelazione.

Il percorso espositivo è pensato come un attraversamento: il visitatore attraversa opere che aprono varchi, sconfinamenti. Ogni lavoro mette in discussione la stabilità dell’immagine, invitando a ripensare la relazione tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di vedere.

Accompagna la mostra il catalogo Fatum Futura, pubblicato da Vanillaedizioni, che contiene i testi critici di Maria Laura Gelmini, Simona Bartolena e Giorgio Bonomi e un ampio apparato iconografico.

Crediti
La mostra è realizzata grazie alla collaborazione di:
Gruppo Scuola Galileo, Milano “Scuola professionale di lingua italiana”
Galleria Melesi, che segue il lavoro di Simona Uberto dal 2002
Associazione Culturale Rivoliduepuntozero, presieduta da Nicoletta Castellaneta
Gli Eroici Furori, diretta da Silvia Agliotti


Informazioni
Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo-Spazio Tiziano Zalli, Lodi
Orari: gio-ven 16:00–19:00; sab-dom 10:00-13:00 e 16:00-19:00 (ingresso libero)

Ufficio stampa
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
press.eventiecomunicazione@gmail.com
Da Emanuela Filippi / Eventi e Comunicazione <press.eventiecomunicazione@gmail.com>

Mamababa presenta ‘Blues Hotel’, un concept album tra blues, teatro e umanità sospese

Vite che si incrociano, si consumano e si riflettono l’una nell’altra come in un albergo di passaggio: Blues Hotel è il nuovo album di MamaBaba, in uscita venerdì 23 gennaio su tutte le piattaforme digitali e in vinile, un concept che affonda le radici nel blues e nella tradizione cantautorale italiana per raccontare, senza filtri, un’umanità fragile e autentica.

MAMABABA PRESENTA ‘BLUES HOTEL’, UN CONCEPT ALBUM TRA BLUES, TEATRO E UMANITÀ SOSPESE

Venerdì 23 Gennaio è uscito su tutte le piattaforme digitali e in vinile ‘Blues Hotel’, il nuovo album di MamaBaba, artista e cantante e tra le più autorevoli del panorama musicale italiano, distribuito da Ingrooves (Virgin Music Group), prodotto da Lotus Music Production e promosso dall’ufficio stampa A-Z Press.

Blues Hotel è un concept album in cui le storie si muovono come una bobina magnetica: avanti e indietro nel tempo, tra rimandi, echi e vite che si sfiorano e si intrecciano come in uno spettacolo teatrale.

I protagonisti di Blues Hotel – nel solco della grande tradizione narrativa cara a Fabrizio De André – non esistono mai in modo isolato, ma si riflettono l’uno nell’altro, consciamente o inconsciamente. 

Sono figure tormentate e disilluse, talvolta opportuniste o strumentalizzate, alla costante ricerca di attenzioni, segnate da curiosità e mistero, ma anche da una forte determinazione. Un affresco di un’umanità fragile e autentica, raccontata senza filtri, che prende forma traccia dopo traccia.

Musicalmente, il disco affonda le radici negli stilemi del blues e nella cultura afroamericana, aprendosi a suggestioni soul e in una dimensione di pop “colto”. La scrittura in lingua italiana rende l’opera immediata e accessibile, permettendo a un pubblico ampio di coglierne ogni sfumatura narrativa ed emotiva.

Blues Hotel è un viaggio sonoro e umanoda ascoltare come si leggerebbe un romanzo.

Blues Hotel’ è un concept album popolato da personaggi simbolici che si muovono all’interno di un albergo-mondo, metafora delle vite che si incrociano e si consumano.

Il Gatto funge da guida silenziosa, una sorta di Virgilio che introduce l’ascoltatore all’interno dell’hotel. La Prostituta (Ehi) è una figura disillusa e predatoria, capace di sfruttare gli uomini senza legami emotivi, ma segnata dalla paura dell’invecchiamento e dell’oblio. L’Uomo d’Affari, ritratto ironico del successo metropolitano, inizia a scorgere il vuoto dietro l’apparenza del denaro e dei doveri che lo soffocano.

Accanto a loro, il Barista osserva tutto senza giudicare, entrando e uscendo dalle stanze come un fantasma consapevole. Il Barbone rappresenta l’approdo finale: l’abbandono delle ambizioni mondane e la lucida osservazione di un’umanità che si crede potente, ma è solo di passaggio.

Dietro Il Portiere si nasconde il vero padrone dell’hotel, figura cinica che accetta il denaro senza fare domande. Le stanze diventano così metafora della vita, regolata da un’unica legge: non lasciare tracce, o il prezzo da pagare aumenterà.

L’album si chiude con Blues Hotel, bonus track e brano da cui ha preso forma l’intero progetto, qui riarrangiato per creare un’atmosfera più intima e vissuta.

MamaBaba è un’artista poliedrica dal repertorio che spazia dal pop al blues e al jazz, sostenuto da una voce potente e graffiante.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi concorsi musicali, ottenendo diversi riconoscimenti, e nel 2025 partecipa a The Voice Senior su Rai 1.

Nel 2023 pubblica il suo primo inedito, ‘Blues Hotel’, realizzato in collaborazione con il produttore musicale Piermatteo Carattoni, seguito da ‘A Blues Story’.

Da questo progetto nasce uno spettacolo teatrale-musicale: un recital contro il femminicidio, che unisce musica e impegno sociale.

Nel 2024 esce l’album ‘Sguardo ad Oriente’, con il quale esplora e promuove un nuovo universo sonoro avvicinandosi al pop cinese. 


Instagram: www.instagram.com/mamababa_official
Facebook: www.facebook.com/MamaBaba.artist
YouTube: www.youtube.com/@MamaBabaBlues
Spotify: https://open.spotify.com/
Email: info@lotusmusicproduction.it


Ufficio Stampa A-Z Press
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Da A-Z Press <info@a-zpress.com>

Mostra collettiva agli Eroici Furori – Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 abbiamo il piacere di presentare a Gli Eroici Furori ON EDGE, una mostra collettiva a cura di Silvia Agliotti e Paola Martino. In questa occasione Gli Eroici Furori diventano uno spazio in cui lo sport viene sottratto alla retorica dell’evento per essere osservato da vicino, nella sua dimensione più esposta.

Group Show
ON EDGE
 
a cura di Silvia Agliotti e Paola Martino
 
In galleria testo di Paola Martino
3 – 15 Febbraio 2026
Opening: 3 Febbraio ore 18.00
 
Orari: mar/sab 15,30 – 19
mattina su appuntamento

Gli eroici furori
Via Melzo, 30 – Porta Venezia, Milano 

La mostra non racconta le competizioni né celebra le imprese, ma si concentra su ciò che nello sport accade prima e oltre il risultato: il corpo mentre si misura con il limite, il gesto nel momento in cui è ancora instabile, aperto, non risolto. Talvolta il segno ispirato al logo della manifestazione internazionale: ricordiamo che l’intreccio dei cinque cerchi olimpici simboleggia l’unione dei cinque continenti abitati – Africa, Americhe, Asia, Europa, Oceania – e la fratellanza tra gli atleti di tutto il mondo uniti dallo spirito olimpico che risponde a una terra ideale che non ha né confini né discriminazioni. Una terra di pace. L’incontro e la collaborazione tra i popoli.

L’esposizione non separa Olimpiadi e Paralimpiadi, infatti “ciò che accomuna le pratiche sportive è il rapporto con l’ambiente, con il rischio, con il limite. È in questo spazio condiviso che il corpo smette di essere classificabile e diventa esperienza” – scrive Paola Martino nel testo presente in galleria.

In mostra a Gli eroici furori un immaginario di un luogo in cui il movimento non è spettacolarizzato in funzione di un risultato, piuttosto rende manifesta una tensione, un luogo dell’anima che racconta di un corpo quando è messo alla prova, dei segni che lascia e delle derive che restano.

Gli artisti che partecipano alla mostra hanno età e modi espressivi differenti, spaziando dalla pittura alla scultura alla fotografia all’istallazione, anche utilizzando l’AI.

ALESSANDRO BAFFIGI, STEFANO BANFI, PAKI PAOLA BERNARDI, FELIPE CARDENA, PAOLO CASSARÀ, FRANCESCO DE MOLFETTA, PINO DI GENNARO, ELEONORA FEDERICO, SILVIA GAFFURINI, ALESSANDRO GRIMOLDIEU, GABRIELLA KURUVILLA, CRISTIANA PALANDRI, FABRIZIO POZZOLI, TIZIANA PRIORI, SOFIA SAMAR, L. MIKELLE STANDBRIDGE, KAZUTO TAKEGAMI, ROCCO TANICA, SIMONA UBERTO.


GLI EROICI FURORI ARTE CONTEMPORANEA  – VIA MELZO 30 – MILANO
TEL 347 8023868
silvia.agliotti@furori.itwww.furori.it
Da Paola Martino <p.martino66@gmail.com>

Nuovo accordo tra Gruppo Matches e l’Ente del Turismo Cinese in Italia

Il nuovo anno si apre per Gruppo Matches con un’altra, importante, collaborazione, sempre nell’ambito delle relazioni tra l’Italia e la Cina: l’accordo per la gestione della comunicazione dell’Ente del Turismo Cinese in Italia. Con questa partnership l’agenzia consolida il suo ruolo di ponte strategico e culturale tra i due Paesi, facilitando il dialogo e lo scambio turistico tra i due mondi. Gruppo Matches si occuperà di sviluppare la nuova strategia di comunicazione, attraverso la realizzazione di contenuti Social/Digital per i canali Instagram, Facebook, TikTok, YouTube ed X.

Gruppo Matches stringe un accordo per la comunicazione
con l’Ente del Turismo Cinese in Italia e apre una sede a Pechino 

Si consolida il posizionamento dell’agenzia nel mercato cinese

Una collaborazione che mancava

Il 7 gennaio scorso Gruppo Matches, con il suo Ceo Andrea Cicini, ha firmato un accordo annuale per la Comunicazione con l’Ente del Turismo Cinese in Italia. L’obiettivo è promuovere presso i possibili viaggiatori italiani l’immagine della Cina, tra cultura e curiosità, implementando la comunicazione sull'”Impero Celeste” attraverso la diffusione capillare di notizie e contenuti rappresentativi riguardanti la bellezza della Cina in tutti i suoi aspetti. “Parliamo di un Paese ancora poco conosciuto, ricco di cultura e paesaggi magnifici, un’esplosione di colori, sapori e saperi, che pochi conoscono realmente. Dopo tredici anni di vita in Cina, posso confermare che attraversarla oggi è una delle esperienze più straordinarie. Uno spaccato, tra tradizioni millenarie e un futuro prossimo già presente, che ti arricchisce l’anima e ti fa tornare sognatore. Fiero ed onorato che l’Ente del Turismo Cinese in Italia ci abbia scelto per questa nuova grande ed avvincente avventura“, è il commento di Andrea Cicini.

Una nuova sede strategica
Contemporanea all’accordo anche l’apertura di un ufficio dell’agenzia Gruppo Matches a Pechino – che va ad affiancarsi alle attuali sedi di Roma, Aosta, Cagliari, Hong Kong e Treviso –, coordinato come Responsabile da Edoardo Gagliardi, in Cina da circa venti anni con esperienza in produzioni audiovisive e musicali, Digital Marketing & Social Media con Warner Music China, e tanto altro nel mondo dell’industria culturale e della comunicazione. L’obiettivo dell’apertura della nuova sede di Pechino sarà non solo quello di supportare la sede centrale di Gruppo Matches a Roma nella promozione della Cina con una comunicazione d’impatto, ma soprattutto quello di offrire a clienti italiani l’opportunità di aprire e gestire contenuti nei canali social nel mercato cinese, realizzando strategie verticali ad hoc. “Sono molto contento di poter affiancare Andrea Cicini e il team di Gruppo Matches per costruire insieme nuovi canali di dialogo tra la Cina e l’Italia, in entrambe le direzioni. In un mondo sempre più diviso trovare nuove occasioni di comunicazione reale è quanto di più necessario, e una sfida che siamo sicuri porterà valore ai futuri partner di entrambi i Paesi” afferma Edoardo Gagliardi.

L’accordo per la comunicazione avviene a poca distanza da un altro recente accordo di cooperazione tra i due Paesi, favorito a livello strategico da Gruppo Matches, quello tra XINHUA, l’agenzia di stampa nazionale cinese fondata nel 1931 con sede centrale a Pechino, e ITALPRESS, due agenzie egualmente prestigiose a livello internazionale. Andrea Cicini è infatti molto legato alla Cina, Paese dove ha mosso i primi passi professionalmente e con il quale l’agenzia da lui fondata collabora attivamente da anni.


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Diana Daneluz
Media / Press Office   
 
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com>

FEAT HOUSE a Torino: Max Ferrigno BadGirls – Finissage 3 febbraio

In occasione della conclusione dell’esposizione torinese BadGirls, non curata da Laura Milani, il 3 febbraio 2026 alle ore 19:30 si terrà il finissage della mostra con uno speciale evento performativo che diventa occasione di incontro tra pubblico, artisti, curatori e operatori culturali. Questo momento conclusivo rappresenta non solo la chiusura di un ciclo espositivo, ma anche un’occasione di riflessione sull’impatto del lavoro di Ferrigno nel panorama dell’arte contemporanea italiana.

Max Ferrigno BadGirls – Finissage: martedì 3 febbraio,
FEAT HOUSE a Torino (Via Giacosa, 15)
Torino il 3 febbraio 2026

Per l’occasione sarà infatti proposta una pièce teatrale interpretata dall’attrice palermitana Manuela Tuzzolino, che con un monologo originale scritto da da Giuseppe Castelli, racconterà la visione dell’artista sulla figura di Rosalia, prima del percorso mistico che la porterà alla santità, quando ancora portava il nome di Rosalia Sinibaldi. La stessa Tuzzolino, musa di Ferrigno, ha posato per il ciclo di lavori Sinibaldi,divenendone parte integrante e ispiratrice.

Da sempre affascinato dalla figura storica e simbolica di Rosalia, Ferrigno in questo corpus di lavori abbandona la precedente visione pop, approdando ad una rappresentazione più intima e raffinata, in linea con il suo nuovo percorso creativo: il suo linguaggio si apre oggi a contaminazioni liberty, in un equilibrio tra memoria, femminilità e sacralità. La mostra, iniziata il 28 novembre 2025, propone una serie di opere incentrate sulla figura femminile contemporanea: donne ribelli, autonome e iconiche, ritratte in un linguaggio visivo esplosivo che fonde cinema, fumetto e narrazione pittorica intensa. 


Dettagli e modalità di partecipazione:
ore 19:00 apertura finissage
 
accredito con link :  https://luma.com/finissage_BadGirls?locale=it
Per informazioni e materiali stampa:
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
pressoffice.raffaelladechirico@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it

Elena Bettarini Gallery Manager
bettarinielena@gmail.com

Alessio Morganti Journalist/PressOfficer 
alessio.mrg@hotmail.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it> 

Performing oltre l’evento tra laboratori, residenze e nuove opere in divenire

Concluso il fitto programma di eventi che ha animato Catanzaro nell’annualità 2025, Performing prosegue come piattaforma di ricerca e produzione artistica permanente, mentre è già in fase di preparazione l’edizione 2026 del festival. La prima edizione del festival itinerante delle arti performative contemporanee, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca e il coinvolgimento di undici istituzioni AFAM e universitarie, si sposta ora dalla dimensione dell’evento a quella del processo. Laboratori, residenze e co-progettazioni trasformano Catanzaro in un centro attivo di sperimentazione, attraversato da artistə, curatori e ricercatori italiani e internazionali. I progetti in corso confluiranno in una fase di restituzione pubblica tra febbraio e marzo 2026, con mostre, installazioni, opere video e azioni collettive.

PERFORMING
Ricerca, produzione, restituzione. Performing continua oltre l’evento tra laboratori, residenze e nuove opere in divenire.

Tra i lavori in sviluppo, Luana Perilli conclude Cantalamissa, progetto nato da pratiche di cammino e ascolto con comunità dell’Appennino centrale, che intreccia ecologia, mito e memoria collettiva in una restituzione installativa. Fabio Sandri, con Spazio Tempo Corpo (a cura di Luca Panaro), rilegge la fotografia off-camera attraverso un dialogo internazionale tra studenti italiani e svedesi, in collaborazione con l’Università di Göteborg. Simone Bergantini porta a compimento Landscapes for Ghosts, indagine su identità e solitudine digitale che si articola in un corpus fotografico e una video-installazione a due canali, realizzata anche grazie alla collaborazione con EASDA di Alicante.

Al centro di una ricerca corale si colloca Ruinate: Donne Ribelli di Elena Bellantoni, progetto che affonda nelle tradizioni magiche e popolari calabresi per interrogare le forme contemporanee di resistenza femminile ai poteri patriarcali e mafiosi. In dialogo con la designer Karisia Paponi ed Emilio Leo, il lavoro darà vita ad abiti-scultura e a un’opera video ambientata nei calanchi di Crotone, con una parte di produzione anche all’estero. È in fase di realizzazione anche Lucky Girl di Matilde De Feo, video-abbecedario performativo ispirato a Tomaso Binga, in cui parola, corpo e paesaggio si fondono in una riscrittura poetica e politica dello stereotipo femminile.

Con queste traiettorie, Performing si consolida come laboratorio artistico diffuso e transnazionale. La restituzione del 2026 non sarà un punto di arrivo, ma una nuova soglia: un momento di condivisione pubblica dei processi in atto e l’avvio di ulteriori possibilità di ricerca, attivazione e trasformazione.


CONTATTI
www.prmgfestival.com 
www.instagram.com/prmg_festival 
linktr.ee/prmg 

UFFICIO STAMPA
Daccapo Comunicazione
info@daccapocomunicazione.it
Marcello Farno / Ester Apa
Da Daccapo Comunicazione <info@daccapocomunicazione.it> 

Roma, Hyunnart Studio: Virginia Carbonelli “Spazi interni”

Il 31 gennaio 2026, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Virginia Carbonelli, artista romana specializzata in calcografia e tecniche di stampa tradizionale e sperimentale.

Virginia Carbonelli
Spazi interni
 
testo di
Simona Pandolfi
 
31 gennaio – 7 marzo 2026
 
Inaugurazione sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00
 
Hyunnart Studio, viale Manzoni 85-87, Roma 00185

Le incisioni in mostra sono paesaggi onirici, mappe di immagini nutrite dalla mutazione emotiva dell’artista, in grado di intraprendere imprevedibili percorsi, come negli eleganti tratteggi delineati su matrici di rame o nelle sperimentazioni segniche su polimetacrilato.
Siamo di fronte a un alfabeto grafico astratto in continuo rinnovamento, dove i segni solcano un’infinità di altri segni (punti, linee e tracciati multiformi), che hanno origine dalle esperienze e dai luoghi vissuti filtrati dalla memoria dell’artista.

Insieme ai lavori calcografici e ai monotipi, l’artista presenta per la prima volta una serie di xilografie intitolata “Spazi interni”. In questo caso verranno esposte sia le stampe sia le matrici incise che le hanno generate.  

Nelle xilografie, le «linee tracciate sulla superficie lignea rimarcano le venature e le potenzialità espressive dell’elemento naturale, rievocando il vitalismo dell’universo femminile, inteso come femminile interiore … Si palesano anche graffi, crepe, ferite, che non sono lacerazioni da rimarginare, ma cave da esplorare. Lo scavo del legno diventa metafora del profondo. Eppure, nelle opere non prevale mai il senso del dramma, forse la vena malinconica dell’artista che riflette sulla natura e sull’esistenza».

Conclude il percorso espositivo un’opera site-specific ideata su sollecitazione dell’artista Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio.


Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: pdicapua57@gmail.com
Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com>

Capitale italiana della Cultura 2028, Catania in finale

Catania entra ufficialmente tra le 10 città finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028: un risultato che riconosce il grande lavoro di rete e rafforza una visione di città che sceglie la cultura come leva di crescita, coesione e futuro.

CATANIA CONTINUA E VA IN FINALE: AUDIZIONI AL MIC IL 26 E 27 FEBBRAIO 2026

Le città finaliste – Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia – saranno convocate per le audizioni pubbliche, in programma giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 presso la Sala Spadolini della sede del ministero della Cultura. Ogni città candidata avrà l’opportunità di presentare nel dettaglio il proprio dossier e rispondere alle domande della Giuria: 60 minuti complessivi, di cui 30 minuti dedicati alla presentazione del progetto e 30 minuti per una sessione di domande da parte della Giuria.

Come previsto dal bando, le audizioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della Cultura, per garantire la massima trasparenza e partecipazione.

La proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2028 avverrà entro il 27 marzo 2026. Alla città vincitrice il ministero della Cultura assegnerà un contributo di 1 milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative e degli obiettivi delineati nel dossier di candidatura.

«Un altro passo verso il traguardo, frutto del lavoro generoso e qualificato dei tanti che sostengono questo percorso di crescita della città di Catania», commenta il sindaco di Catania Enrico Trantino. Catania prosegue così il proprio percorso con un progetto che valorizza identità, energie creative e capacità di fare rete: «I punti di forza della nostra candidatura sono la partecipazione ampia della città – con oltre il 75% delle proposte nate dalla “città diffusa” – e l’avvio di un Piano partecipato della cultura con orizzonte 2038, capace di generare un vero e proprio patto tra istituzioni, associazioni, università, imprese e comunità cittadina», afferma Paolo Dalla Sega (PTS, società consulente di Catania 2028 con MeltingPro).


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Grande successo per Rodney Smith a Palazzo Roverella

Sta registrando un successo straordinario di pubblico e di critica la grande mostra monografica dedicata a Rodney Smith, in corso a Palazzo Roverella, che per la prima volta in Italia celebra l’opera di uno dei più raffinati e sorprendenti fotografi del Novecento. Un risultato tutt’altro che scontato per un autore che, fino a pochi mesi fa, era pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano, ma che oggi si sta imponendo come una vera e propria rivelazione.

RODNEY SMITH
Fotografia tra reale e surreale
Rovigo, Palazzo Roverella
4 ottobre 2025 – 1 febbraio 2026

Rodney Smith a Palazzo Roverella: il successo inatteso di un maestro riscoperto

L’ampia retrospettiva, che presenta oltre cento opere, ha rapidamente conquistato visitatori, addetti ai lavori e critica specializzata, grazie a un percorso espositivo capace di restituire tutta la forza poetica e l’originalità dello sguardo di Smith. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il supporto di Intesa Sanpaolo e prodotta da Silvana Editoriale, la mostra – curata da Anne Morin – si è rivelata uno degli appuntamenti culturali più apprezzati della stagione espositiva.

Il pubblico italiano sta scoprendo un autore dalla cifra stilistica inconfondibile: fotografie eleganti e rigorose, percorse da un’ironia sottile e surreale, che ha spesso richiamato alla mente l’universo di René Magritte. Le iconiche immagini in bianco e nero di Smith, realizzate esclusivamente con pellicola e luce naturale, senza alcun intervento di postproduzione, colpiscono per la perfezione formale e la cura artigianale, restituendo mondi sospesi, visionari, ricchi di sorprese e contraddizioni.

Allievo di Walker Evans e influenzato da maestri come Ansel AdamsHenri Cartier-BressonMargaret Bourke-White e W. Eugene Smith, Rodney Smith ha avuto una carriera internazionale di primo piano, con lavori pubblicati su testate quali TIMEThe New York TimesWall Street Journal e Vanity Fair, oltre a importanti collaborazioni nel mondo della moda con brand come Ralph LaurenNeiman Marcus e Bergdorf Goodman. Eppure, nonostante questo prestigioso percorso, il suo nome era rimasto ai margini del panorama espositivo italiano: una lacuna che Palazzo Roverella sta colmando con esiti sorprendenti.

La mostra è articolata in sei sezioni tematiche – La divina proporzione, Gravità, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo, la luce e la permanenza, Passaggi – e accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nel pensiero e nella sensibilità di Smith. Un percorso che sta affascinando per la sua capacità di parlare a pubblici diversi, dagli appassionati di fotografia ai visitatori meno esperti, tutti accomunati da una risposta emotiva intensa e immediata.

Uomo colto, studioso di teologia e filosofia, Rodney Smith ha sempre concepito la fotografia come strumento di indagine esistenziale. Definendosi un “ansioso solitario”, trovava nell’atto fotografico un modo per “riconciliare il quotidiano con l’ideale”, trasformando l’osservazione del mondo in partecipazione attiva. Le sue immagini, cariche di humour, grazia e ottimismo, mettono ordine nel caos e invitano a uno sguardo più attento e gentile sulla realtà.

Come sottolinea la curatrice Anne Morin, ogni fotografia di Smith è “un tentativo sempre nuovo di ricreare un’armonia divina”, un’immagine eterea ed estatica capace di sedurre lo sguardo per la raffinatezza delle forme, la sobrietà narrativa e il silenzio che le attraversa. Un linguaggio visivo che trova sorprendenti affinità anche con il cinema, da Alfred Hitchcock a Wes Anderson, fino alle grandi figure del cinema muto come Buster Keaton e Charlie Chaplin.

Il successo di pubblico e di critica conferma così la forza universale dell’opera di Rodney Smith e la capacità della mostra di parlare a un pubblico ampio e trasversale. C’è tempo fino al 1° febbraio 2026 per visitare l’esposizione a Palazzo Roverella e lasciarsi affascinare dall’universo poetico di questo raffinato autore.


Info:
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Venezia: BLUE GALLERY presenta la mostra di Patricia Mearini APOCHROME

Dal 31 gennaio al 1 marzo 2026  la Blue Gallery presenta Apochrome, una mostra di Patricia Mearini che segna un momento inedito nella programmazione dello spazio. Un progetto che affronta apertamente una delle questioni più radicali e rimosse del nostro presente: la possibilità dell’Apocalisse e, in particolare, lo spettro della distruzione atomica.

APOCHROME
Personale di Patricia Mearini 
a cura di Silvio Pasqualini

31.01.>03.03.2026 

Inaugurazione 31 gennaio 2026 h.18

Blue Gallery 
Sestiere Dorsoduro 3061, Venezia

La mostra nasce da una riflessione urgente sullo stato della società contemporanea, apparentemente distratta, immersa in una quotidianità fatta di consumo, intrattenimento e rimozione del rischio. In questo scenario, la guerra atomica appare come una minaccia silenziosa, capace di colpire indistintamente, e proprio per questo bisognosa di essere riportata al centro dello sguardo.

Apochrome non è un progetto didascalico né militante in senso stretto. È, prima di tutto, un’operazione estetica che si innesta su una tradizione precisa: quella della Pop Art, e in particolare sull’eredità di Andy Warhol e della sua idea di ripetizione come strumento di lettura della realtà. Warhol sosteneva che gli eventi diventano davvero comprensibili solo quando si ripetono, quando si trasformano in immagini iconiche, consumabili, condivise.

Seguendo questa linea, Patricia Mearini realizza sette immagini di bombe atomiche, ispirate agli ordigni sganciati su Hiroshima e Nagasaki: immagini ormai entrate nell’immaginario collettivo, quasi “accademiche”, che l’artista estrapola, filtra e rielabora attraverso il colore, trasformandole in icone contemporanee. La bomba diventa così una Marilyn, un Mao, una Campbell Soup: un’immagine seriale, potente, disturbante, resa oggetto di consumo visivo.

Le opere non sono serigrafie, ma stampe fotografiche, declinate in diverse tonalità cromatiche, basate sull’uso dei colori primari e di forti contrasti. Il colore, in Apochrome, non è decorazione ma detonatore emotivo. L’Apocalisse non può essere monocroma: coinvolge tutti i sensi, genera reazioni molteplici, chiama in causa la percezione e la coscienza di chi guarda.

La ripetizione diventa il vero dispositivo concettuale della mostra: ripetizione dell’immagine, del gesto, del segno. Una lezione che attraversa non solo la storia dell’arte, ma anche quella della musica, da Bach fino alle strutture minimaliste contemporanee. Qui, la reiterazione non anestetizza: al contrario, amplifica il messaggio, lo rende ineludibile.

Con Apochrome, la Blue Gallery si trasforma in una vera e propria scena teatrale: sette bombe, sette colori, sette possibilità di reazione. Una provocazione che è anche una suggestione. La vetrina diventa un richiamo, un “attenzione!” rivolto ai passanti, un urlo silenzioso che interrompe il flusso distratto della città, come una sirena o come L’urlo di Munch esposto sulla strada.

L’obiettivo della mostra è chiaro: sensibilizzare, risvegliare, generare consapevolezza. L’opera viene “gettata” davanti allo spettatore, che è chiamato a scegliere se restare passivo o interrogarsi, se accettare l’oblio o immaginare una possibilità di salvezza.

In questo senso, Apochrome riafferma una visione dell’arte come strumento di realtà: un’arte che osserva, denuncia, anticipa. Un’arte di trincea, capace di puntare il mirino sul presente. Perché, come suggerisce la mostra, il futuro dell’arte – e forse del mondo – dipende da ciò che l’uomo sarà disposto a meritare

Patricia Mearini nasce ad Arezzo nel 1975 ed è un’artista e scrittrice dallo spirito nomade.
La sua ricerca intreccia parola, immagine e materia come strumenti di memoria e denuncia, dando forma a ciò che viene escluso, silenziato o normalizzato.

Nel 2017 presenta a Milano, presso Galleria Statuto 13, la mostra personale “Animali addomesticati”, un progetto in cui realizza opere di forte impatto visivo e concettuale, affrontando temi legati al controllo, alla violenza e alla costruzione dell’identità. In questo contesto si colloca anche una forte interpretazione della sua opera ALZHEIMER.

Nel marzo 2025 partecipa alla collettiva “Sfumature femminili” a Genova, presentando opere di forte identità come LILITH, dedicata alla ribellione e al non allineamento ai sistemi che impongono uniformità, e SAIU, un lavoro sospeso sulla solitudine umana nel contesto Giapponese.

Nel maggio 2025 tiene a Castiglion Fiorentino la mostra personale “Geografia al femminile”, un percorso che attraversa storia, mito e presente, in cui il femminile diventa spazio di esperienza, memoria e relazione.

WEBSITE www.patriciam.it
INSTAGRAM @patricia.mearini


BLUE GALLERY

Minuscola e orgogliosamente indipendente è situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull’apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d’arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il  blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare.

INSTAGRAM @bluegalleryvenice 


ORARI DI VISITA

Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568
Blue Gallery, Rio terà Canal –  S. Margherita, Dorsoduro 3061, Venezia

OPENING 31 gennaio 2026  ore 18

Contatti Stampa CRISTINA GATTI PRESS & PR | press@cristinagatti.it
Da Cristina Gatti – Press & P.R. – Venezia <press@cristinagatti.it>