Si dice arancino o arancina?

 

Annoso problema che divide in due la Sicilia. Sentite dire arancina (rotonda) nella parte occidentale e arancino (rotondo o a punta come la forma dell’Etna) nella parte orientale. Ma quale è il vero nome di queste gustose crocchette di riso? Non si può fare a meno di chiederlo a Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia nazionale della Crusca, intervenuto all’istituto comprensivo Buonarroti di Palermo per presentare l’ultima edizione del suo libro, Conosco la mia lingua. Lui risponde diplomaticamente: «Propendo per la prima forma, “arancino”, perché di solito i diminutivi vanno al maschile. L’arancia è femminile, ma la trasformazione in un’altra cosa dovrebbe far cambiare il genere grammaticale. So che a Palermo si preferisce usare il femminile e allora va bene anche così. L’importante non è come si pronuncia ma chi lo fa meglio».

In verità, l’Accademia nazionale della Crusca è l’autorità assoluta in fatto di Lingua italiana. Non possiamo, dunque, che attenerci a quanto ci spiega con competenza Stefania Iannizzotto, della Redazione Consulenza Linguistica della prestigiosa Accademia. Scopriremo proprio quello che dice il prof. Sabatini: si può dire in ambedue i modi. Inoltre apprenderemo una curiosità storica: anche se molti vorrebbero fare risalire questa preparazione agli arabi, in realtà non ci sono tracce prima della seconda metà del XIX secolo. Per saperne di più, non rimane che leggere la lunga ma “gustosa” risposta sul sito web dell’Accademia della Crusca, così finiremo di domandarci: Si dice arancino o arancina?

LEGGI LA RISPOSTA DATA DALL’ACCADEMIA NAZIONALE DELLA CRUSCA


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