La pasta all’epoca dei pionieri

 

Le prime produzioni
IN SICILIA
La Sicilia e la Puglia erano nel medioevo luogo di coltura del grano, in particolare quello duro (veri e propri granai). Ne parla anche Plinio, in età romana, lodandone la quantità, che permetteva l’uso interno, ma anche la sua esportazione, e la sua qualità, preferita ad altre produzioni. Perciò, la tradizione araba della pasta attecchì facilmente in Sicilia. Il cartografo arabo-normanno Idrisi, nella sua descrizione dell’isola non manca di citare Trabia come luogo di intensa produzione di pasta secca. Questa viene associata alla tria, lo strumento per ottenerla. Ne parla anche Sebastiano Macaluso Storaci nel suo vocabolario siciliano-italiano. Nella modernità di quel tempo, la Sicilia era del tutto autonoma, non solo nella coltivazione del grano (per le grandi proprietà fondiarie), ma anche nella lavorazione di farine e semole, nei mulini ad acqua. Pertanto la fattura della pasta secca portò ben presto alla sua commercializzazione lungo le rotte di altri paesi.
Possediamo un documento, risalente al 1371, in cui l’amministrazione palermitana fissa un calmiere ed un costo massimo per la produzione e la vendita di pasta, secca (axutta) e fresca (bagnata). Se ne deduce che il suo commercio, quindi, era già a quel tempo elevato ed il suo consumo intenso.

 

ALTRE REGIONI E CITTA’
La Sicilia, tuttavia, non aveva l’esclusiva della pasta. Anche la Sardegna si evidenziava notevolmente. A Cagliari, i registri della Dogana ci riportano una forte attività d’esportazione del prodotto locale, già differenziato in tipi e formati vari, come (in spagnolo) i fideus, i maccarons e obra de pasta. Altre notizie ci riportano la presenza di mulini per la farina posti sulla costa amalfitana e l’uso di pasta a Napoli (in un testo del 1295) alla corte di Carlo d’Angiò. Sono le prime avvisaglie dell’espansione della pasta che avverrà a Napoli nei secoli successivi. La praticità d’uso inserì la pasta secca nell’alimentazione dei marinai impegnati in lunghi viaggi. Due repubbliche marinare, Genova e Pisa, vengono citate in documenti dell’epoca per l’uso di pasta distribuita alla flotta. In particolare apprendiamo che a Pisa (nel XIII e XIV secolo) esisteva già il formato dei vermicelli.

 

 

 

 

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