Sala Espositiva Comunale, Teramo: personale di Alice Ruggieri “SIGNA. Oltre la materia”

Domenica 8 febbraio 2026 alle ore 18,00, l’Associazione Teramo Nostra presenta la mostra personale SIGNA: oltre la materia di Alice Ruggieri a cura di Roberta Melasecca. In esposizione una serie di opere, appartenenti all’ultimo ciclo di produzione dell’artista, incentrata sul valore e significato del segno pittorico. 

Il progetto si avvale del patrocinio del Comune di Teramo. Durante la serata inaugurale, si svolgerà una performance musicale a cura di Federico Di Luciano al violino e di Claudia Pomponi al pianoforte.

Mostra personale
Alice Ruggieri
SIGNA: oltre la materia

Inaugurazione 8 febbraio 2026 ore 18.00
Sala Espositiva Comunale – Teramo

Come scrive la curatrice, «In un momento storico inimmaginabile, come questo in cui ora viviamo, ci domandiamo a cosa serva l’arte. Io me lo chiedo ogni giorno, ogni momento in cui l’arte è il motivo fondante che muove i miei passi, le mie azioni, essendo l’oggetto e il soggetto del mio lavoro e della mia vita. Di fronte alle tragedie internazionali a cui, inermi, assistiamo sperimentando solo un profondo senso di impotenza, e inettitudine, l’arte arriva e si mostra per quello che è: realtà viva, pulsante, attiva, un reale che non profetizza, non idealizza, non costruisce immagini alternative. L’arte è invece lo strumento della “soglia”, per rispondere alla liquidità del tempo, per riparare le ferite, per guardare nel fondo di noi, quello più oscuro ma per questo anche quello più luminoso, per offrire un piccolo seme. 

In un momento storico inimmaginabile sappiamo a cosa serve l’arte. Lo sappiamo tutte le volte in cui decidiamo di proporre un qualsiasi progetto culturale e donarlo fuori di noi, unico modo perché esso prenda sostanza, unico modo per non sentire le nostre mani vuote e inutili. Alice Ruggieri torna all’arte dopo un lungo percorso di vita personale e lavorativa e torna non solo per una necessità intima e introspettiva. Alice conosce la potenza immaginifica della creazione e come essa possa costituire quel seme che costruisce il bene collettivo. Conosce il potere del guardare verso e attraverso. Come scrive il filosofo Federico Ferrari, guardare, avere uno sguardo, significa realizzare il reale, dargli esistenza ogni volta di nuovo. Lo sguardo di Alice è dentro le cose, nella materia che plasma con mani e strumenti, e le immagini che realizza rivelano un oltre corporeo che supera l’orizzonte del visibile. I gesti, i segni tracciati sulla tela, nello stesso istante in cui danno presenza alla realtà, la traghettano verso un significante immerso nella vita e nel pensiero. 

Alice Ruggieri solleva lo sguardo dentro e su di sé e lo tramuta in superficie, in corposità della forma, in squarcio di paste e colori: è una mutua relazione, tra l’artista e la creazione, che amplifica e moltiplica. Non nega gli andamenti dello spirito, non annulla il ciclo di un’esistenza in divenire, non appiana i tormenti e i desideri, non pacifica i processi inevitabili di dolore e amore ma li rende “raccontabili”, li trasforma in narrazioni di anime. In ogni lavoro, Alice infonde un’energia dialettica che modifica e rinnova: espone le diverse figurazioni alla vista dell’altro, desiderando che si attivi quel contatto tra fruitore ed opera che chiude il procedimento iniziato con il guardare dentro e sotto le pieghe: e così l’opera, al contatto con l’occhio che la osserva, si auto-afferma, mentre l’osservatore completa l’opera stessa e lo “sguardo dell’opera” definisce chi la guarda.

È un viaggio, un percorso di riconciliazione fiduciosa che si espande tra linee in rilievo, sferzate di magma e distese campiture. È una “poetica dello sguardo” che permette molteplici punti di intersezione, per ri-connettere le azioni reciproche, ri-contestualizzare le tracce sommerse e singolari, esterne e collettive, in una dimensione che rende più precisi i contorni dell’invisibile.

Dipingere è necessità, liberazione, catarsi. Assecondo gli impulsi del mio profondo, scorgo bagliori di luce nel buio che mi acceca. Il colore, mezzo liberatorio terapeutico. Il tumulto delle note affiora dalla materia danzando tra forza e dramma. Il segno, espressione concreta di ciò che mi abita. Istinto, passione, dolore, tutto emerge dalla materia. Indago disperatamente nei miei abissi per trovare un senso. Affogo nello smeraldo, tocco il fondo, torno al grembo, rinasco.»

Alice Ruggieri nasce nel 1980 a Teramo, dove vive e opera. Nel 20004 si diploma all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila con una tesi sperimentale in Tecniche dell’incisione. Lavora da molti anni come graphic designer. Durante il periodo accademico a L’Aquila, anni di studi sul gesto e il segno da esso lasciato l’hanno portata a diverse sperimentazioni, dalle incisioni, alla pittura, al materico. Tra le ultime esposizioni: 2024, Partecipazione a FABEREXTE Festival Internazionale di Pittura – Extemporamnia 2024; 2025, Partecipazione a MUSIKEXTE Festival Internazionale di Pittura – Extemporamnia 2025; 2025 Mostra personale a Ripattoni Arte – Ripattoni (TE); 2025 Esposizione Villa Comunale – Roseto degli Abruzzi (TE); 2025 Presentazione opera “Riflessi spezzati” – Biblioteca M. Delfico (TE) per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; 2025, Proiezione videoclip ed esposizione dell’opera Riflessi spezzati in occasione dell’incontro Violenza domestica e Orfani di femminicidio – Smeraldo Cinema (TE). 


ALICE RUGGIERI
SIGNA: oltre la materia
A cura di Roberta Melasecca
Promosso da Teramo Nostra
Con il patrocinio del Comune di Teramo
 
Inaugurazione 8 febbraio 2026 ore 18.00
Fino al 21 febbraio 2026
Orari: dal lunedì al venerdì 17.00 – 20.00; sabato e domenica 10.00 – 12.30 / 17.00 – 20.00 – Ingresso libero.
 
Sala Espositiva Comunale
Via Nicola Palma 16 – Teramo
 
Per informazioni
roberta.melasecca@gmail.com
Da Roberta Melasecca <info@melaseccapressoffice.it>

A Siracusa Samothrace integra innovazione e tutela del patrimonio culturale

L’integrazione tra tecnologie avanzate, scienze dei materiali, digitalizzazione e competenze umanistiche si conferma una leva strategica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. È questo il principale messaggio emerso da “From Past to Future: Cultural Heritage Powered by Technology”, l’evento promosso da Samothrace e svoltosi il 29 e 30 gennaio 2026 presso Palazzo Vermexio a Siracusa, che ha riunito istituzioni, università, centri di ricerca e imprese attorno alle nuove frontiere dell’innovazione applicata ai beni culturali.

TECNOLOGIE AVANZATE, SCIENZE UMANE E INNOVAZIONE DIGITALE: A SIRACUSA SAMOTHRACE TRACCIA IL FUTURO DEL PATRIMONIO CULTURALE

L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo delle attività del Pillar Cultural Heritage dell’ecosistema Samothrace, confermandone la visione: sviluppare materiali, dispositivi e protocolli scientifici ad alta precisione per la conservazione, il monitoraggio, la fruizione e l’accessibilità del patrimonio culturale, secondo un approccio interdisciplinare e orientato al trasferimento tecnologico. L’evento ha evidenziato come l’innovazione scientifica e tecnologica rappresenti oggi un elemento imprescindibile per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio. Le attività presentate hanno affrontato temi chiave quali la diagnostica non invasiva, la digitalizzazione e ricostruzione 3D, la sensoristica per il monitoraggio microclimatico e strutturale, l’intelligenza artificiale e le tecnologie immersive per una fruizione più accessibile e inclusiva. Particolare rilievo assume lo sviluppo di procedure scientificamente validate, potenzialmente applicabili a certificazioni di autenticità e protocolli di intervento, in grado di supportare le istituzioni nella gestione del patrimonio. 

Per i saluti istituzionali sono intervenuti Francesco Italia (sindaco di Siracusa), Salvatore Baglio (presidente Fondazione Samothrace), Fausto Carmelo Nigrelli (presidente Struttura Didattica Speciale di Architettura e Patrimonio Culturale di Siracusa), Anna Maria Gueli (Università degli Studi di Catania) e Delia Chillura Martino (Università degli Studi di Palermo).

«Siracusa, con i suoi oltre 2750 anni di storia, vive compiutamente e quotidianamente questo rapporto tra conservazione, tutela e valorizzazione, tra tradizione e innovazione – ha dichiarato il sindaco aretuseo – L’idea che un gruppo così ampio di ricercatori, di studiosi, di stakeholders stia insieme e produca un risultato al termine di questo lungo percorso è per la città da un lato motivo d’orgoglio e dall’altro motivo di curioso interesse verso dei risultati che, sicuramente, contribuiranno ulteriormente ad arricchire il bagaglio delle nostre conoscenze, proprio nella chiave di valorizzare lo straordinario patrimonio di cui disponiamo». «Il patrimonio culturale rappresenta un sistema complesso che richiede oggi strumenti scientifici affidabili, tecnologie avanzate e una visione condivisa tra ricerca, istituzioni e imprese – ha dichiarato Salvatore Baglio – Con il Pillar Cultural Heritage abbiamo dimostrato come l’integrazione tra scienze umane e tecnologie possa generare soluzioni concrete, capaci di migliorare la conoscenza, la tutela e la fruizione del patrimonio, creando al contempo nuove opportunità di sviluppo e innovazione per i territori». 

Nel corso delle due giornate sono stati presentati risultati di ricerca e soluzioni applicative che spaziano dalla ricostruzione e digitalizzazione 3D alla realtà virtuale e aumentata, dall’intelligenza artificiale alla sensoristica per il monitoraggio microclimatico e strutturale, fino a metodologie avanzate di diagnostica non invasiva e a strumenti per una fruizione inclusiva. Le sessioni di pitch, le presentazioni orali e le demo hanno evidenziato un elevato livello di maturità tecnologica e un concreto potenziale di adozione da parte di istituzioni e operatori del settore culturale e turistico. «La tappa di Siracusa è fondamentale per il progetto – hanno dichiarato Anna Maria Gueli e Delia Chillura Martino – In questo contesto, che ha dato importanza all’applicazione delle tecnologie, delle procedure, dei dispositivi nel campo dei beni culturali, non potevamo non venire qui a Siracusa a restituire al territorio tutto quello che abbiamo sviluppato e realizzato nel progetto, pronti ad applicarlo anche in altri siti, partendo da Siracusa».

Un ruolo centrale è stato svolto dalle due tavole rotonde istituzionali, che hanno favorito un confronto diretto tra decisori pubblici, operatori culturali ed esperti. La tavola rotonda “Technology and Heritage for a Sustainable Future” ha approfondito il contributo della tecnologia alla sostenibilità e all’accessibilità del patrimonio, mentre “Institutions at the Crossroads of Tradition and Technology” ha messo in evidenza il ruolo delle istituzioni nel governare la trasformazione digitale, bilanciando tutela, valorizzazione e innovazione. 

«La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale sommerso è determinante. Oggi siamo nella fase in cui è necessario iniziare a immaginare e quindi progettare quelle che possono essere tutte le procedure di tutela materica, cioè tutte quelle tecniche che possono consentirci la tutela del reperto direttamente in sito – ha dichiarato Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare – Non dimentichiamo che la Convenzione Unesco del 2001 ha deciso che tutto il patrimonio culturale sommerso, per quanto possibile, deve rimanere in acqua». «Dobbiamo affidarci alla tecnologia affinché che questo immenso patrimonio venga trasmesso alle generazioni future – ha affermato Antonino Lutri, Soprintendente BB. CC. Siracusa – Il tema è importante perché le tecnologie possono aiutarci sia dal punto di vista della tutela che della valorizzazione». «Siamo interessati alle nuove tecnologie applicate ai beni culturali perché le nostre collezioni e credo tutto il patrimonio culturale italiano hanno bisogno di continue attenzioni per la tutela e per la valorizzazione – ha dichiarato Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – Le scansioni 3D e la digitalizzazione sono ormai delle tappe fondamentali per valorizzare e tutelare ancora di più il nostro patrimonio culturale. L’idea di avere una gestione controllata e moderna ci fa essere molto attenti alle nuove tecnologie». 


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“Comunicare le Istituzioni”: un Premio per i giovani comunicatori di oggi, in ricordo di Mauro Bologna

FERPI, FERPI Triveneto e la famiglia di Mauro Bologna, intendono con questo Premio ricordare il noto giornalista e comunicatore valorizzando i giovani talenti della comunicazione pubblica, neolaureate e neolaureati che abbiano concluso un percorso di laurea magistrale o di master post lauream. 

Un Premio per i più giovani comunicatori di oggi, in memoria di un grande comunicatore di ieri, Mauro Bologna: “Comunicare le Istituzioni”
 
Nell’ambito della XII Edizione di InspiringPR.
Candidature entro il 16 aprile 2026

«Lavoro, lavoro, lavoro. Ora tutto ruota intorno al portare lavoro al sud» Con questa dichiarazione di Mario Bologna, si concludeva un lungo articolo pubblicato dal The Wall Street Journal (12.06.1998) dedicato a Napoli, dal titolo Busy Hands: A `Miracle’ in Naples Could Rain Blessings On Southern Italy. Morto improvvisamente a 76 anni, il comunicatore istituzionale Mario Bologna è stato lo storico portavoce di Antonio Bassolino, sia da sindaco di Napoli sia poi quale presidente della giunta regionale della Campania.  Da giornalista, Bologna aveva incominciato a muovere i primi passi al quotidiano L’Unità, come corrispondente da Caserta, città dove viveva e dove negli anni ’70 aveva ripreso da direttore le pubblicazioni della Gazzetta di Caserta, storico foglio locale votato al dibattito pubblico e alla riflessione critica. La perdita prematura del suo unico figlio Raffaele e poi di sua moglie, Giovanna Abbate, figura di spicco delle battaglie sindacali in Campania, lo hanno segnato profondamente, minando l’energia con cui era solito combattere le sue intelligenti battaglie di civiltà, senza tuttavia rinunciarvi, ma con un approccio più discreto. Attraverso il suo operato, Mario Bologna ha dimostrato come la comunicazione sia un elemento centrale di servizio alle Istituzioni e di responsabilità verso la collettività, affiancando alla precisione nella ricostruzione dei fatti una prospettiva critica volta a stimolare una riflessione sugli eventi più ampia e consapevole.

Il Premio “Comunicare le Istituzioni”, promosso da FERPI e da FERPI Triveneto insieme alla famiglia di Mario Bologna nell’ambito della XII edizione di InspiringPR-Festival delle Relazioni Pubbliche, che sì terrà a Venezia, sabato 16 maggio, è stato istituito con molteplici obiettivi. Il primo, naturalmente, ricordare la figura di Mario Bologna, valorizzando il ruolo strategico della comunicazione istituzionale, trasmettendo alle nuove generazioni i valori di professionalità e competenza che hanno contraddistinto la sua carriera. Poi, per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di affrontare questa professione con serietà e responsabilità, strumenti culturali, competenze tecniche adeguate e capacità di interpretare il cambiamento, cogliendo le sfide della contemporaneità. Infine, ma non per importanza, per valorizzare i percorsi formativi universitari che concorrono a formare giovani professionisti in un ambito di importanza strategica per le Istituzioni. Qui il link al bando e sotto le informazioni principali:

InspiringPR | “Comunicare le Istituzioni” in memoria di Mario Bologna

A chi è rivolto
Il Premio è rivolto a neolaureate e neolaureati che abbiano concluso un percorso di laurea magistrale o di master post lauream ed è dedicato a un’innovativa tesi di laurea o a un project work con particolare riferimento alla comunicazione pubblica, discussi dal 1° maggio 2025 al 1° aprile 2026.

La Giuria del premio

La Giuria è formata dal Presidente di FERPI Filippo Nani, dalla Delegata di FERPI Triveneto Ada Sinigalia, dal Direttore scientifico del FERPILab Vincenzo Manfredi, dal Presidente del Comitato Scientifico di InspiringPR Massimo Bustreo, dalla Consigliera nazionale FERPI con Delega alla comunicazione Federica Zar, e da Olga Bologna, nipote di Mario Bologna.

Il premio
Il lavoro premiato si aggiudicherà un premio di 2.000,00 euro dalla famiglia di Mario Bologna e un riconoscimento da FERPI e FERPI Triveneto.

La premiazione

La premiazione avrà luogo durante la XII edizione di InspiringPR, che si terrà a Venezia alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, sabato 16 maggio 2026.

Come partecipare
Per partecipare al premio è necessario inviare seguente materiale:
• una copia digitale (pdf) della tesi
• un breve abstract (1 cartella di testo)
• voto conseguito
• riferimenti completi di contatto
entro e non oltre il 16 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: premiostudio@inspiringpr.it


Media Relations FERPI
Diana Daneluz
Mail: mediarelationferpi@gmail.com
Da Ferpi Media Relations <mediarelationferpi@gmail.com>

Bologna: Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Artiste in dialogo con la tecnologia

Nell’ambito di un percorso formativo di educazione all’immagine, trenta studentesse del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna reinterpretano le collezioni del Museo del Patrimonio Industriale con opere artistiche e fotografiche, esplorando il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale, un tema di fondamentale importanza per capire il mondo in cui viviamo.

Settore Musei Civici Bologna | Museo del Patrimonio Industriale

Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia
A cura di Virginia Farina e Simone Martinetto

7 febbraio – 1 marzo 2026
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna
www.museibologna.it/patrimonioindustriale

Mostra ideata da Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo del Patrimonio Industriale
In collaborazione con Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”, Bologna
Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026

Apertura sabato 7 febbraio 2026 ore 14.00

Dal 7 febbraio al 1 marzo 2026 il Museo del Patrimonio Industriale del Settore Musei Civici del Comune di Bologna è lieto di presentare la mostra Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con latecnologia, a cura di Virginia Farina Simone Martinetto, nata da una collaborazione con il Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”di Bologna.
Il progetto è nato attorno ad un interrogativo: “che cosa resta del processo creativo e della capacità tutta umana di immaginare e reinventare la realtà di fronte alla potenza generativa dell’Intelligenza Artificiale?”.

La mostra, aperta da sabato 7 febbraio 2026 alle ore 14.00, rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026, il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera

Il progetto trae origine da un innovativo percorso didattico e artistico che ha visto trenta studentesse del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna confrontarsi con le potenzialità e i limiti delle nuove tecnologie. Coordinate dal fotografo Simone Martinetto, le giovani autrici hanno esplorato le collezioni del Museo del Patrimonio Industriale per indagare la complessa relazione che intercorre tra l’automatismo dell’algoritmo e la profondità del gesto creativo umano.
In un’epoca dominata da sintesi digitali generate tramite semplici prompt – spesso indistinguibili dal lavoro dell’uomo – il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile e ambiguo. Le giovani artiste hanno accettato la sfida di instaurare un dialogo con la macchina, reinterpretando le collezioni museali in chiave inedita.

L’approccio è stato sperimentale: le studentesse hanno tradotto i temi cardine del Museo – dal patrimonio industriale alla tecnologia, dal lavoro all’innovazione – in parole chiave per il software Midjourney, programma di intelligenza artificiale che crea immagini a partire da descrizioni testuali. Questi output digitali non costituiscono però il traguardo finale, bensì un “contrappunto” visivo: è da questo confronto dialettico che sono scaturite le opere fotografiche e artistiche presenti in mostra, capaci di riappropriarsi della centralità del gesto creativo attraverso l’esperienza e l’intuizione umana.
Il risultato è un dialogo visivo che supera la pura sensazione estetica per interrogarsi sul significato insostituibile della creatività. Se da un lato l’Intelligenza Artificiale eccelle nell’analisi sistematica e nella rapidità, dall’altro manca di intuizione e costruzione di senso, spesso generando stereotipi basati su modelli statistici. La mostra evidenzia come la creatività umana – fatta di esperienza, cultura, empatia e imperfezione – rimanga unica. L’IA viene qui riletta non come antagonista, ma come uno strumento che, se gestito con consapevolezza, può supportare l’immaginazione.

Il progetto sottolinea anche l’importanza di educare alla creatività in un mondo tecnologico. Il percorso evidenzia che la creatività non è solo intuizione o esclusiva prerogativa dell’ambito artistico, ma è una competenza che richiede impegno, gestione dell’errore e confronto critico. Le studentesse si sono messe in gioco con passione, trasformando idee ed emozioni in immagini, in un’operazione che pone in dialogo scuola e museo, arte e scienza, manualità e tecnica.

Sono esposte in museo le trenta fotografie scattate e rielaborate dalle giovani artiste in risposta alle immagini realizzate dall’IA, insieme ai loro appunti e agli schizzi realizzati durante la visita alle collezioni. Vengono proiettati, inoltre, i loro lavori atema tecnologia e un filmato che racconta la sperimentazione e il processo didattico-creativo di questo progetto.

Sabato 7 e 14 febbraio 2026 dalle ore 14.00 alle 18.00 sono previste attività di mediazione culturale. Gli operatori del Museo del Patrimonio Industriale – riconoscibili dalla spilletta con il simbolo “Chiedimi” – accolgono i visitatori negli spazi della mostra Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia. L’attività prevede la visione del filmato di backstage e delle fotografie realizzate dalle giovani artiste, spesso accompagnate tra brevi testi che restituiscono la loro visione sul tema. Così si sviluppa una riflessione originale sulla relazione uomo-macchina e sul ruolo della creatività come elemento fondante non solo della cultura artistica o umanistica, ma anche di quella tecnico-scientifica.  

Crediti

Ideazione e progettazione
Annalisa Bugini, Virginia Farina, Maura Grandi, Simone Martinetto, Miriam Masini, Alessio Zoeddu

Referente didattico
Simone Martinetto

Allieve del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”, Bologna
Amira Bedri, Alice Bencivenni, Chiara Bertozzi, Margherita Bozzoli, Brunelli, Calico, Cati, Emma Cavara, Eleonora Cocchi, Aina Corsini, Chiara Cruciano, Margherita Curti, Eleonora Desiderio, Shpresa Dervishi, Bianca di Francia, Sofia Di Giovanni, Giada Ferrara, Laura Garcea, Cecilia Grandi, Marta Guiduzzi, Mei Ling Hu, Federica Maurizzi, Sofia Murabito, Gaia Neretti, Francesca Peirano, Sara Rappini, Sara Sacco, Sara Stecchetti, Sara Valentino, Eleonora Urbani

Coordinamento
Monica Avellino (docente Discipline Pittoriche)
Con la collaborazione di Sara Spazzini (segreteria Dipartimento indirizzo Figurativo Pittura), Vittoria Gabriella Salamone (responsabile Laboratorio di Incisione, indirizzo Figurativo Plastico Pittorico), Margherita Gobbi (dirigente scolastica)

Documentazione
Arianna Minelli (fotografie)
Leonardo Peruzzi con la collaborazione di Alessandro Calcagnini (video)

Museo del Patrimonio Industriale
Collocato nella suggestiva sede di una fornace da laterizi del XIX secolo, il Museo del Patrimonio Industriale studia e racconta la storia economico produttiva di Bologna e del suo territorio dal tardo Medioevo ai giorni nostri.
Il percorso espositivo si apre con la ricostruzione dell’organizzazione produttiva dell’antica “Città dell’acqua e della seta” che ha visto Bologna – tra i secoli XV e XVIII – esportare filati e veli di seta in tutto il mondo occidentale, grazie alla capacità di governare un complesso sistema idraulico artificiale. Questa supremazia produttiva entra in crisi alla fine del secolo XVIII quando la Rivoluzione Industriale costringe ad aggiornare saperi e organizzazione del lavoro.
La città è costretta a riprogettare il proprio futuro, puntando sulla formazione tecnica come elemento strategico di rinnovamento: nel corso del XIX secolo si afferma, così, l’Istituto Tecnico Aldini Valeriani. Da questa scelta, oltre che dall’esistenza di fattori economici, organizzativi, logistici e amministrativi favorevoli, scaturisce la ripresa produttiva della città nella seconda metà dell’Ottocento che porterà un secolo dopo all’affermazione dell’attuale distretto produttivo. Bologna si configura oggi come un centro all’avanguardia nel campo dell’automazione industriale. La ricchezza e la complessità del distretto viene ricostruita attraverso le sue principali articolazioni produttive: le macchine da pasta, la motoristica e la meccanica.
Il Museo collabora costantemente con aziende, enti e istituzioni per promuovere una riflessione sulla trasformazione industriale avvenuta nel territorio bolognese; attiva mostre, iniziative e progetti sulla memoria del lavoro e promuove la valorizzazione della cultura tecnica attraverso laboratori, visite guidate ed esperienze di carattere tecnologico e digitale.


Mostra
Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia

A cura di
Virginia Farina e Simone Martinetto

Sede
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna

Periodo di apertura
7 febbraio – 1 marzo 2026

Apertura
Sabato 7 febbraio 2026 ore 14.00

Orari di apertura
Giovedì, venerdì ore 9.00 – 13.00
Sabato, domenica, festivi ore 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì, martedì, mercoledì

Ingresso
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale giovani tra 19 e 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura
In occasione di ART CITY Bologna (5 – 8 febbraio 2026) gratuito possessori qualunque tipologia di biglietto Arte Fiera

Informazioni
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 | 40131 Bologna
Tel. +39 051 6356611
museopat@comune.bologna.it
www.museibologna.it/patrimonioindustriale
Facebook: Museo del Patrimonio Industriale
Instagram: @museopat
YouTube: Museo del Patrimonio Industriale

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei

Elisabetta Severino | Tel. +39 051 6496658 | E. elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli | Tel. +39 051 2193469 | E. silvia.tonelli@comune.bologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>

Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali: il contributo del progetto “Women in love”

In occasione della Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili (6 febbraio), sancita dalle Nazioni Unite per contrastare questo crimine contro l’umanità, si terrà l’incontro voluto da Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Regione Lazio) e organizzato dall’Associazione di promozione sociale A.N.G.E.L.S aps chedal 2008 si occupa di diritti e cure mediche di donne e bambini/e.

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili sancita dalle Nazioni Unite,
prosegue il progetto artistico-culturale-umanitario di sensibilizzazione “Women in love” di Benedetta Paravia

Evento di anticipazione fissato presso We Gil – Spazio Culturale della Regione Lazio in Roma
giovedì 5 Febbraio ore 11 – (Largo Ascianghi, 5 Roma Trastevere) ingresso libero.

Durante l’incontro si parlerà del progetto “Women in love” di Benedetta Paravia che sensibilizza l’opinione pubblica per contribuire a porre fine a questa violenza perpetrata nel mondo su bambine e giovani donne e, in clandestinità, anche in Italia, nonostante il divieto costituzionale e di una legge.

Per continuare a dare voce alle vittime, le quali spesso restano mute, l’artista filantropa Paravia ha scelto di ritrarre il linguaggio trionfante della natura: l’estasi orgasmica femminile contro il crimine aberrante della violenza che toglie dignità alle donne. Ecco dunque realizzata la terza serie di Women in Love: dopo “Forza della Natura” e “Icone di Luce” è la volta di “Suoni d’Amore”.

Queste opere di video art rappresentano quindi la tempra della donna che alcune “culture” temono, tanto da volerla recidere e tagliare fisicamente.

Grazie alla vendita delle video opere NFT e al supporto di raccolta fondi della associazione, A.N.G.E.L.S. aps assiste gratuitamente le vittime di questo crimine, restituendo loro la dignità attraverso un percorso con psicologi specializzati e interventi chirurgici di ricostruzione, ad opera della Prof.ssa Aurora Almadori.

All’incontro si discuterà con personalità del mondo istituzionale, culturale, giuridico, sociale di questo crimine. Interverranno oltre a Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità),  il Sen. Maurizio Gasparri (Capogruppo Senatori Forza Italia – Senato della Repubblica), l’On. Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione – Camera dei Deputati), la Sen. Cinzia Pellegrino (Membro Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani – Senato della Repubblica), la Prof.ssa Anita Cadavid (Direttrice – Istituto di Studi Superiori sulla Donna), la Prof.ssa Paola Balducci (Avvocato e Docente di Procedura Penale – LUISS), Giorgio Amendola (C.E.O. Imago Casting e co-produttore di “Suoni d’Amore” di WIL). A moderare sarà Benedetta Paravia, Creatrice del progetto.

Le stime nel mondo: Secondo le stime più recenti disponibili a livello nazionale, aggiornate al 2025 e confermate nel 2026, in Italia tra il 15% e il 24% delle bambine e ragazze minorenni provenienti da Paesi in cui si praticano le MGF risulta potenzialmente a rischio, su una popolazione stimata di oltre 76.000 minori.

Sono quasi 300 milioni le donne nel mondo che convivono con una delle mutilazioni esistenti e quattro milioni le bambine che ogni anno rischiano di subirne una.

Nel Lazio vivono oltre 54.000 persone provenienti da questi Paesi, con una concentrazione significativa nell’area metropolitana di Roma, rendendo la Regione uno dei territori prioritari per interventi di prevenzione strutturata e precoce. Legge 9 gennaio 2006, n. 7 — “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”-

Il ruolo diA.N.G.E.L.S. Associazione del progetto Women in Love (www.womeninlove.it) in questo contesto, assume un valore strategico l’azione guidata da Paravia (@benedettaparavia), da anni impegnata a livello nazionale e internazionale nella lotta contro alcuni crimini e diritti umani. Attraverso l’arte restituisce dignità alle donne mutilate e opera su più livelli: intercettazione delle famiglie e delle ragazze già vittime di MGF, spesso escluse dai circuiti sanitari tradizionali; supporto psicologico e preparazione alla chirurgia; sensibilizzazione culturale e sociale, attraverso conferenze e linguaggio artistico, per rompere il silenzio e il tabù; collaborazione con istituzioni, ASL e ospedali, favorendo una rete di fiducia tra comunità, operatori sanitari e territorio.

Il progetto contro il crimine delle MGF già patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Città di Venezia, è stato premiato presso la Camera dei Lords a Londra (2022) con il trofeo Orion Star come miglior progetto per l’empowerment femminile. Presentato ed esposto per la prima volta a palazzo Bembo nel Dicembre dello stesso anno, alla presenza della Giunta comunale di Venezia.


Melina Cavallaro – Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma
Da melina cavallaro free trade <melina@freetrade.it

Sapienza Università di Roma: ETICHE PER L’IA

Il Convegno SIpEIA 2026 “Etiche per l’IA: sfide, opportunità e prospettive umano-centriche” si terrà lunedì 2 e martedì 3 febbraio 2026 a Roma, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza (Piazzale Aldo Moro, 5).  L’incontro, con il Patrocinio di AIxIA – Associazione Italiana per Intelligenza Artificiale, è promosso dall’Associazione SIpEIA guidata da Tiziana Catarci, che dal 2020 si confronta con i problemi etici legati allo sviluppo dell’IA, concentrandosi in particolare sugli aspetti normativi e sociali e sulle policy. Per iscrizioniIscrizione Convegno SIpEIA.

Opportunità dell’Intelligenza Artificiale in una prospettiva umano-centrica:
al via lunedì a Roma il Convegno internazionale SIpEIA 2026
 
Alla Sapienza Università di Roma il confronto su Etiche per l’IA

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo in cui prendiamo decisioni, ci informiamo e partecipiamo alla vita collettiva. L’appuntamento internazionale affronterà diverse questioni, alcune davvero cruciali nel dibattito pubblico. Tre i fronti su cui si gioca la possibilità concreta di costruire sistemi di IA che possano rafforzare, anziché indebolire, la nostra capacità di partecipare, decidere insieme e mantenere vivo il respiro democratico delle nostre società.

Una prima questione riguarda chi controlla davvero l’IAOggi i sistemi più potenti sono nelle mani di poche grandi aziende e di alcuni Stati, creando uno squilibrio che rischia di concentrare il potere decisionale lontano dai cittadiniUn’alternativa ci sarebbe, quella di immaginare regole condivise dove le comunità locali, le istituzioni pubbliche e la società civile abbiano voce in capitolo su come questi strumenti vengono progettati e utilizzati. L’idea è semplice quanto rivoluzionariarendere la governance dell’IA un processo aperto, dove le scelte tecniche non siano imposte dall’alto ma negoziate democraticamente, tenendo conto dei bisogni reali delle persone e dei territori. Si tratta dunque di riscoprire e rivalutare il ruolo delle persone nell’IA, per parafrasare il titolo del keynote speech che il prof. Daniel Innerarity (AI and Democracy Chair – EUI) terrà in apertura della seconda giornata del Convegno.

La seconda questione tocca il cuore della nostra vita in società: come si formano l’opinione pubblica e il dibattito collettivo. I social media e i motori di ricerca basati sull’IA non si limitano a mostrarci contenuti, ma decidono quali notizie vediamo, quali voci ascoltiamo, quali temi entrano nell’agenda pubblica. Questo crea “bolle informative” dove il dibattito si impoverisce. Eppure, l’IA potrebbe fare l’opposto: aiutarci a scoprire prospettive diverse, rendere visibili voci marginalizzate, ampliare anziché restringere lo spazio del confronto. Serve però che questi sistemi siano trasparenti e che mantengano uno spazio per il dissenso e la pluralità.

Una terza questione, non meno importante, riguarda la nostra autonomia di pensiero. Quando chiediamo consiglio a un sistema di IA su questioni morali, quando accettiamo senza verificare le informazioni che ci fornisce, quando lasciamo che algoritmi decidano cosa è vero o giusto, rischiamo di delegare la nostra capacità criticaIl punto non è rifiutare questi strumenti, ma progettarli (e utilizzarli) in modo che ci aiutino a pensare meglio, non al posto nostro. Un’IA che ammette i propri limiti, che ci invita a verificare, che preserva il diritto al dubbio e alla riflessione personale può diventare un’alleata preziosa per cittadini consapevoli.

Tra i temi cruciali anche quello dell’uso dell’IA quando non è necessario o appropriato. La diffusione della Generative AI in ambito lavorativo, educativo e giuridico mostra come spesso l’adozione sia guidata da conformismo tecnologico più che da bisogni reali. Senza formazione adeguata, questi strumenti possono ridurre l’autonomia cognitiva e impoverire le competenze critiche. Usare l’IA “perché si può” non coincide con usarla “perché si deve”. Ripensare l’innovazione significa quindi anche riconoscere il valore del non-uso.

Ad animare il confronto nelle due giornate romane alcuni tra i massimi esperti della materia. Tra i keynote speaker confermati, infatti, troviamo: Sanmay Das (Virginia Tech), Daniel Innerarity (AI and Democracy Chair – EUI), Monsignor Vincenzo Paglia (Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita), Francesca Rossi (IBM Fellow and Global Leader for Responsible AI and Governance) e Mariarosaria Taddeo (Oxford Internet Institute,University of Oxford).


Media Duemila |Media partner dell’evento
Dott.ssa Sara Aquilani Redazione Media Duemila
e-mail: redazione@mediaduemila.com 
Da Osservatorio TuttiMedia <nostalgiadifuturo.tuttimedia@gmail.com>

Galleria Piano strada, L’Aquila: Mostra antologica Premio Sinestesie

Il giorno 7 febbraio 2026 alle ore 18.00, presso la Galleria Piano strada a L’Aquila, si inaugura Sinestesie: il racconto dei sensi, la mostra antologica delle opere vincitrici delle passate edizioni del Premio Sinestesie

Sinestesie: il racconto dei sensi

Mostra antologica delle opere vincitrici delle edizioni del Premio Sinestesie dal 2005 al 2025

Inaugurazione 7 febbraio 2026 ore 18.00
Galleria Piano strada
Via Tre Marie 32 – L’Aquila
Fino al 22 febbraio 2026

L’esposizione raccoglie tutte le opere che hanno saputo meglio interpretare i temi proposti nelle singole edizioni attraverso l’esperienza sinestetica, e racconta la storia del Premio attraverso una sezione documentaria con cataloghi, manifesti e video. La mostra rappresenta un importante riconoscimento per gli artisti che hanno contribuito a definire il panorama artistico contemporaneo costituendo, così, in attesa della realizzazione della quinta edizione del Premio del 2026, un’ulteriore proposta culturale che la città offre in occasione di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura

Istituito nel 2005 a L’Aquila dall’associazione di promozione sociale Fuoriscala, il Premio Sinestesie promuove le arti visive contemporanee attraverso la diffusione di un BANDO a tema, il lavoro di una GIURIA qualificata per la valutazione delle opere candidate, l’allestimento di una MOSTRA ragionata delle opere selezionate, la pubblicazione di un CATALOGO critico e l’assegnazione di PREMI pecuniari.

Il Premio è articolato in diverse sezioni multidisciplinari e gli artisti sono invitati ad indagare attraverso la sinestesia una tematica differente per ogni edizione, dalla percezione visiva del suono all’elaborazione fenomenica del sisma alla degustazione plurisensoriale del vino. La sinestesia è un fenomeno sensoriale che consiste nella percezione simultanea di due organi di senso attraverso la stimolazione di uno solo di questi: un suono, ad esempio, può evocare un colore, un sapore può produrre una sensazione tattile, un profumo richiamare un’immagine e così via, come fosse un ponte tra i sensi e diventare linguaggio di nuove possibilità espressive.

Il tema della V edizione ancora in corso (la partecipazione è aperta fino al 31 marzo), invita gli artisti ad esplorare il concetto scientifico e filosofico del MULTIVERSO per restituirlo ad una visione artistica e sensoriale. Ogni opera sarà chiamata ad esplorare come la sinestesia possa diventare il linguaggio che ci permette di viaggiare attraverso i mondi e di cogliere la loro essenza più profonda andando oltre la superficie, di toccare l’invisibile, di trasporre su un piano sensoriale e visivo l’infinito che abita nel multiverso e di permettere all’Arte di diventare il portale attraverso il quale scoprire l’inconcepibile.   

La natura multidisciplinare di questo evento ha consolidato nel tempo una rete di partenariato multiculturale e multidisciplinare: in questa quinta edizione, oltre che dal patrocinio del Comune dell’Aquila, Provincia dell’Aquila e Regione Abruzzo, il Premio Sinestesie è sostenuto dalla Fondazione MAXXI L’Aquila, Fondazione Carispaq, Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Scuola Nazionale del Cinema. 

Franco Bastianelli di Laurana, Fiorella Bologna, Noemi Caserta, Francesca Checchi, Riccardo Chiodi, Umberto Crisciotti, Laura Gianetti, Anna Iskra Donati, Ferruccio Maierna, Stefano Marzoli, Lorenzo Palmieri, Federica Ubertone, Roberta Vacca, Barbara Vitale.


INFO
 
Sinestesie: il racconto dei sensi
Mostra antologica delle opere vincitrici
delle edizioni del Premio Sinestesie dal 2005 al 2025

Inaugurazione 7 febbraio 2026 ore 18.00
Fino al 22 febbraio 2026
Orari
: tutti i giorni 10:00-13:00/16:00-20:00
Galleria Piano strada
Via Tre Marie 32 – L’Aquila
Ingresso libero

Premio Sinestesie
AssociazioneFuoriScala
info@premiosinestesie.it
www.premiosinestesie.it
www.facebook.com/PremioSinestesieV
www.instagram.com/premio_sinestesie/
 
Ufficio stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Milano, Galleria Raffaella De Chirico: “Sentimi” note finali sulla personale di Luigi Stoisa

Sentimi: note finali sulla personale di Luigi Stoisa
alla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
 
Mostra: 3 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026
Milano, Via Monte di Pietà 1A

Si conclude il 31 gennaio Sentimi, la mostra personale di Luigi Stoisa ospitata negli spazi della Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea di Milano. L’esposizione ha offerto al pubblico un’occasione di rilettura approfondita di una fase cruciale della ricerca dell’artista torinese, mettendo in dialogo opere storiche e nuclei emblematici della sua produzione.

Attivo dalla metà degli anni Ottanta, Stoisa fonda il proprio lavoro sul tema della trasformazione della materia, intesa come processo fisico, emotivo e temporale. In Sentimi il catrame emerge come elemento centrale della sua poetica: una sostanza viva, instabile, capace di assorbire e restituire tensioni, memoria e mutamento. Materia che non si limita a rivestire la superficie, ma che genera forma, spazio e linguaggio.

Il percorso espositivo ha riunito dipinti degli esordi, caratterizzati da superfici dense e vibranti, accompagnati da titoli di forte carica evocativa che aprono a una dimensione narrativa e sensibile. Il fulcro della mostra è stato dedicato alle opere in catrame della fine degli anni Ottanta, tra cui Ti sento lontana e Ti amavo tanto, lavori in cui la materia assume una presenza quasi corporea, reagendo e respirando nel dialogo con olio e carboncino. La prevalenza del nero è attraversata da minime accensioni cromatiche, che introducono una tensione visiva e simbolica legata ai temi della relazione, della distanza e dell’ascolto.

Nel corso dell’esposizione, Sentimi si è affermata come una chiave di lettura essenziale per comprendere l’evoluzione del linguaggio di Stoisa: una pittura che progressivamente si fa scultura, che abbandona la bidimensionalità per farsi profondità, campo di immersione nella materia. La scomparsa dell’immagine figurativa apre a una figurazione solo apparentemente astratta, generata dall’ingresso diretto nella sostanza e dal suo continuo mutamento cromatico.

Come sottolinea Luigi Stoisa:
«In quel periodo, in quella fase, guardavo fuori e mi guardavo dentro. Quello a cui miravo era far capire che la materia comanda rispetto all’operato dell’uomo. In questo caso l’uomo è piccolo, la materia più forte.»

La mostra si conclude come un’esperienza di ascolto e di immersione, in cui il tempo, il silenzio e la densità materica hanno guidato lo sguardo del visitatore, restituendo alla pittura una dimensione primaria e sensibile.

Raffaella De Chirico dichiara:
«Sentimi è stata una mostra capace di restituire alla materia la sua forza originaria e il suo potere evocativo. Il lavoro di Luigi Stoisa ha trasformato lo spazio della galleria in un luogo di esperienza profonda, dove il mutamento diventa linguaggio e la pittura si fa corpo, memoria e presenza. Questo percorso ha confermato la solidità e l’attualità della sua ricerca, rafforzando il desiderio della galleria di continuare a lavorare con l’artista su progetti strutturati, pensati per contesti nazionali e internazionali, in un dialogo che guarda con convinzione al futuro.»

LUIGI STOISA (Selvaggio di Giaveno, Torino, 1958) vive e lavora a Selvaggio di Giaveno (Torino). Inizia la sua attività artistica alla fine degli anni Settanta durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Torino, dove si diploma in Pittura. La sua ricerca si consolida negli anni Ottanta e si concentra sul tema del mutamento della materia, capace di trasformare forme e significati nel tempo. Il catrame, al centro del suo lavoro, diventa simbolo di metamorfosi continua.

Affascinato dai processi di trasformazione, Stoisa attraversa differenti linguaggi: dalla pittura alla scultura in terracotta e bronzo, dalle installazioni polimateriche al disegno, che considera l’origine di ogni idea. Debutta nel 1984 con una personale alla Galleria Tucci Russo di Torino, presentando Narciso, un’installazione realizzata con catrame e pittura, imponendosi da subito come una delle voci più originali della scena postmoderna italiana.


Per informazioni e materiali stampa:
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
pressoffice.raffaelladechirico@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it
 
Elena Bettarini Gallery Assistant
bettarinielena@gmail.com
 
Alessio Morganti Press Office
Alessio.mrg@hotmail.it
alessiomorganti@pecgiornalisti.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it>

Samothrace: tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile

Samothrace presenta l’evento “From Past to Future: Cultural Heritage Powered by Technology”, in programma il 29 e 30 gennaio 2026 presso Palazzo Vermexio a Siracusa, dedicato all’innovazione tecnologica applicata alla tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. L’iniziativa rappresenta l’evento conclusivo del Pillar Cultural Heritage dell’ecosistema Samothrace, che ha individuato nel patrimonio culturale uno degli ambiti strategici di intervento, con l’obiettivo di sviluppare materiali, dispositivi e protocolli avanzati per applicazioni nei settori dei beni culturali e del turismo sostenibile.

Samothrace a Siracusa: sintesi tra tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile

A Palazzo Vermexio due giorni di confronto tra ricerca, istituzioni e imprese

Durante le due giornate saranno presentati i risultati delle attività di ricerca e sviluppo condotte da università, centri di ricerca, imprese e partner pubblici e privati. Le tecnologie affrontate spaziano dalla digitalizzazione 3D, alla realtà virtuale e aumentata, dall’intelligenza artificiale alla sensoristica avanzata per il monitoraggio ambientale e strutturale, fino a sistemi innovativi per la diagnostica non invasiva e l’accessibilità inclusiva.

Il programma prevede pitch talk, presentazioni orali, sessioni demo e momenti di networking, oltre a due tavole rotonde istituzionali, dedicate al dialogo tra tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile.

La prima tavola rotonda, “Technology and Heritage for a Sustainable Future”, in programma il 29 gennaio, sarà moderata dalla giornalista Chiara Borzì (Italpress) e vedrà la partecipazione di Dario Cartabellotta, dirigente Generale del Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana; Luca Grasso, responsabile del Polo Tattile Multimediale di Catania; Bernadette Lo Bianco, presidente dell’Associazione Sicilia Turismo per TuttiFrancesco Mannino, presidente di Officine Culturali – Cooperativa SocialeFabrizio Mutarelli, Comandante dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Siracusa.

La seconda tavola rotonda, “Institutions at the Crossroads of Tradition and Technology”, prevista per il 30 gennaio, sarà moderata dalla giornalista Isabella Di Bartolo (La Repubblica) e coinvolgerà Felice Crescente, direttore del Parco Archeologico di Selinunte; Michelangelo Gruttadauria, presidente del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo – Heritage; Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare; Antonino Lutri, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa; Federica Santagati, Delegata SIMUA dell’Università di Catania; Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

L’evento si inserisce nel percorso di Samothrace volto a favorire l’integrazione tra scienze umane, scienze esatte e tecnologie, secondo un approccio di living lab orientato al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione dei risultati verso il mercato e la società.

La partecipazione è aperta a istituzioni, aziende, professionisti del settore dei beni culturali, ricercatori e stakeholder interessati ai temi dell’innovazione applicata al patrimonio culturale.


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Una residenza nel cuore delle Dolomiti – Scadenza del concorso 21 marzo 2026

Il Comune di San Pietro di Cadore (BL), in partenariato con l’Associazione Clematis Cultura, promuove la I edizione del Concorso Fotografico e Residenza Artistica “SCENARI. Volti e luoghi della Natura”, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio e mettere in risalto il patrimonio naturale, artistico e culturale delle sue frazioni: San Pietro, Costalta, Valle, Presenaio, Mare e Val Visdende.

CONCORSO FOTOGRAFICO
SCENARI. Volti e luoghi della Natura
Residenza artistica, Mostre e Premi acquisizione
rivolti a professionisti, emergenti e studenti accademie

 
Scadenza partecipazione 21 marzo 2026

La partecipazione al concorso, che prevede una residenza artistica, mostre collettive e un premio acquisizione, è gratuitaIl concorso è aperto a fotografi/artisti/autori over 35, fotografi/artisti/autori under 35 e studenti under 35 iscritti ai corsi di diploma di secondo livello delle Accademie di Belle Arti, ISIA, IED o altre scuole di alta formazione riconosciute. 

La Commissione selezionerà su base curriculare e artistica due fotografi/artisti/autori over 35 e un fotografo/artista/autore/studente under 35, i quali parteciperanno dal 23 al 26 giugno 2026 alla residenza artistica a San Pietro di Cadore. L’esperienza immersiva produrrà un confronto autentico con persone e luoghi, tra memorie, tradizioni e atmosfere del paesaggio dolomitico naturale e antropizzato, che verrà restituito dai partecipanti attraverso un corpus di 6-8 fotografie originali, che coglieranno aspetti poetici e vibranti, corrispondenti al tema del concorso.

La Commissione è composta da Angela Madesani – storica dell’arte e curatrice indipendente, Presidente di commissione; Marco Ceraglia – fotografo artista; Paolo Dell’Elce – fotografo e teorico di linguaggi visivi; un rappresentante del Museo DART Casa Falconieri di Dolianova Cagliari – Centro Ricerca e Sperimentazione (Dario Piludu direttore artistico / Gabriella Locci artista); due rappresentanti istituzionali (il Sindaco di San Pietro di Cadore o suo/a delegato/a; il Presidente dell’Associazione Clematis Cultura o suo/a delegato/a). 

Le fotografie, realizzate a seguito della residenza e stampate a cura dell’organizzazione, verranno esposte dall’1 al 31 agosto 2026 nella mostra collettiva allestita a Villa Poli De Pol, elegante edificio ottocentesco in stile veneziano, oggi sede del Municipio di San Pietro di Cadore e snodo della vita culturale del territorio. La mostra verrà ospitata nel 2026 anche nelle sale del Museo DART – Casa Falconieri di Dolianova (Cagliari), centro d’arte contemporanea e di ricerca visiva che promuove in Sardegna la sperimentazione tra linguaggi artistici, tecnologie e nuovi media, in dialogo con artisti e istituzioni nazionali e internazionali. 

Il concorso prevede, inoltre, l’attribuzione di un premio di 1.000,00 euro a ciascun vincitore e l’acquisizione nella collezione del Comune di San Pietro di Cadore delle fotografie vincitrici, che andranno a costituire il nucleo originario di una raccolta dedicata al rapporto tra arte, natura e territorio. Oltre al premio, per i tre vincitori saranno a carico del Comune di San Pietro di Cadore le spese di vitto ed alloggio sia per il periodo di residenza artistica che per le giornate della premiazione, oltre che il ristoro delle spese di viaggio. Verranno garantiti, inoltre, durante la residenza artistica, gli spostamenti con mezzi comunali per le trasferte sul territorio dei finalisti per la realizzazione del progetto fotografico. 

Le candidature dovranno essere inviate entro le ore 18.00 del 21 marzo 2026 all’indirizzo mail: concorsoscenari.sanpietro@cmcs.it

Il bando è pubblicato anche sul sito del Comune di San Pietro di Cadore e sul sito di Clematis Cultura. 
www.comune.sanpietrodicadore.bl.it 
www.clematiscultura.it


INFO

Concorso Fotografico
SCENARI. Volti e luoghi della Natura
I edizione
Residenza artistica, mostre e premio acquisizione
dedicati a professionisti, emergenti e studenti accademie


Scadenza partecipazione 21 marzo 2026

Comune di San Pietro di Cadore
www.comune.sanpietrodicadore.bl.it 

Clematis Cultura
info@clematiscultura.it
www.clematiscultura.it

Segreteria Concorso
concorsoscenari.sanpietro@cmcs.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart

roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>