Mese: Aprile 2020

  • Le Passeggiate del Direttore: Il libro dei morti di Iuefankh

    Le Passeggiate del Direttore: Il libro dei morti di Iuefankh

    Cosa c’è di meglio di una web serie per tenervi compagnia? A grande richiesta, vi presentiamo LE PASSEGGIATE DEL DIRETTORE, la prima stagione di una serie firmata dal Museo Egizio, un viaggio nella storia suddiviso in brevi episodi. 

    Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Nel 2004 il ministero dei beni culturali l’ha affidato in gestione alla “Fondazione Museo Egizio di Torino”. Nel 2019 il museo ha fatto registrare 853 320 visitatori, risultando il sesto museo italiano più visitato. Nel 2017 i Premi Travellers’ Choice di TripAdvisor classificano l’Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia, al nono in Europa e al quattordicesimo nel mondo.
    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Museo Egizio di Torino

    Le Passeggiate del Direttore: Il libro dei morti di Iuefankh

    [ms_youtube link = “https://www.youtube.com/watch?v=Kj7FJEK-vYI&list=PLg2dFdDRRClGtp33i7xqUwFO82TEVnMz2&index=5” width = “100%” height = “100%” mute = “no” autoplay = “no” loop = “no” controls = “no “class =” “id =” “]

    IMMAGINE DI APERTURA – Ingresso del museo egizio, Torino (Fonte Wikipedia)

  • Slavoj Zizek – Virus

    Slavoj Zizek – Virus

    In questi interventi, il filosofo più noto al mondo segue giorno per giorno l’attuale, inedita crisi pandemica, che sta radicalmente modificando l’esistenza degli individui, i rapporti fra popolo e Stato, le relazioni internazionali. Un libro imperdibile per chi, oltre alla tragica cronaca e all’informazione scientifica, avverte il bisogno di un punto di osservazione più ampio e lungimirante: non privo di una forma – apparentemente paradossale – di ottimismo.

    CONTINUA LA LETTURA SU IL LIBRAIO.IT

    SFOGLIA LE PRIME PAGINE

    IMMAGINE DI APERTURA: Foto di Tumisu da Pixabay 

  • Palazzo Strozzi a Firenze: In contatto

    Palazzo Strozzi a Firenze: In contatto

    IN CONTATTO Per una nuova relazione con i nostri pubblici.
    Stimoliamo a distanza una riflessione attraverso il linguaggio che noi conosciamo meglio: quello dell’Arte.
    Coordinamento progetto: Riccardo Lami
    Con la collaborazione di Matthias Favarato e Ivo Riccio

    Ci troviamo di fronte a una sfida inusuale per la nostra istituzione: il venir meno del rapporto diretto con le opere d’arte che normalmente è la base del nostro lavoro. Per questo motivo nasce il progetto In Contatto: il blog del sito palazzostrozzi.org si trasforma in una piattaforma di testi, immagini, video, storie e approfondimenti a disposizione di tutti, creando un nuovo contatto con il nostro pubblico, con la volontà di stimolare a distanza una riflessione attraverso il linguaggio che noi conosciamo meglio: quello dell’Arte.
    CONTINUA LA LETTURA SUL SITO WEB DI PALAZZO STROZZI

    [ms_youtube link = “https://www.youtube.com/watch?v=2X-k1JBY25o&feature=emb_logo” width = “100%” height = “100%” mute = “no” autoplay = “no” loop = “no” controls = “no “class =” “id =” “]

    IMMAGINE DI APERTURA – Il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze (Fonte Wikipedia)

  • Jean-Auguste-Dominique Ingres – La sorgente

    Jean-Auguste-Dominique Ingres – La sorgente

    La sorgente

    IL DIPINTO

    La sorgente (La Source) è un dipinto ad olio su tela di canapa del pittore francese neoclassico Jean Auguste Dominique Ingres. L’opera fu iniziata a Firenze attorno al 1820, ma completata non prima del 1856 a Parigi. Quando Ingres la mostrò per la prima volta aveva già 76 anni, era diventato molto celebre e manteneva la carica di presidente all’École des beaux-arts. La posa del nudo femminile rappresentato in questo quadro può essere paragonata a quella di un altro dipinto dello stesso autore, la Venere Anadiomene del 1848, ed è una rivisitazione dell’Afrodite cnidia o “Venere pudica” (in quanto si tiene la mano davanti al pube con l’intento di coprirlo alla vista) rappresentata anche nella Nascita di Venere di Sandro Botticelli. La modella era la giovane figlia della portinaia di Ingres.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: La sorgente

    Jean-Auguste-Dominique Ingres

    L’ARTISTA

    Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 29 agosto 1780 – Parigi, 14 gennaio 1867) è stato un pittore francese, considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neoclassica. Nacque a Montauban, in Francia, primo di sette fratelli (cinque dei quali sono sopravvissuti al periodo neonatale). Il padre, Jean-Marie-Joseph Ingres (1755–1814), era un decoratore e miniatore non privo di talento; la madre, Anne Moulet (1758–1817), era invece la figlia quasi analfabeta di un parrucchiere. La formazione di Ingres avvenne nell’ambito artistico francese sotto la guida del padre, che fu in grado di valorizzare il precoce talento del figlio introducendolo all’esercizio del disegno. A partire dal 1786 iniziò a seguire le lezioni dell’École des Frères de l’Éducation Chrétienne locale; Ingres frequentò la scuola sino a quando venne chiusa a causa di alcuni tumulti popolari che già preludevano allo scoppio della Rivoluzione Francese.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Jean-Auguste-Dominique Ingres

  • Antonio Canova – Paolina Borghese

    Antonio Canova – Paolina Borghese

    Paolina Borghese

    LA SCULTURA

    Paolina Borghese come Venere vincitrice è una scultura neoclassica di Antonio Canova, eseguita tra il 1804 e il 1808 ed esposta alla Galleria Borghese di Roma. Paolina Bonaparte, nata ad Ajaccio nel 1780, sorella di Napoleone I e sposa in seconde nozze del principe romano Camillo Borghese, con il quale si era unita nel 1803. Fu proprio per celebrare il matrimonio con Paolina che Camillo Borghese commissionò l’opera a Canova nel 1804: quando la donna iniziò a posare per lo scultore aveva venticinque anni ed era all’apice del proprio splendore sociale, anche grazie al titolo di «Altezza Imperiale» assunto l’anno precedente, quando il fratello Napoleone si era proclamato Imperatore a Notre-Dame.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Paolina Borghese 

    L’ARTISTA

    Antonio Canova (Possagno, 1º novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) è stato uno scultore e pittore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura e soprannominato per questo «il nuovo Fidia». Canova svolse il suo apprendistato a Venezia. Nel 1779 si trasferì a Roma dove risiedette per il resto della sua vita: sebbene viaggiasse spesso, principalmente per soggiorni all’estero o per ritornare nei luoghi natii, l’Urbe per lui rappresentò sempre un imprescindibile punto di riferimento. Intimamente vicino alle teorie neoclassiche di Winckelmann e Mengs, Canova ebbe prestigiosi committenti, dagli Asburgo ai Borbone, dalla corte pontificia a Napoleone, sino ad arrivare alla nobiltà veneta, romana e russa.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Antonio Canova

  • Le Passeggiate del Direttore: L’epoca dei consoli

    Le Passeggiate del Direttore: L’epoca dei consoli

    Cosa c’è di meglio di una web serie per tenervi compagnia? A grande richiesta, vi presentiamo LE PASSEGGIATE DEL DIRETTORE, la prima stagione di una serie firmata dal Museo Egizio, un viaggio nella storia suddiviso in brevi episodi. 

    Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Nel 2004 il ministero dei beni culturali l’ha affidato in gestione alla “Fondazione Museo Egizio di Torino”. Nel 2019 il museo ha fatto registrare 853 320 visitatori, risultando il sesto museo italiano più visitato. Nel 2017 i Premi Travellers’ Choice di TripAdvisor classificano l’Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia, al nono in Europa e al quattordicesimo nel mondo.
    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Museo Egizio di Torino

    Le Passeggiate del Direttore: L’epoca dei consoli

    [ms_youtube link = “https://www.youtube.com/watch?v=_KNOU_FQIVU&list=PLg2dFdDRRClGtp33i7xqUwFO82TEVnMz2&index=4” width = “100%” height = “100%” mute = “no” autoplay = “no” loop = “no” controls = “no “class =” “id =” “]

    IMMAGINE DI APERTURA – Ingresso del museo egizio, Torino (Fonte Wikipedia)

  • Vincenzo Camuccini – Morte di Giulio Cesare

    Vincenzo Camuccini – Morte di Giulio Cesare

    Morte di Giulio Cesare

    IL DIPINTO

    La Morte di Giulio Cesare è un dipinto a olio su tela (400×707 cm) del pittore neoclassico Vincenzo Camuccini, realizzato intorno al 1806 e conservato nel museo di Capodimonte a Napoli. L’opera, commissionata nel 1793 da Lord Bristol, fu portata a compimento dal Camuccini intorno al 1806. Il committente, tuttavia, era morto nel 1804 e pertanto – dopo alcune trattative infruttuose con i suoi eredi – Camuccini vendette l’opera nel 1807 a Gioacchino Murat, nel frattempo asceso al trono di Napoli per concessione di Napoleone Bonaparte. Con la Restaurazione e il ritorno della monarchia di Ferdinando I di Borbone, la tela fu acquistata da quest’ultimo e ricollocata nel palazzo Reale di Napoli; fu nel 1864 che l’opera trovò la sua collocazione definitiva nel museo di Capodimonte, in seguito al riordino della Pinacoteca del Palazzo attuato da Annibale Sacco.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Morte di Giulio Cesare

    Vincenzo Camuccini, Autoritratto

    L’ARTISTA

    Vincenzo Camuccini, talvolta indicato anche come Camucini (Roma, 22 febbraio 1771 – Roma, 2 settembre 1844), è stato un pittore e restauratore italiano. Vincenzo Camuccini fu uno dei più importanti pittori del Neoclassicismo italiano e della pittura di storia, nonostante sia vissuto in un periodo storico, il XIX secolo, dove la cultura romantica aveva preso piede all’interno del panorama artistico-letterario europeo. Giovanissimo, aveva sposato Maddalena Devoti, figlia di Carlo, eminente medico alla corte pontificia e nipote dell’arcivescovo Giovanni Devoti, massimo esperto di diritto canonico. Questi aveva accompagnato il papa a Parigi per l’incoronazione di Napoleone Bonaparte. La sorella di Maddalena, Caterina, aveva sposato il ricco banchiere romano, Emilio Bracci, figlio di Virginio, principe del consiglio del Buon Governo e nipote di Pietro Bracci, scultore.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Vincenzo Camuccini

  • Pietro Bianchi – Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola

    Pietro Bianchi – Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola

    La basilica di San Francesco di Paola

    IL DIPINTO

    La basilica reale pontificia di San Francesco di Paola è una basilica minore di Napoli, ubicata in piazza del Plebiscito, nel centro storico; è considerata uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica in Italia. L’arrivo di Gioacchino Murat a Napoli coincise con l’inizio di un progetto di riassetto urbanistico della città: in particolare, questo interessò quella zona periferica, che diventerà in seguito piazza del Plebiscito, sede di numerosi conventi e giardini, nonché luogo frequentato da malviventi. Il generale francese ordinò quindi l’abbattimento di tutti gli edifici e la costruzione di una piazza che avrebbe dovuto prendere il nome di Gran Foro Gioacchino: tra i progetti presentati venne scelto dal Consiglio degli Edifici Civili, in assenso con l’architetto di Casa Reale Antonio De Simone, quello di Leopoldo Laperuta, il quale proponeva l’edificazione di un porticato con al centro un’aula circolare da utilizzare come sede di assemblee popolari.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: La basilica reale pontificia di San Francesco di Paola

    L’ARTISTA

    Pietro Bianchi (Lugano, 26 marzo 1787 – Napoli, 28 dicembre 1849) è stato un architetto, ingegnere e archeologo svizzero-italiano. Di origini luganesi, e artisticamente italiano, divenne allievo di Luigi Cagnola all’Accademia di Milano, e la sua opera più celebre è la chiesa di San Francesco di Paola, a Napoli; ispirata alle forme del Pantheon di Roma, la basilica fu costruita tra il 1817 e il 1846 a coronamento della Piazza del Plebiscito e ha anche disegnato un palazzo a Varese.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Pietro Bianchi

  • Uffizi Decameron: il progetto social per portare l’arte nelle case

    Uffizi Decameron: il progetto social per portare l’arte nelle case

    Al via Uffizi Decameron, campagna social lanciata dalle Gallerie degli Uffizi. L’obiettivo è tenere compagnia, nel segno della grande arte, a tutti coloro che restano in casa per aiutare la campagna di prevenzione del contagio da coronavirus.

    ©  Aleandro Biagianti / AGF –  Firenze. Galleria degli Uffizi

    Il nome della campagna, con hashtag #UffiziDecameron, si ispira alla raccolta di cento novelle scritta da Giovanni Boccaccio nella metà del Trecento, presumibilmente tra il 1349 (anno successivo alla peste nera in Europa) e il 1351. Si parla di 10 giovani che cercano rifugio dal contagio in una villa sui colli di Firenze. Ogni giorno ciascuno di loro racconta una storia. Dal canto loro, gli Uffizi ai tempi del coronavirus potenziano la propria offerta web con l’apertura di un nuovo canale social su Facebook, alla pagina Gallerie degli Uffizi. Un evento da seguire a casa.

    IMMAGINE DI APERTURA – Schermata della pagina Facebook

  • Andrea Appiani – Ritratto di Giambattista Bodoni

    Andrea Appiani – Ritratto di Giambattista Bodoni

    Ritratto di Giambattista Bodoni

    IL DIPINTO

    Il ritratto di Giambattista Bodoni, realizzato da Andrea Appiani è un dipinto ad olio su tela (60,3 x 51,2 cm) eseguito nel 1799 e conservato presso la Galleria nazionale di Parma. Il ritratto rappresenta Giambattista Bodoni, celebre incisore, tipografo e stampatore parmense. Con pennellata fluida e sintetica l’intellettuale è inquadrato a mezzo busto su uno sfondo compatto incorniciato da un’aura di prestigio e di nobiltà, che viene connotata in particolare nei lineamenti del viso, nelle sopracciglia aggrottate, nelle labbra carnose e nello sguardo deciso.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Giambattista Bodoni

    Autoritratto, Pinacoteca di Brera

    L’ARTISTA

    Giovanni Andrea Melchiorre Appiani (Milano, 31 maggio 1754 – Milano, 8 novembre 1817) è stato un pittore italiano. Alfiere del neoclassicismo in Italia, fu uno dei maggiori esponenti di quel periodo compreso tra l’Illuminismo e le vicende napoleoniche, grazie alla specificità espressiva del suo stile, vero e proprio trait d’union tra la morbidezza del tratto leonardesco e la grazia del classicismo. Nel 1807 viene nominato direttore della Pinacoteca di Brera.

    CONTINUA LA LETTURA SU WIKIPEDIA: Giovanni Andrea Melchiorre Appiani

Translate »