Dai 34 architetti iscritti al primo Albo del 1956 all’attuale organizzazione professionale, settant’anni di trasformazioni territoriali, culturali e istituzionali. Domenica 11 ottobre 2026, a Catania, protagonisti di diverse stagioni dell’Ordine e della Fondazione si ritrovano per ricostruire una memoria collettiva e discutere le nuove responsabilità dell’architettura.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania – I PRESS <ipress@onclusivenews.com> .
Il 18 giugno 1956, a Catania, nasceva un Ordine professionale autonomo degli architetti. Il primo Albo, approvato nel luglio dello stesso anno, comprendeva appena 34 iscritti. Settant’anni dopo, quella decisione viene ricordata come l’inizio di un percorso istituzionale che ha accompagnato le trasformazioni dell’architettura, della professione e del territorio della Sicilia orientale.
L’anniversario sarà celebrato domenica 11 ottobre 2026, alle ore 18.30, al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania, insieme a un secondo traguardo: i vent’anni della Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania. Un doppio appuntamento che riunirà presidenti, ex presidenti e rappresentanti di diverse generazioni professionali, chiamati a ripercorrere le vicende dell’istituzione e a confrontarsi sulle prospettive future.
La storia dell’Ordine catanese comincia con una scelta organizzativa precisa. Fino al 1956, ingegneri e architetti condividevano un Albo professionale misto. La separazione consentì agli architetti di costituire una propria struttura di rappresentanza, riconoscendo una specifica identità professionale e una maggiore autonomia istituzionale.
A guidare questa fase fu Raffaele Leone, fondatore e primo presidente dell’Ordine. Il suo compito non riguardava soltanto la costituzione del nuovo organismo, ma anche la definizione del suo ambito territoriale. Occorreva infatti evitare che gli architetti della Sicilia orientale confluissero in un unico Ordine regionale con sede a Palermo, garantendo invece una rappresentanza più vicina alle realtà professionali locali.
La soluzione adottata attribuì a Catania un ruolo di riferimento per un territorio molto più esteso di quello provinciale. Per diversi anni, l’Ordine rappresentò anche gli architetti delle province di Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa, accompagnando successivamente il processo che avrebbe portato alla costituzione degli Ordini autonomi nelle rispettive province.

Questa origine sovraprovinciale costituisce uno degli aspetti più significativi della vicenda istituzionale catanese. La nascita dell’Ordine non rispondeva soltanto all’esigenza di separare due categorie professionali, ma contribuiva a organizzare la rappresentanza degli architetti in una parte importante della Sicilia, in una fase nella quale l’assetto territoriale degli organismi professionali era ancora in evoluzione.
Dalla rappresentanza professionale alla cultura del progetto
Nei settant’anni successivi, l’Ordine ha attraversato stagioni differenti, accompagnando i cambiamenti urbanistici, sociali e professionali che hanno interessato Catania e il territorio etneo. Presidenti e Consigli si sono succeduti nella gestione dell’istituzione, mentre il ruolo dell’architetto si confrontava con esigenze e responsabilità progressivamente mutate.
La celebrazione dell’anniversario intende ricostruire questo percorso attraverso le testimonianze di chi ha partecipato direttamente alla vita dell’Ordine. Documenti, immagini e ricordi contribuiranno a restituire una storia collettiva nella quale le vicende professionali si intrecciano con quelle della città e delle comunità locali.
Accanto all’attuale presidente Alessandro Amaro interverranno alcuni protagonisti delle precedenti stagioni istituzionali. Maurizio Spina ricorderà il periodo legato alla presidenza di Antonio Licciardello, mentre gli ex presidenti Luigi Longhitano, Giuseppe Scannella, Sebastian Carlo Greco e Veronica Leone ripercorreranno le rispettive esperienze.
La successione di queste testimonianze consentirà di osservare l’evoluzione dell’Ordine attraverso punti di vista differenti, mettendo in relazione le scelte compiute nelle diverse fasi della sua attività con le trasformazioni del contesto professionale.
I vent’anni della Fondazione: formazione, ricerca e rapporto con la società
Il secondo anniversario riguarda la Fondazione dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania, istituita vent’anni fa per sviluppare e rafforzare le attività culturali, formative e di ricerca connesse alla professione.
La Fondazione rappresenta un percorso parallelo e complementare a quello dell’Ordine. Mentre quest’ultimo svolge le proprie funzioni istituzionali di rappresentanza professionale, la Fondazione contribuisce alla produzione e alla diffusione della cultura architettonica, promuovendo occasioni di approfondimento e di confronto tra architetti e società.
La sua attività ha progressivamente ampliato il significato della presenza istituzionale degli architetti sul territorio, affiancando alle funzioni ordinistiche iniziative dedicate alla formazione, alla ricerca e alla conoscenza del progetto.
Anche la storia della Fondazione sarà ricostruita attraverso le testimonianze di chi ne ha accompagnato lo sviluppo. Accanto all’attuale presidente Melania Guarrera, interverrà Filippo Nasca, che ricorderà gli anni legati alla presidenza di Antonio Licciardello. Adelaide Longhitano ripercorrerà invece la stagione di Carlotta Reitano, mentre Paola Pennisi ed Eleonora Bonanno contribuiranno a ricostruire le successive esperienze.
La serata, moderata dalla giornalista Assia La Rosa, vedrà inoltre la partecipazione del sindaco di Catania Enrico Trantino.
Una memoria professionale rivolta al futuro
L’incontro alle Ciminiere è concepito come un’occasione di confronto tra generazioni che hanno vissuto momenti differenti della professione. Il racconto delle origini e delle successive trasformazioni istituzionali si accompagnerà a una riflessione sulle responsabilità che attendono gli architetti nei prossimi anni.
Le questioni ambientali, sociali e tecnologiche costituiscono oggi altrettanti ambiti nei quali la cultura del progetto è chiamata a misurarsi con nuove esigenze. La trasformazione delle città e dei territori richiede infatti competenze capaci di interpretare i cambiamenti e di rispondere alle necessità delle comunità.
È su questo rapporto tra memoria e prospettiva che si concentra il significato del doppio anniversario. I settant’anni dell’Ordine e i vent’anni della Fondazione offrono l’opportunità di ricostruire una vicenda istituzionale che, a partire da un Albo di 34 professionisti, ha contribuito a definire la presenza organizzata degli architetti nella Sicilia orientale.
Il percorso iniziato nel 1956 viene così riletto attraverso le persone che ne hanno assunto la responsabilità, le attività sviluppate nel tempo e il rapporto con un territorio sottoposto a continue trasformazioni.
La celebrazione si svolgerà domenica 11 ottobre, alle ore 18.30, al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania. Sarà un incontro dedicato alla storia dell’istituzione, ma anche alle domande che riguardano il futuro della professione: quale ruolo attribuire all’architetto, come affrontare le trasformazioni urbane e territoriali e quale contributo la cultura del progetto potrà offrire alle comunità nei prossimi decenni.






























