Antichi mestieri nella cultura fotografica italiana

 

Un breve viaggio per immagini nella vita quotidiana, nelle tradizioni e nei costumi dell’Italia del passato. Un percorso che oggi forse ci stupisce e ci fa sorridere, ma che è testimone delle radici culturali e ricco di spunti per il presente ed il futuro. Spesso è incentrato sulla strada. La strada era come una casa e come un laboratorio artigianale che ospitava tutti, dal venditore di pasta al parrucchiere, dal ciabattino, allo scrivano. Non mancava neppure chi vendeva il latte fresco. Osserviamo gli antichi mestieri nelle foto in bianco e nero ed anche “a colori”. Le immagini originali sono state ritoccate a mano dagli stessi fotografi o dai loro collaboratori. All’epoca non esisteva la fotografia a colori e, con un po’ di estro artistico, i fotografi, come i miniatori dei codici antichi, dipingevano le proprie fotografie per renderle più belle e per evidenziare particolari.

 

La realtà virtuale per “navigare” i dipinti famosi

 

Il tema di questa tesi di laurea è la realtà virtuale come mezzo di comunicazione nei musei. Il lavoro riguarda un servizio da offrire ad un museo, basato su un allestimento ed un’interfaccia idonea a rendere i quadri famosi navigabili da parte degli utenti. L’elaborato si divide in tre parti, con lo scopo di sviluppare un sistema per migliorare l’esperienza di visita del percorso museale. Nella prima parte è studiato lo scenario d’interesse legato ai differenti Beni Culturali esposti. Particolare attenzione è stata data all’immersività dei fruitori. Nella seconda parte sono esposte le ricerche sui dispositivi più immersivi, come quelli relativi alla realtà aumentata. La terza parte, naturalmente, è dedicata al progetto, del quale sono enunciati gli obiettivi, i target e l’utilizzabilità dei dispositivi di cui i musei potrebbero dotarsi per coinvolgere nel modo più accattivante i visitatori.

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Le tavole originali dei maestri del fumetto

 

Proviamo a sfogliare questo catalogo d’asta, non per acquistare tavole e illustrazioni originali dei grandi maestri del fumetto; ma per provare a conoscere questi grandi disegnatori, a partire dal 1890. Scopriremo tanti modi di esprimere la loro arte e tante storiche pagine domenicali dei grandi quotidiani internazionali. Ci soffermeremo sulle pagine dei volumi dedicati a tutte le età, a cominciare dall’infanzia, come le belle illustrazioni di Filippo Filiberto Scarpelli elaborate ad inizio del Novecento e tanti altri autori a seguire.

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Storia dello sviluppo espressivo dell’arte

 

La storia dell’arte occidentale viene di solito fatta iniziare, dopo le esperienze preistoriche, con l’arte minoica e micenea, anche se secondo alcuni filoni storiografici essa deve comprendere anche l’arte egizia e l’arte mesopotamica, a partire quindi dal terzo millennio a.C.

Un primo fondamentale impulso allo stile “occidentale” venne dall’arte greca, che creò quell’ideale estetico di naturalismo e ricerca di perfezione armonica che va sotto il nome di classicità. Un primo momento di “koiné”, cioè di ampia diffusione culturale, si ebbe con l’arte ellenistica, che grazie all’Impero di Alessandro Magno riguardò ampie zone dell’Asia e dell’Africa, oltre alla Grecia stessa.

Le forme greche influenzarono l’arte italica e furono riprese con continuità e sviluppate nell’arte romana: grazie all’ampiezza del dominio dell’Impero romano si ebbe un nuovo momento di irradiazione culturale, dalla Britannia al Nord Africa, dalla Spagna all’Asia Minore.

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Un manuale di fotografia per gli appassionati

 

Quello che presentiamo è la versione ampliata, corretta e aggiornata del manuale di fotografia digitale che Diego Rosato ha pubblicato nel 2013. Il testo si può scaricare, a vantaggio degli appassionati che nella fotografia cercano emozioni da restituire attraverso immagini. Diego è un buon compagno di lavoro, perché accompagna passo passo i suoi lettori nella spiegazione di quest’arte affascinante quanto complessa, ricordando la sua apprensione quando l’apprendista era lui. 

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Caravaggio, Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi

 

Caravaggio – L’anima e il sangue è il nuovo film d’arte prodotto da Sky e Magnitudo Film (regia di Jesus Garces Lambert) dedicato ad uno degli artisti più controversi e osannati al mondo: Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio. Ancora una volta, l’artista lombardo riesce ad attrarre polemiche, come quelle che hanno accompagnato l’uscita di questo documentario. L’assessore regionale alla cultura, Vittorio Sgarbi, si è schierato con il sindaco di Messina, Renato Accorinti, in merito al fatto che il docufilm su Caravaggio non fa alcun cenno al periodo messinese dell’artista. «Non si può immaginare un film su Caravaggio – dice Sgarbi – senza un’attenzione particolarissima all’epilogo della sua vita e della sua opera, che si compie, appunto, a Messina, tra plauso e disperazione tra affermazione e persecuzione. Il momento messinese di Caravaggio è cruciale». Bene! Ascoltiamo allora il critico e assessore Sgarbi in una memorabile Lectio Magistralis in occasione del 400º anniversario della morte del pittore, tenuta a Salsomaggiore Terme, venerdì 11 Giugno 2010.

 

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Caravaggio l’Anima e il Sangue TRAILER  Viaggio emozionante nel mondo di Caravaggio, un mondo di cui la nostra storia non può più fare a meno.

 

Un veloce manuale sulla Street photography

 

Un veloce manuale di arte fotografica ce lo propone il suo stesso autore, Diego Rosato. E chi vuole, lo può anche scaricare e nelle ultime pagine è corredato di link che rimandano a specifici siti. Scrive Diego nella sua prefazione che dopo aver aperto il proprio sito Web dedicato espressamente alla fotografia ha cominciato a scrivere una serie di articoli sulla Street photography e, una volta completati, ha pensato di riorganizzarli in un piccolo libro di approfondimento, quale veloce guida di base. Certo non è un’opera esaustiva, visto che nessun lavoro sull’argomento potrebbe essere tale; ma è certamente una buona base di partenza per cominciare una nuova passione.

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Un’arte di insultare come si insegnava l’etica

 

Il libro non è una trattazione astratta dell’insulto in tutte le sue forme e varianti, ma una silloge di ingiurie concretamente proferite e scagliate con categorica impertinenza contro tutto e tutti: la società, il popolo, le istituzioni, le donne, l’amore, il sesso, il matrimonio, i colleghi, il genere umano, la storia, la vita. Un’arte di insultare che ci viene insegnata come nelle antiche scuole si insegnava l’etica: non nel modo “docens” ma nel modo “udens”, non con la teoria ma con l’esempio e la pratica.

Dal risvolto della casa Editrice Adelphi leggiamo: «L’insulto è un genere al quale tutti noi – anche le nature più impassibili – finiamo prima o poi per ricorrere, trascinati da inevitabili circostanze della vita. Ma, al pari della scherma o di qualsiasi altra tecnica di attacco e difesa, l’insulto, per risultare efficace e raggiungere il suo scopo, deve diventare oggetto di studio. Benché di solito lo si associ alla rozzezza e alla collericità, saper lanciare all’indirizzo altrui l’ingiuria, l’invettiva o l’improperio adatti, scientificamente studiati, implica infatti una vera e propria arte. Rovistando fra le carte edite e inedite di Schopenhauer, abbiamo trovato quel che fa al caso».

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38 stratagemmi per ottenere ragione

 

L’arte di ottenere ragione è la versione italiana di Eristische Dialektik – Die Kunst, Recht zu behalten di Arthur Schopenhauer, pubblicato postumo. Secondo Schopenhauer, la dialettica, o arte del disputare, è “la dottrina del modo di procedere della naturale prepotenza umana”. In questo trattato Schopenhauer dà una nuova definizione di dialettica, che intende in modo diverso dagli antichi (e da Aristotele in particolare), pur riprendendone il concetto; e radicalmente diverso dai suoi contemporanei, come Hegel: cioè come dialettica eristica (questo è il titolo originale), ovvero «l’arte di ottenere ragione» a prescindere dalla verità o falsità dell’oggetto della disputa. In seguito, alla luce di questa definizione, esamina 38 stratagemmi (e relative contromosse) per difendere la propria ragione in una disputa oppure per ottenerla nel caso in cui questa stia dalla parte dell’avversario.

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L’arte della cucina nella tradizione napoletana

 

«Una cucina antica, amata, ricercata – scrive Giuseppe Trincucci nella prefazione – come quella proposta da Marinella Penta de Peppo potrebbe essere la scialuppa di salvataggio per salvarci da un possibile naufragio, soprattutto morale, che ci attende forse dietro l’angolo». Marinella inizia il suo libro con inflessibili prescrizioni di bon-ton che sanno di antico, forse di sorpassato, ma in realtà riportano a uno stile di vita, di comportamenti, che dettati dalle buone maniere divengono oggi, fra chi intende, un fattore di successo, non solo a tavola, ma nella vita. E poi ci sono le ricette. Sono quattrocento in questo libro e fra queste potremmo sceglierne una a caso e leggerla, come se si gustasse quella vivanda. Per cui ci viene da domandare: come resistere alla preparazione di un ragù, che un tempo solo la domenica si poteva gustare, dopo un rito preparatorio che durava ore. Condiva quei primi piatti, fatti in casa, rigorosamente preparati con ingredienti super-selezionati e iper-biologici. E a seguire, piatti di carne che trasferivano i loro sapori e la loro fragranza attraverso un effluvio di odori che invadeva tutta la casa. Anzi tutte le case, perché non c’era ceto sociale che, tanto o poco, non prospettasse questa filosofia di vita casalinga.

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