Antichi mestieri: il mastro ferraio

 

Arte ed artigianato, nel passato, si sono spesso incrociati in determinati mestieri. In quello della lavorazione dei metalli, tale qualità era propria del mastro ferraio. Questo era sinonimo di creazione con il ferro battuto, e lo è ancora oggi in specifiche lavorazioni, come nei cancelli, nelle testiere dei letti, oppure sedie per giardini. L’arte del mastro può produrre lavorazioni specifiche, o in piccola serie, sempre però, di alto valore, perché è, a tutti gli effetti, uno scultore del ferro battuto. Ricordate le bellissime ringhiere dei balconi del periodo barocco? La qualità artistica, quindi, ne fa un mestiere antico, ma ancora possibile da svolgere, con molta soddisfazione. D’altra parte, anche gli antichi mestieri si possono proiettare in chiave moderna. Oggi su internet, ad esempio, si possono acquistare (e quindi vendere) artistiche ringhiere in ferro battuto, su specifica ordinazione.
Naturalmente, per svolgere l’attività di mastro ferraio, si parte da un apprendistato tecnico, come di un apprendistato creativo, mirato alle composizioni specifiche, tutte da inventare.

Il mestiere
Il mestiere di mastro ferraio è legato alla lavorazione del ferro battuto, per ottenere cancelli artistici o altrettante testiere per letti. Con l’abilità nel lavoro crescono, parallelamente, le capacità raffigurative. Così si passa dalle varie figure geometriche, alle lance, torciglioni e foglie, fino alle più complesse ramificazioni di edera, ricci, volute e rose. Nel lavoro si parte, quasi sempre, da un’asta di sezione rotonda, quadrata o rettangolare, in grandezze e spessori diverse.

Tuttavia, se ancora si parla di “ferro” battuto, oggi, si utilizza nella lavorazione l’acciaio forgiato a caldo. La modalità di battitura, rimane nel corso dell’intera lavorazione. L’acciaio adoperato in questa, nella storia, fu inventato, probabilmente, per caso, come sottoprodotto della produzione del rame. Nell’antichità, si partiva dai minerali di ferro, che venivano posti su un letto di carbone, in un forno, sigillato, così da raggiungere una maggiore temperatura nella cottura. Se ne otteneva un prodotto, denominato spugna di ferro, o blumo. Dopo l’estrazione esso veniva battuto, per liberarlo dalle impurità, ottenendone l’acciaio (da qui il termine ancora attuale di ferro battuto).

Il materiale oggi si chiama “acciaio dolce”, cioè, un metallo a basso contenuto di carbonio, che aveva come caratteristica d’essere duttile, quindi, congeniale per il lavoro del mastro ferraio ed al servizio della sua fantasia.
Per la sua creatività il mestiere ha ancora forti potenzialità artistiche e questo è dimostrato dalla stessa storia dell’arte.

 

ENCICLOPEDIA TRECCANI: IL FERRO

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Immagine di copertinaParticolare di un manufatto in ferro battuto – estratta da Wikimedia Commons

 

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