Lo struggente amore di Catullo per Lesbia

 

Questa settimana BLOGROLL torna indietro nel passato, torna all’età romana per raccontare un amore proibito come quello fra un poeta e una nobildonna, cantata con il nome di Lesbia. Il poeta è Caio Valerio Catullo, che ha reso Lesbia immortale grazie ai suoi delicati versi. In realtà si chiamava Clodia ed era moglie del proconsole Quinto Cecilio Metello Celere. Clodia era bella e molto disinvolta, vanitosa, ambiziosa, colta quanto disinibita e priva di pregiudizi, tanto da passare da un letto all’altro. La storia la ricorda anche come amante di Cesare e di Pompeo.

L’amore di Catullo è controverso. A scuola si studiano versi delicati, come questi:

Passero, delizia della mia ragazza,
con il quale gioca, che tiene in seno,
a cui dà la punta del dito mentre salta
e provoca i tuoi duri morsi
quando al mio desiderio, alla mia luce
piace inventare qualche dolce svago,
come minimo conforto al suo dolore,
credo, affinché allora il suo ardore trovi pace:
potessi come lei giocare, con te
e alleviare le tristi pene del mio animo!

Non si accenna ancora a leggere, neppure di sfuggita, versi completamente differenti come questi, che una volta su dicevano “scabrosi”.

Lesbia, la mia Lesbia, Celio, quella Lesbia,
proprio lei, la sola che Catullo mai abbia amato
più di sé stesso e d’ogn’altra cosa a lui cara,
agl’angoli delle strade e nel buio dei vicoletti
ora scappella i cazzi della fiera gioventù romana.

Dal momento che non siamo in un’aula scolastica possiamo spulciare pagine sul web, per conoscere qualche cosa di più sull’amore nell’antica Roma e su questo amore in modo particolare. Cercando potrete trovare tutti i carmi proibiti di Catullo. Ma questo esercizio lo lasciamo ai più curiosi e “impudichi”. Buona lettura.

Catullo e Lesbia un grande amore nella storia

Dalla passione infelice e struggente di Catullo all’analisi attenta dei costumi 

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