Antichi mestieri: il cappellaio

 

Non tutti i cappellai sono matti. Anzi, il mestiere di cappellaio è molto interessante, soprattutto sotto il profilo ideativo. Se ormai sono pochi quelli che ne fanno uso, il lavoro perdura. I modelli per uomo sono pochi, vero, ma i cappelli da donna, oggi, sono creati direttamente dalla fantasia del cappellaio. Infatti, per una donna, in un’occasione importante, il cappello è un segno di distinzione, molto ammirato e molto commentato.
Tuttavia, ultimamente, il settore registra una strana evoluzione. Tra i giovani ha preso piede il cappellino da baseball, molto usato anche dai rapper. Il concetto è particolare: non si cambia lo stile del cappello, ma la sua decorazione e colore. Ne esistono tantissimi tipi, come è capitato per i modelli delle cosiddette scarpe da tennis (in gomma). Ugualmente, si evidenziano i cappellini fatti a maglia o a uncinetto. Lavorando, perciò, su una buona piazza, la committenza e le commissioni non dovrebbero mancare.

Il Borsalino
Se nell’Ottocento esistevano la tuba, la bombetta e la paglietta, oggi, perdura il Borsalino. Dalla fine del XIX secolo fino circa gli anni ’50, è stato molto usato. Il nome deriva dall’azienda italiana che lo produce, divenendo di uso comune. È un cappello semirigido, realizzato in feltro, con una tesa larga 6 centimetri. Se giunge ad 8 centimetri, prende il nome di Fedora. Se, invece, il bordo è più corto, il cappello è chiamato Trilby. Il borsalino è “decorato” con una fascia scura intorno alla testa. Si possono trovare versioni del cappello di ogni colore, ma, nell’uso pratico, emergono in nero, marrone e in rosso scuro.

Il borsalino venne ideato per la moda femminile, ma negli anni ’20 fu applicato a quella maschile, raggiungendo un buon uso ed evidenza tra gli uomini di una certa importanza. Andò sostituendo la Lobbia, un cappello simile nella forma, dello stesso periodo. Oltre che per moda, il cappello copriva egregiamente il capo. Inoltre, essendo semirigido, poteva essere arrotolato e messo da parte. Il Borsalino, in verità, nasce dal titolo di un’opera teatrale, del 1882, di Victorien Sardou, Questa, fu scritta appositamente per Sarah Bernhardt, che vi interpretava il personaggio principale di Fedora (da qui il nome). Il pezzo venne messo in scena in America, nel 1889.

A metà del secolo scorso, il Borsalino divenne una moda maschile. Tuttavia, più tardi, negli Stati Uniti, il cappello, in generale, perse d’importanza. Come per la bombetta, il nuovo tipo di abbigliamento e moda maschile rendeva superfluo il cappello.  La Fedora ed altri copricapi scomparvero negli anni ’70. Nelle piccole automobili del boom economico degli anni Sessanta, il cappello a larghe tese era di una scomodità evidente. Scomparve, quindi, il concetto di cappello. Solo più recentemente vi è stato un revival del Borsalino, molto utilizzato dal mondo della moda.

 

ENCICLOPEDIA TRECCANI: IL CAPPELLAIO

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