07 – «Una maya de cera con certo argento vivo»

Dove si raccoglie la dichiarazione dell’ultima delle cinque bizzoche, Sebastiana de Romeo, una ex prostituta. Non parla per sentito dire o per essersi trovata quale occasionale spettatrice. È stata proprio lei a chiamare Pellegrina, che ha persino usato speciali rimedi al fine di preservarla da futuri sortilegi. In quell’occasione per disfare la magaria ha usato latte di donna e acqua benedetta, e ha pronunciato certe misteriose parole, che la stessa testimone non comprese.

Sabato 30 marzo 1555.

Ancora un’altra monacella del terzo ordine dei cappuccini. Si chiamava Sebastiana de Romeo di 34 anni circa. Aveva una storia travagliata alle spalle. La lasciò solo intendere, quando disse di abitare a la probatione et repentite. Viveva, in pratica, svolgendo svariate occupazioni, nel convento di Santa Maria Maddalena, sotto Montevergine, lungo la frequentata Via Mastra, sulla quale prospettavano i principali Monasteri della città. Domestica tuttofare, alternava varie occupazioni. Batteva e sciorinava i panni come lavandaia. Aiutava in cucina a far da mangiare. Serviva i pasti in refettorio.
La Maddalena era il reclusorio delle donne convertite. Faceva capo alla Compagnia degli Azzurri, che lo avevano fondato una dozzina d’anni prima, per accogliere donne di strada e pentite come lei.
Sebastiana conosceva Pellegrina la Napolitana da quando con marito e figlio venne ad abitare nel rione di San Giovanni. Disse proprio Pellegrina la Napolitana. Finora nessuna delle donne, che si erano presentate spontaneamente a deporre, l’aveva mai appellata così. Era il suo nome di battaglia, quale magara riconosciuta in quella parte di Messina, che dal quartiere di San Giovanni si sviluppava fin sotto il colle della Caperrina.

A differenza delle consorelle, Sebastiana non raccontava per sentito dire, né a quelle pratiche di superstizione popolare era stata interessata casualmente. Senza temere d’incorrere nelle rivalse del Sacro Tribunale, poteva parlarne a cuore aperto, visto che in quel tempo, per lei ormai remoto, non aveva ancora scelto di dedicare la sua vita alle amorevolezze del convento. Era finalmente giunta l’occasione per dimostrare d’essersi temprata nei valori della Santa fede cattolica.
Espose tutto ciò che conosceva, senza nulla tralasciare.
Più o meno sei anni prima, Pellegrina – che intendeva la scienza antica e qualche rimedio glielo poteva assicurare – chiamata a casa sua, per certi malesseri che sospettava essere frutto del malocchio, dette prova che teneva una fattura.
Esercitando il mestiere della strada, nonostante la fama di magara accertata corresse sulla bocca della gente, reclamò a Pellegrina un riscontro tangibile:
«Non lo crederò se non lo dimostrate».
Non ci fu bisogno di ripeterglielo due volte. Pellegrina la piantò in asso. Scappò giù per la scala e tirò fuori, con agire fulmineo, l’oggetto del sortilegio, una maya di cera con certo argento vivo, e disse che era quella la prova richiesta.
Sebastiana ebbe così la certezza e non poté esimersi dal crederle. Domandò per questo anche un rimedio contro i malefici di chissà quante altre mogli gelose. Infine, si assicurò un efficace contraccettivo e qualche espediente abortivo. Per tutto questo pagò quattro tarì.

Gli inquirenti, ancora più attenti, pretesero ogni minimo dettaglio: le sostanze adoperate, le formule proferite. Rispose: «Per disfare la maya prese latte di donna e acqua benedetta, mentre diceva certe parole…».
Acqua benedetta, ostie consacrate, oli santi: chi non sapeva che impiegarli in disprezzo dei sacramenti era atto d’eresia?
Insistettero se quelle certe parole fossero orazioni.
«Non intendia», ribattè.
Comare Sebastiana intendeva dire di non avere udito preghiere, ma equivocarono: solo un iniziato al culto di Satana avrebbe potuto comprendere quelle sacrileghe parole. Ce n’era abbastanza perché Don Sebastiàn prendesse le risoluzioni del caso.
Interrogata de odio, dixit: que non. Et fuit ei iniunctum silençium.

Please wait while flipbook is loading. For more related info, FAQs and issues please refer to DearFlip WordPress Flipbook Plugin Help documentation.

About the author: Sergio Bertolami