Cinque anni di arte e cultura a Ferrara

Sono stati 1.197.160 i visitatori dei musei e degli spazi espositivi del Comune di Ferrara dal mese di luglio 2019 fino a gennaio 2024. 46 le mostre realizzate nei diversi monumenti, musei e luoghi di cultura: Castello Estense, Palazzina Marfisa d’Este, Museo Schifanoia, Biblioteca Ariostea, Casa Ariosto, Padiglione d’Arte Contemporanea, Palazzo Bonacossi e Palazzo dei Diamanti. Un ampio e variegato programma espositivo frutto della stretta e proficua collaborazione tra la Fondazione Ferrara Arte e il Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara.

“Il bilancio positivo delle attività museali di questi cinque anni sottolinea il ruolo di Ferrara come città della cultura nelle sue numerose espressioni. Nonostante le note difficoltà del settore durante gli anni della pandemia da COVID-19, la programmazione dell’offerta culturale ferrarese non è mai stata interrotta. I dati presentati oggi ripagano del grande impegno profuso nel riaprire gli spazi espositivi, alcuni dei quali sono stati oggetto di un’importante opera di riqualificazione e restauro, come Palazzo dei Diamanti, chiuso per quasi due anni e ora restituito alla città più funzionale e fruibile. Allo stesso modo, il Padiglione d’Arte Contemporanea sarà presto la sede dello “Spazio Antonioni”, museo permanente che celebrerà il grande regista ferrarese Michelangelo Antonioni, premio Oscar alla carriera”, ha dichiarato il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.

“Quasi 1.200.000 ingressi nei musei e negli spazi espositivi a Ferrara, 46 le mostre realizzate. Al termine dei cinque anni di mandato, il numero totale di rassegne sarà di 53, tra cui l’attesa mostra dedicata alle geometrie visionarie di Escher, che inaugurerà a Palazzo dei Diamanti il prossimo 23 marzo. Questi numeri testimoniano l’ampia offerta culturale proposta al pubblico dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, grazie a una programmazione ricca e diversificata, che ha spaziato dall’arte antica a quella moderna e  contemporanea, ai grandi artisti ferraresi. Desidero ringraziare in modo particolare Vittorio Sgarbi, oggi assente per altri impegni, presidente insostituibile della Fondazione Ferrara Arte e figura fondamentale nell’indirizzo espositivo che questa amministrazione comunale ha intrapreso e di cui oggi riportiamo gli esiti”, ha commentato Marco Gulinelliassessore alla Cultura, Musei, Monumenti Storici, Civiltà ferrarese e Unesco del Comune di Ferrara.

Bilancio “Arte a Ferrara 2019-2024”

La programmazione non si è mai interrotta, nemmeno nel difficile biennio 2020-21, quando l’emergenza pandemica ha imposto anche agli istituti della cultura mesi di chiusure e contingentamenti e determinato una drastica riduzione dei flussi turistici, dall’Italia e soprattutto dall’estero.

L’offerta culturale è stata ricchissima e diversificata nonostante questo difficile contesto segnato anche dalla chiusura per un anno e sette mesi di Palazzo dei Diamanti, riaperto nel febbraio 2023 dopo un importante e decisivo intervento di ristrutturazione, restauro e riqualificazione delle sale espositive e degli spazi esterni, compreso il giardino, così come della Palazzina Marfisa d’Este, non aperta al pubblico dal settembre 2022 per lavori post-sisma, e del Padiglione d’Arte Contemporanea chiuso all’inizio del 2023 per la sua trasformazione nel nuovo Spazio Antonioni, che sarà inaugurato entro l’estate.

La ricca programmazione espositiva ha toccato vari filoni di indagineGrande attenzione è stata dedicata all’arte ferrarese, a partire dalla straordinaria stagione del Rinascimento, con la mostra Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estensi organizzata in occasione della riapertura del Salone dei Mesi, dotato di un moderno impianto illuminotecnico, e quella che ha sancito l’inaugurazione dei nuovi spazi di Palazzo dei Diamanti dedicata a Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, che ha registrato ben 70.229 visitatori ed è stata considerata dalla rivista «Finestre sull’arte» la terza mostra italiana più importante del 2023.

Virtuoso e necessario è stato il progetto di riscoperta dei grandi maestri ferraresi del secolo scorso: Gaetano Previati, Giovanni Battista Crema, Arrigo Minerbi e Achille Funi sono stati oggetto di importanti antologiche che hanno avuto il merito di valorizzare il patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. In questa prospettiva sono state presentate nella sala dei Comuni del Castello Estense, appositamente allestita per far conoscere al pubblico la straordinaria decorazione compiuta nel 1919 da Giovanni Battista Gianotti e Ettore Zaccari, mostre-dossier come Boldini. Dal disegno al dipinto. Attorno alla Contessa de LeusseDe Pisis. Il silenzio delle cose e La memoria infedele. La seduzione delle immagini da de Chirico a Schifano.

Ampio spazio è stato riservato all’arte del Novecento, con le retrospettive dedicate a maestri storicizzati assai noti come Antonio Ligabue e Piero Guccione, cui si sono affiancate quelle che hanno segnato la riscoperta di Adelchi Riccardo Mantovani e Carlo Guarienti.

Altrettanto esplorata è stata l’arte contemporanea: visitata da 65.138 persone è stata la mostra Un artista di nome Banksy; egualmente apprezzate quelle dedicate a Sara Bolzani e Nicola Zamboni, Małgorzata Mirga-Tas e Agostino Arrivabene, e agli artisti under 35 selezionati per la IX edizione del Premio Fondazione VAF. Doveroso è stato poi l’omaggio ai protagonisti della scena ferrarese, dallo scultore Sergio Zanni (che ha donato alla città una delle sue opere più significative, Foto di gruppo, ora esposta nel Palazzo Comunale) a coloro che hanno partecipato alla collettiva La città del silenzio. Artisti ferraresi per Antonioni.

Grande risalto ha avuto la fotografia: oltre alle antologiche dedicate a personalità di primo piano del panorama internazionale come Guido Harari e Nino Migliori, sono state presentate le originali ricerche di Arianna Di Romano, Claudio Koporossy, Silvia Camporesi, Franco Pinna e Italo Zannier.

Dopo il trasferimento delle opere della collezione Riminaldi nel Museo Schifanoia si è voluta mantenere viva l’attenzione sullo splendido Palazzo Bonacossi, con le mostre ad ingresso gratuito Fakes: da Alceo Dossena ai falsi Modigliani e Vittorio Cini. L’ultimo doge, cui seguirà in aprile la XX Biennale Donna.

Di tutte queste mostre recano testimonianza i pregevoli cataloghi progettati e pubblicati da Ferrara Arte Editore che ha altresì prodotto titoli di grande interesse come “Cerchiare il quadrato”. Franco Farina. Un progetto culturale a Palazzo dei Diamanti e Arte e letteratura nel nome di Roberto Longhi. Bassani, Pasolini, Testori. 

Sul versante museale è stato riaperto integralmente nell’ottobre 2021, a quasi dieci anni dalla chiusura causata dal terremoto, uno dei simboli della città, Palazzo Schifanoia: 21 sale, 1400 metri quadri di percorso, 250 opere e diverse integrazioni multimediali consentono ai visitatori di approfondire le fasi costruttive della delizia estense.

Sempre nel 2021 è stata riallestita la Madonna della melagrana, capolavoro di Jacopo della Quercia nel Museo della Cattedrale. Nell’occasione, in un’ottica di valorizzazione dello stesso museo, sono stati rinnovati gli apparati didattici, la segnaletica e il logo.

Come anticipato sarà presto inaugurato lo Spazio Antonioni, il museo dedicato al grande maestro del cinema moderno, mentre si dovrà attendere ancora qualche anno per l’apertura del Museo del Risorgimento e della Resistenza presso la Casa della Patria.

Oltre alla realizzazione di nuovi spazi e allestimenti l’amministrazione si è impegnata a perseguire obiettivi fondamentali come la tutela e la conservazione del patrimonio civico. Anche grazie al determinante supporto della Regione Emilia-Romagna e delle associazioni culturali cittadine sono state restaurate opere molto significative: l’immensa tela con l’Apparizione della Beata Vergine e san Pietro ai compagni di San Brunone (1695) di Giuseppe Avanzi ricollocata dopo circa ottant’anni, a seguito di un lungo e complesso restauro, sulla parete sinistra del presbiterio del Tempio di San Cristoforo alla Certosa; il consistente nucleo di straordinari gessi di Arrigo Minerbi presentati in occasione della monografica dedicata allo scultore ferrarese nel Castello Estense; il monumento sepolcrale dell’ufficiale pilota Pico Deodato Cavalieri, opera dello stesso Minerbi, conservato nel Cimitero Israelitico di Ferrara. Parallelamente si è svolto il restauro di opere tessili e materiali cartacei del Museo del Risorgimento e della Resistenza (il cui ricchissimo fondo documentale è stato sottoposto a una campagna di digitalizzazione) e dei dipinti e delle sculture della raccolta della Palazzina Marfisa d’Este. Il patrimonio civico si è inoltre arricchito di due capolavori destinati alle GAMC: le Muse di Gaetano Previati, donate alla città dalla Fondazione Giuseppe Pianori, e la Natura morta marina con peperoni, una melanzana e una conchiglia di Filippo de Pisis, concessa in deposito a lungo termine dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Inoltre è stato acquistato dagli eredi di Gaetano Previati un consistente ed eterogeneo fondo di materiali grazie alla partecipazione del Comune al bando Strategia fotografia 2020 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea.

Da segnalare infine che nell’ambito dei bandi PNRR promossi dal Ministero della cultura, l’amministrazione comunale ha ottenuto un finanziamento di 500 mila euro per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive e per consentire un più ampio accesso e partecipazione al Museo Schifanoia.

Il programma 2024 sarà completato da progetti volti a implementare l’offerta culturale cittadina con l’obiettivo di coinvolgere pubblico sempre nuovo ed eterogeneo.

Dal 23 marzo 2024 Palazzo dei Diamanti accoglierà per la prima volta le opere di Escher, artista geniale e visionario, da sempre amato dai matematici e riscoperto in tempi relativamente recenti. Per l’occasione nelle sale dell’ala Tisi sarà allestita una colta mostra dossier che approfondirà la conoscenza di un particolarissimo genere di opere d’arte del Rinascimento, quello dei cofanetti istoriati “in pastiglia”, calati nella scenografica ambientazione creata dalle fotografie di Wunderkammer di Massimo Listri.

C’è grande attesa infine per la mostra Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso (Palazzo dei Diamanti, 12 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025) che costituisce la seconda tappa dell’ampia e ambiziosa indagine del tessuto culturale e artistico ferrarese inaugurata con la citata mostra su Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa e che proseguirà nei prossimi anni con quelle dedicate a Girolamo da Carpi, Bastarolo, Bastianino e Scarsellino.

Come è sempre stato per le mostre di Palazzo dei Diamanti, anche in questa occasione sarà organizzato un programma di iniziative culturali e didattiche: dagli appuntamenti per operatori e insegnanti alle conferenze tenute da illustri esperti, fino alle molteplici proposte didattiche all’insegna del coinvolgimento e della partecipazione attiva dei giovani fruitori.

Completano l’offerta espositiva le mostre monografiche programmate al Castello Estense (dal 6 luglio 2024) dedicate al pittore ferrarese Antonio Maria Nardi, prolifico autore della prima metà del Novecento, e a Maurizio Bottoni, uno dei più autorevoli interpreti della figurazione contemporanea.  


Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049663499
referente Simone Raddi: simone@studioesseci.net

TEFAF Maastricht 2024: l’opportunità di immergersi in un ricco palinsesto culturale

TEFAF 2024
MECC Maastricht
9 – 14 marzo 2024

Un ricco programma di eventi, conferenze e visite guidate per gli amanti della cultura.

Quando la 37ma edizione di TEFAF Maastricht aprirà i battenti a marzo, i visitatori potranno partecipare anche a un programma eccezionale di conferenze, eventi e tour. Con i TEFAF Talks , il primo TEFAF Summit e i TEFAF Meet the Experts, la fiera offre ai visitatori l’opportunità di immergersi in un ricco palinsesto culturale che vede la partecipazione di studiosi ed esperti di fama internazionale provenienti dalle più stimate istituzioni culturali del mondo. 

Gli appuntamenti più importanti del 2024 includono:

COLLECTOR TALKS

Collezionare con intenzione: Lo scopo e l’impatto della creazione di una collezione

8 marzo, ore 13.00

Con la partecipazione di due importanti collezionisti, la discussione esplorerà le motivazioni alla base del collezionismo d’arte: dalle passioni personali o interessi estetici al sostegno agli artisti contemporanei, alla continuazione di un’eredità familiare. Presentato da AXA XL.

Colmare il divario: coltivare la passione delle nuove generazioni per gli antichi maestri e  non solo

8 marzo, ore 15.00

I gusti della nuova generazione di collezionisti spesso si orientano verso opere moderne e contemporanee. Questo panel discuterà le categorie collezionistiche più tradizionali, ponendo la questione cruciale di come suscitare l’interesse dei collezionisti che sono agli inizi. Presentato dal Financial Times.

 TEFAF TALKS

Il brivido dell’inseguimento: Storie di grandi scoperte nell’arte

9 marzo, ore 13.00

Internet ha “democratizzato” il collezionismo ma, con un numero sempre crescente di partecipanti, questo mondo rimane ricco di insidie, in particolare la provenienza e l’autenticità delle opere. Tre conoscitori del collezionismo contemporaneo condividono le loro storie e i loro consigli per assicurarsi il pezzo imprendibile, quasi “sacro”. Presentato da Artnet.

Conversazioni sulla conservazione: La traversata del Mar Rosso di Ludovico Mazzolino 9 marzo, ore 15.00

La National Gallery of Ireland ha ricevuto un contributo da TEFAF per restaurare il capolavoro di Ludovico Mazzolino che attualmente è troppo fragile per essere esposto. La discussione verterà sulla sua conservazione e su una maggiore comprensione della pratica artistica di Mazzolino. Presentato da ICOM-CC.

L’importanza dei motivi e degli ornamenti nel design d’interni  di oggi

10 marzo, ore 13.00

Un’illustre giuria di esperti di interior design, storia del design e arti decorative esplorerà come le tradizioni storiche dell’ornamento plasmino e ispirino il design contemporaneo.  Presentato da The World of Interiors.

La perdurante attualità di Frans Hals: L’età dell’oro olandese e oggi 10 marzo, ore 15.00

A fronte di una rinnovata attenzione per Frans Hals, grazie a una grande mostra alla National Gallery di Londra e ora al Rijksmuseum, questa tavola rotonda esplorerà la storia dell’artista e rivisiterà la sua eredità, compresa la sua influenza sugli impressionisti e il motivo per cui il suo lavoro sembra così moderno.  Presentato da Apollo Magazine.

TEFAF Summit, 11 marzo, 9.00-14.00 CET

Presentato in collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO e sostenuto da AXA XL, il TEFAF Summit è una piattaforma di discussione e collaborazione che esplora le sfide e le minacce che il nostro patrimonio culturale deve affrontare e l’opportunità che offre di promuovere la pace, sensibilizzare e suggerire soluzioni.  L’evento riunisce stimati opinion leader provenienti dal mondo dell’arte, dell’università, del governo e delle ONG per avviare conversazioni su questioni critiche legate al patrimonio culturale.  

I TEFAF Talks propongono tavole rotonde per costruire e sfidare le concezioni della storia dell’arte, del collezionismo e del mercato dell’arte.

TEFAF Meet the Experts è un programma di conversazioni con galleristi di fama internazionale, incentrato su oggetti significativi che sono esposti in fiera, ognuno dei quali è un pezzo di immenso valore storico e culturale. Per iscriversi, visitare il sito tefaf.com/programming.

Meet the Expert con Tenzing Asian Art
Sabato 9 marzo
12-12:30
Stand 200
 
Meet the Experts with Vanderven Oriental Art & Jorge Welsh Works of Art  
Domenica 10 marzo
14.00-14.30
Stand 810
 
Meet the Experts with David Gill Gallery
Lunedì 11 marzo
12-12:30
Stand 452
 
Meet the Experts with Cardi Gallery
Lunedì 11 marzo
14.00-14.30
Stand 448
 
Meet the Experts with Adam Williams Fine Art  
Martedì 12 marzo
12-12:30
Stand 352
 
Meet the Experts with Agnews Works on Paper
Martedì 12 marzo
14.00-14.30
Stand 609
 
Meet the Experts with Galerie Delalande
Mercoledì 13 marzo
12-12:30
Stand 230
 
Meet the Experts with Dürst Britt & Mayhew
Mercoledì 13 marzo
14.00-14.30
Stand 916
 
Meet the Experts with Wartski
Giovedì 14 marzo
12-12:30
Stand 242
 
Meet the Experts with Bowman Sculpture
Giovedì 14 marzo
14.00-14.30
Stand 144
 
 

TEFAF e AXA XL, il suo Lead Partner, condividono l’idea che l’arte sia più di quanto sembri. Per saperne di più su AXA XL, cliccate qui.

TEFAF è una fondazione senza scopo di lucro che promuove la competenza e la diversità nella comunità artistica globale, come dimostrano gli espositori selezionati per le sue due fiere, che si svolgono annualmente a Maastricht e a New York. TEFAF agisce come una guida esperta per i collezionisti privati e istituzionali, che ispira gli amanti e gli acquirenti d’arte di tutto il mondo.

TEFAF Maastricht è ampiamente considerata la principale fiera al mondo per le belle arti, l’antiquariato e il design. Con oltre 270 prestigiosi mercanti provenienti da circa 20 paesi, TEFAF Maastricht è una vetrina per le migliori opere d’arte attualmente sul mercato. Accanto ai tradizionali settori dei dipinti Old Master, dell’antiquariato e delle antichità classiche, che coprono circa la metà della fiera, si possono trovare anche arte moderna e contemporanea, fotografia, gioielli, design del XX secolo e opere su carta.


DOVE:                 
MECC Maastricht, Forum 100, 6229 GV Maastricht, Paesi Bassi
ORARI                 
Solo su invito – giovedì e venerdì 7 e 8 marzo, dalle 11.00 alle 19.00
APERTURA AL PUBBLICO:
da sabato 9 a giovedì 14 marzo, dalle 11.00 alle 19.00.
SITO WEB:             
www.tefaf.com/fairs/tefaf-maastricht

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OPEN CALL Bando Internazionale Installazioni specific – Festival del Tempo 2024 V edizione

OPEN CALL
Bando Internazionale Installazioni site specific 
FESTIVAL DEL TEMPO 2024 – V edizione

Scadenza candidature
2 aprile 2024

5-12 maggio 2024 ROMA_Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova

La quinta edizione del Festival del Tempo, promossa dall’Associazione culturale blowart, da Iskra Cooperativa sociale onlus, Università Popolare EretinaCreate Book e Librinfestival, insieme a APS Arcobaleno Centro sociale anziani e la SIPRe Roma – Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione, con il patrocinio di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto ONLUS, indice un bando internazionale per progetti installativi che possano prevedere anche un coinvolgimento della comunità territoriale e che saranno realizzati nei due centri storici di Monterotondo e Mentana (RM) durante la settimana del Festival che si svolgerà dal 5 al 12 maggio 2024. 

La partecipazione al bando è gratuita ed aperta a tutti i cittadini residenti in Italia o all’estero, a partire dal 18° anno di età, senza limiti di nazionalità, sesso, etnia o religione. Le opere dovranno essere esclusivamente progetti e installazioni site specific in dialogo con gli spazi esterni del centro storico di Monterotondo e di Mentana: verranno selezionate 3 proposte per Monterotondo e 2 proposte per Mentana. 

La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 2 aprile 2024. Ai 5 selezionati sono garantiti: alloggio e diaria presso le strutture messe a disposizione dal Festival per n. 2 giorni; un contributo di € 400,00 a copertura di spese viaggio, trasporti, materiali; la diffusione dei risultati all’interno della comunicazione del Festival e catalogo ebook. 

La Giuria, coordinata da Roberta Melasecca, direttrice artistica del Festival, è composta da: Anna Chiara Anselmi – Storica dell’arte; Rossana Cassoletti – Artista; Fabio Mazzeo – Architetto e Designer; Giuliana Silvestrini – Artista; Gloria Zarletti -Curatrice e Giornalista. 

Il tema del concorso è: Il Tempo della Metamorfosi.
Il tempo delle metamorfosi è un tempo del presente, il tempo di oggi, di un io che è fatto delle sostanze del passato e conserva le memorie possibili, e che si dirige altrove, in quello stesso luogo che ci ha permesso di essere qui, ora, figli e figlie della carne e del sangue, mutazioni di uno sguardo già aperto sul mondo (cit. dice ancora Emanuele Coccia). Pur provenendo da strati di passati e memorie, ognuno di noi è costretto a diventare altro: il destino di una storia che si ripete mai uguale ripercorrendo gli stessi desideri e gli stessi impeti dell’anima. Di fronte ed in mezzo agli eventi epocali che stiamo vivendo in questi ultimi anni, è necessario, dunque, comprendere quanto i tempi delle metamorfosi siano davvero i tempi del presente che ognuno di noi può realizzare e come l’arte possa essere lo strumento di un diverso sistema di relazioni tra culture, tra generazioni, tra piccole e grandi collettività. È urgente attuare un tempo nuovo, che sia la metamorfosi di quello che è stato, per costruire comunità solidali che hanno comune l’obiettivo del bene reciproco, della coesione territoriale, della crescita sociale e spirituale.

Il Festival del Tempo è il primo evento in Italia dedicato a disvelare attraverso l’arte e la cultura una riflessione sulla natura del Tempo e sulla sua percezione: è un’azione transdisciplinare dove lo scambio e il confronto tra partecipanti e pubblico aiutano a superare le frontiere della conoscenza individuale.

Le prime quattro edizioni del Festival (2020-2023) sono state realizzate a Latina (Sermoneta) e a Genova, raggiungendo una forte adesione di pubblico e attenzione dei mass-media. La quinta edizione si articolerà in due tappe. La prima tappa del Festival si svolgerà a Roma dal 5 al 12 maggio (Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova): tra le diverse iniziative anche un Concorso rivolto alle Scuole primarie e secondarie del Distretto, un Concorso per video e cortometraggi, oltre a seminari, proiezioni di film, presentazioni di libri e performance

La seconda tappa del festival si svolgerà a Genova dal 22 al 26 maggio, nell’ambito della prestigiosa manifestazione, unica e straordinaria, Genova BeDesign Week, promossa da Dide Distretto del Design, impegnata a rilanciare piazze e palazzi storici di grande fascino e bellezza. 


FESTIVAL DEL TEMPO 2024
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Scadenza candidature 2 aprile 2024

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All’Opificio in mostra il leggendario Reliquiario di Montalto

Reliquiario di Montalto delle Marche. Particolare: Deposizione.
Smalto en ronde-bosse su oro. Ai lati: teche porta-reliquie. Foto Opificio delle Pietre Dure

Dal 23 febbraio per la rassegna: Caring for Art. Restauri in mostra

Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre Dure
23 febbraio – 4 maggio 2024

A partire dal 23 febbraio è esposto al Museo dell’Opificio il Reliquiario di Montalto delle Marche, capolavoro dell’oreficeria gotica e rinascimentale, passato per i Valois, gli Asburgo, gli Este e il tesoro pontificio, poi donato alla cittadina marchigiana da papa Sisto V.
Per qualità e per storia il reliquiario è tra le opere di oreficeria più affascinanti di ogni tempo. Questo capolavoro, dopo l’intervento cui lo hanno sottoposto i professionisti dell’Opificio delle Pietre Dure, sarà presentato dal 23 febbraio al 4 maggio 2024, presso il Museo dell’Opificio nella sua sede storica in via degli Alfani 78 a Firenze.

A dieci anni di distanza dal restauro eseguito nel 2013 l’opera è tornata a Firenze per una accurata revisione, sia della struttura metallica che degli elementi smaltati. Su questi ultimi, in particolare, doveva essere verificata la tenuta dei consolidamenti effettuati in quella occasione e controllata l’eventuale comparsa di altri punti di fragilità. Era necessario inoltre ricollocare tre piccoli frammenti distaccati, tutti provenienti dal prato verde su cui poggiano le figure principali. Questo è l’unico elemento del reliquiario che è stato smaltato su argento e non su oro ed è pertanto più soggetto a fenomeni di alterazione, specialmente laddove si siano verificate fratture o cadute dello smalto. I tre frammenti sono stati riposizionati tramite micro-incollaggio e sono stati consolidati altri punti del prato che manifestavano segni di possibile distacco.

Reliquiario di Montalto delle Marche. Lastra posteriore
con candelabra tra girali. Foto Opificio delle Pietre Dure

Oggetto delicatissimo, dunque, il reliquiario risplende per la straordinaria raffinatezza tecnica, per la preziosità dei materiali. Realizzato in oro (fuso, smaltato en ronde-bosse , raffinata tecnica in cui lo smalto viene applicato su superfici a tutto tondo o in alto rilievo) e in argento (fuso, sbalzato, inciso, smaltato e in parte dorato ad amalgama di mercurio), circonda le scene toccanti legate alla passione di Cristo con diciannove zaffiri, venti spinelli, cinquantanove perle e un raffinato cammeo in sardonice di manifattura bizantina.

Pochi lavori di oreficeria possono vantare una storia collezionistica tanto documentata e di altissimo profilo quale la sua: la parte più antica dell’opera, in forma di tavoletta, era appesa nella cappella del Louvre stando all’inventario del tesoro di Carlo V di Francia (1338-1380), cui va presumibilmente attribuita la commissione dei magnifici smalti a tutto tondo su oro eseguiti forse da Jean du Vivier, orafo di corte. Un angelo biondo dalle grandi ali blu e bianche regge con le mani velate, offrendolo alla contemplazione, il corpo esanime di Cristo; un oggetto di devozione commovente e lussuosissimo insieme che presto passò ad altri Illustri proprietari. Nel 1439 risulta fra i beni dell’eredità di Federico IV d’Asburgo, dal 1411 duca d’Austria e conte del Tirolo; nel 1450 Leonello d’Este, coltissimo signore di Ferrara, lo acquista dal mercante tedesco Jachomo de Goldemont; già nel 1457 compare nell’inventario dei beni del cardinale veneziano Pietro Barbo, raffinato collezionista, poi papa dal 1464 al 1471 col nome di Paolo II. Sarà lui a trasferirlo nel tesoro pontificio e a dargli l’aspetto attuale, facendolo inserire in una struttura monumentale in argento dorato di straordinaria qualità.

Nel 1586 papa Sisto V preleva il prezioso oggetto e lo dona alla cittadina di Montalto nelle Marche, dove aveva avuto inizio la sua vita di uomo di chiesa. Nel donarlo, Sisto V limitò la sua ostensione pubblica a sole tre volte l’anno, poi ulteriormente ristretta al solo terzo giorno precedente la Pentecoste. Per poterlo prelevare per l’esposizione servivano quattro chiavi, affidate ad altrettanti maggiorenti della città. L’importanza per la collettività era tale che per salvarlo dalle razzie dei soldati napoleonici i cittadini si autotassarono per offrire 216 pezzi duri, equivalenti alla quantità di argento necessaria a fondere due grandi candelabri.

Ora all’interno della rassegna Caring for Art, giunta al suo quarto appuntamento, ciascuno avrà  l’opportunità di osservarlo con agio, di apprezzare il magistero tecnico che regge anche i minimi dettagli dispiegandosi anche nelle parti apparentemente secondarie, di avvicinarsi ad una sensibilità religiosa che univa immagini colme di patetico realismo e il fulgore delle gemme.

Per questa occasione si ringraziano Sua Eminenza Mons. Carlo Bresciani, Vescovo della Diocesi di San benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto e la Direttrice dei Musei sistini del Piceno Paola Di Girolami.


Ufficio Stampa Opificio delle Pietre Dure:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. +39. 049.663499
simone@studioesseci.net (rif. Simone Raddi)
 
Ufficio Promozione culturale Opificio delle Pietre Dure:
Maria Emilia Masci opd.promozioneculturale@cultura.gov.it

Roma: Acri organizza “Arte e @rte. I linguaggi della bellezza”

Domenico Brusasorci, Suicidio di Cleopatra, 1515- 1516,
proprietà di Crédit Agricole Italia
In occasione della mostra “Pàthos. Valori, passioni, virtù”,
l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa – Acri organizza
Arte e @rte
I linguaggi della bellezza

13 marzo 2024
Ore 11.00
Acri, Via del Corso 267, Roma

Mercoledì 13 marzo, alle ore 11.00Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa organizza “Arte e @rte. I linguaggi della bellezza” , un incontro che avrà luogo presso la sede di Roma in Via del Corso 267 con l’obiettivo di discutere – assieme a personaggi illustri del mondo della cultura – il fenomeno della digitalizzazione dell’arte.

L’evento si tiene in occasione della prima mostra virtuale realizzata nell’ambito di R’Accolte, il più grande catalogo multimediale in Italia, promosso dalla Commissione per i Beni e le Attività Culturali di Acri, che con l’inizio del 2024 ha inaugurato una nuova fase del suo impegno di valorizzazione culturale avviando un ciclo di mostre virtuali volte ad offrire al pubblico l’opportunità di conoscere ed esplorare le collezioni d’arte delle Fondazioni di origine bancaria in modi del tutto innovativi. La prima esposizione dal titolo “Pathos. Valori, passioni, virtù” è visitabile gratuitamente su www.pathos-raccolte.it fino al 31 marzo 2024.

Durante l’incontro saranno affrontati diversi temi legati alla divulgazione artistica, dalla tradizionale esposizione in mostre all’impatto dei social media e della realtà aumentata . Si dialogherà su come le modalità tradizionali e quelle di ultima generazione coesistano, rendendo l’arte sempre più accessibile, ma anche sollevando alcune criticità che l’incontro intende indagare e approfondire.

La discussione vedrà protagonisti lo storico dell’arte e curatore della mostra Angelo Mazza e la giovane divulgatrice Benedetta Colombo, nota con il nome di @benedetta.artefacile, con la moderazione del giornalista e conduttore televisivo e radiofonico Nicolas Ballario. Tra gli altri partecipanti, è previsto l’intervento del Presidente della Commissione per i Beni e le Attività Culturali di Acri Donatella Pieri.

La scelta del tema si lega fortemente all’attività delle Fondazioni di origine bancaria, organizzazioni non profit, private e autonome, rappresentate collettivamente da Acri, il cui settore primario di intervento è proprio la cura e l’accessibilità dei beni culturali. Dal 2000 a oggi, a questo settore le Fondazioni hanno destinato complessivamente oltre 7,5 miliardi di euro, contribuendo significativamente allo sviluppo culturale delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. Gli interventi sostenuti consistono prevalentemente in percorsi di creazione artistica, conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali, con particolare attenzione all’ accessibilità dei giovani e delle fasce più fragili delle comunità. Proprio con la medesima finalità, nel 2012 è nato R’Accolte, il grande catalogo multimediale delle opere d’arte delle Fondazioni, che ha reso alla portata di tutti le loro collezioni d’arte. Dal suo avvio, R’Accolte ha reso accessibili oltre 15.000 opere, censite secondo i più accurati standard internazionali, appartenenti a 78 collezioni, spaziando dal mondo antico al contemporaneo.

L’incontro è aperto a tutti fino ad esaurimento posti.

Per informazioni e richiesta di partecipazione scrivere a info@culturaliart.com.


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: Arte e @rte. I linguaggi della bellezza
QUANDO: 13 marzo 2024, ore 11.00
DOVE: Acri, Via del Corso 267, Roma
PROMOSSO DA: Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa
NELL’AMBITO DI: R’accolte – https://raccolte.acri.it/
 
PARTECIPAZIONE LIBERA FINO AD ESAURIMENTO POSTI
 
CONTATTI ACRI
SITO: https://www.acri.it/
YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC2E13fBWzJc30EtBv0bnWtQ
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/raccolte.arte/

UFFICIO STAMPA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

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“Cenacolo Live!” all’Institut Français Milano in occasione di MuseoCity

Cenacolo Live! Laboratori Barrio’s 4 – © Paolo Araldi
CENACOLO LIVE! A MILANO MUSEOCITY
Sabato 2 marzo 2024 ore 15:00
Sala Cinema dell’Institut Français Milano

Nell’ambito di Milano MuseoCity 2024, sabato 2 marzo alle ore 15:00 presso la sala Cinema dell’Institut Français Milano, Connecting Cultures e Museo del Cenacolo Vinciano presentano in anteprima assoluta l’opera video E si fa sera / As evening fallsrealizzata dagli artisti Mattia Costa e Chiara Ligi del collettivo Film-Live Association insieme ai giovani del quartiere Barona, durante un percorso laboratoriale di cinque mesi al teatro del Barrio’s.

L’opera video nasce in seno al progetto di arte partecipata e inclusione culturale di durata biennale Cenacolo Live!, curato da Connecting Cultures in partnership con il Museo del Cenacolo Vinciano, Nuovo Armenia, Asnada, Comunità Nuova Onlus e Barrio’s. Finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando 2021 – 2023 “Per la Cultura”, Cenacolo Live!   ha messo in connessione le comunità giovanili dei quartieri di Milano Dergano e Barona con il capolavoro di Leonardo. La collaborazione con l’Istituto francese di cultura si sviluppa invece nell’ambito di una convenzione sottoscritta con la Direzione regionale Musei Lombardia e finalizzata alla progettazione e la realizzazione di attività culturali condivise.

Il percorso di Cenacolo Live!, in ciascuna delle due tappe ha previsto visite  di approfondimento dell’opera leonardesca presso il Museo, laboratori creativi nel quartiere di residenza e la produzione di due performance di live cinema. Queste ultime costituiscono la prima acquisizione di opere d’arte contemporanea da parte del Museo del Cenacolo Vinciano: la prima, realizzata a Dergano, è già fruibile sul sito internet del Museo nella sezione Opere : a questa si aggiungerà ora E si fa sera / As evening falls presentata in occasione di Milano MuseoCity.

E si fa sera / As evening falls è il risultato di un percorso che da marzo a settembre ha condotto un gruppo di giovani aspiranti attori a confrontarsi ed entrare in relazione con l’Ultima Cena mediante l’azione teatrale e il linguaggio cinematografico. Gli artisti, con la collaborazione di Elisabetta Carosio, hanno invitato i ragazzi ad “entrare” nell’istante fermato da Leonardo sulla parete del Refettorio di Santa Maria delle Grazie e – partendo dai gesti e dalle espressioni degli apostoli – ad esplorare gli stati d’animo raffigurati nell’opera, mettendoli in relazione con il proprio vissuto. Infine i ragazzi sono stati protagonisti di una performance in cui il loro lavoro di reinterpretazione, mediato dallo sguardo di Film-Live Association, e accompagnato dalla musica dal vivo di Federica Maglioni e Franco Naddei, è stato direttamente accostato all’opera che l’ha ispirato.

La restituzione è un racconto visivo e sonoro che tratteggia un parallelo tra il Barrio’s e il Cenacolo e che – partendo idealmente da quanto si intravvede dalle finestre sul fondo dell’Ultima Cena, in un tardo pomeriggio di primavera – porta il pubblico ad “entrare” nell’istante ritratto da Leonardo e a vedere l’opera in una nuova luce, arricchita dalle prospettive uniche dei giovani protagonisti.

Come progetto di arte inclusiva e partecipata, Cenacolo Live! ha previsto anche forme di apprendimento peer to peer, con l’organizzazione di laboratori creativi di scenografia, scrittura e improvvisazione teatrale che si sono tenuti presso le scuole secondarie dei due quartieri dove i giovani partecipanti sono diventati tutor degli studenti di prima, seconda e terza media.

Cenacolo Live! Laboratori Scuola Tre Castelli 3 – © Paolo Araldi

La presentazione all’Institut Français di Milano prevede la proiezione aperta al pubblico di E si fa sera / As evening falls corredata da immagini che documentano gli workshop al Barrio’s e i laboratori creativi svolti all’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi nella scuola Tre Castelli alla Barona.

All’incontro interverranno: Emanuela Daffra, direttrice regionale Musei Lombardia, Anna Detheridge, presidente della Fondazione Connecting Cultures, Silvia Zanzani, direttrice del Museo del Cenacolo, Gemma Marchegiani, responsabile attività culturali di Barrio’s, Chiara Ligi, Mattia Costa di Film-Live Association con alcuni dei giovani interpreti dell’opera video.

È necessario confermare la propria presenza compilando il modulo al seguente link:


Cenacolo Live! a Milano MuseoCity 2024
Presentazione dell’opera video E si fa sera / As evening falls
Sabato 2 marzo h. 15.00-16.30
Sala Cinema dell’Institut Français Milano

Milano, Corso Magenta 63

Per info:
Fondazione Connecting Cultures
Via G. C. Procaccini, 4 Milano Fabbrica del Vapore
Annalisa Seoni, a.seoni@connectingcultures.it

Presentazione di Fotografia Europea 2024, in presenza e in diretta Zoom

FOTOGRAFIA EUROPEA 2024
“LA NATURA AMA NASCONDERSI”
Reggio Emilia
26 aprile – 9 giugno 2024

Mercoledì 28 febbraio, alle ore 12.00
Reggio Emilia, in presenza presso la sala video di Palazzo da Mosto
e in diretta Zoom
presentazione di
FOTOGRAFIA EUROPEA 2024
“LA NATURA AMA NASCONDERSI”
in programma dal 26 aprile al 9 giugno 2024 a Reggio Emilia

La natura ama nascondersi è il titolo scelto per la XIX edizione di Fotografia Europea, a Reggio Emilia dal prossimo 26 aprile al 9 giugno.
La natura cela la sua essenza ai nostri sensi, ma rivela la sua potenza in modi talvolta delicati, talvolta distruttivi, in un processo continuo che può essere inteso come un’oscillazione tra l’essere e il divenire. L’essere umano, che è parte della natura, ricerca l’essenza delle cose che lo circondano, siano esse piante, animali, rocce, fiumi e sistemi meteorologici, nel tentativo di scoprirne la natura e contemporaneamente di capire se stesso. Ne parleremo durante la conferenza con istituzioni e curatori per presentare gli oltre venti progetti che la città ospiterà in primavera.

INTERVENTI ISTITUZIONALI
LUCA VECCHI / Sindaco di Reggio Emilia
MAURO FELICORI / Assessore alla Cultura Regione Emilia-Romagna
ANNALISA RABITTI / Assessora alla Cultura Comune di Reggio Emilia
 
DIREZIONE ARTISTICA
WALTER GUADAGNINI / Direttore di Camera (Torino)
TIM CLARK / Editor di 1000 words magazine
LUCE LEBART / Storica della fotografia, autrice, curatrice e ricercatrice
 
DIREZIONE ARTISTICA FOTOFONIA
MAX CASACCI / Produttore e fondatore dei Subsonica
 
FONDAZIONE PALAZZO MAGNANI
MAURIZIO CORRADINI, Presidente Fondazione Palazzo Magnani
DAVIDE ZANICHELLI, Direttore Fondazione Palazzo Magnani

Ufficio stampa Fondazione Palazzo Magnani
Stefania Palazzo, s.palazzo@palazzomagnani.it
Elvira Ponzo, e.ponzo@palazzomagnani.it
 
Ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo s.a.s.
Simone Raddi, simone@studioesseci.net

Il Museo Revoltella di Trieste ospita una straordinaria mostra dedicata a “VAN GOGH”

Vincent Van Gogh
Natura morta con un piatto di cipolle
Arles, inizio gennaio 1889
Olio su tela, 49,5×64,4 cm
© Kröller-Müller Museum, Otterlo,
The Netherland
“VAN GOGH”
22 febbraio – 30 giugno 2024
Trieste, Museo Revoltella

Dal 22 febbraio al 30 giugno 2024 il Museo Revoltella di Trieste ospita una straordinaria mostra dedicata a Van Gogh.

Oltre 50 capolavori dell’artista più amato dal pubblico di tutto il mondo – tra cui le opere iconiche quali “L’Arlesiana (da Gauguin)”, “Ritratto di uomo (Ritratto di Joseph-Michel Ginoux)”, “Il Seminatore” e “il Giardiniere” – saranno esposti a Trieste, in quella che si preannuncia essere, ancora una volta dopo il grande successo a Roma, la “mostra dei record”.

Ideata e prodotta da Arthemisia, la mostra – curata dalla Prof.ssa Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti – è organizzata con il Comune di Trieste, in collaborazione con il Museo Kröller-Müller di Otterlo e l’eccezionale presenza della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

La mostra vedrà anche, in via del tutto straordinaria, il ricongiungimento dei due coniugi Ginoux.

Dal 22 febbraio 2024 il Comune di Trieste e Arthemisia presenteranno al Museo Revoltella una straordinaria mostra dedicata all’artista più amato di ogni tempo, Vincent van Gogh.
Quella che viene presentata a Trieste è la cosiddetta “mostra dei record”, visitata in pochi mesi da 600.000 visitatori a Roma.

La mostra sarà arricchita da una presenza speciale: i due ritratti di Monsieur e Madame Ginoux (i proprietari del Café de la Gare di Arles frequentato da Van Gogh), realizzati nel 1890 e conservati rispettivamente l’uno presso il Kröller-Müller Museum di Otterlo – prestatore di quasi tutte le opere presenti in mostra – e l’altra alla Galleria Nazionale di Roma, a cui si deve anche il prestito di un’altra opera di grande bellezza: il Giardiniere.

Vincent van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) ebbe una vita tormentata – come sottolineato da un’indagine di Maria Teresa Benedetti sulla scia di studiosi come Massimo Recalcati, nostro contemporaneo e altri più storici come Jasper, Bataille, Artaud e Testori -, trascorsa sul filo della pazzia, inquieta ed errabonda, fino al tragico finale che lo portò al suicidio ad appena 37 anni.
Come molti grandi artisti, la sua opera non fu compresa in vita ma oggi è l’artista più conosciuto al mondo, icona della storia dell’arte, amatissimo dal grande pubblico.
Nella mostra a Trieste – curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti e realizzata con la collaborazione del Museo Kröller-Müller di Otterlo – saranno esposti oltre 50 capolavori di Van Gogh, arricchiti da ampi apparati didattici, video, sale emozionanti e scenografiche e molto altro.

La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, con il supporto di PromoTurismo FVG e del Trieste Convention and Visitors Bureau, con il contributo della Fondazione CRTrieste, è prodotta da Arthemisia e realizzata in collaborazione con il Kröller-Müller Museum di Otterlo.
La mostra vede come sponsor e mobility partner Trieste Trasporti S.p.Asponsor Generali Valore Culturamedia partner la Repubblica e partnerCaffè degli Specchi e Antico Ristorante Tommaseo.
Il catalogo è edito da Skira.

Vincent Van Gogh
Pini al tramonto
Saint–Rémy, di
cembre 1889
Olio su tela, 93,5×74,2 cm
© Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherland

In occasione della mostra su Van Gogh, con un unico biglietto d’ingresso si potrà visitare anche il bellissimo Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna di Trieste che vanta una prestigiosa collezione: a partire dal ricchissimo lascito dell’omonimo barone Pasquale Revoltella – che ne fece la sua dimora fino al 1869 – fino alle più recenti acquisizioni di importanti esponenti dell’arte moderna e contemporanea.
È prevista, inoltre, una proposta promozionale a favore dei turisti denominata “Trieste ti regala le Grandi Mostre“. L’iniziativa mira a incentivare il turismo culturale in città grazie agli introiti dell’imposta di soggiorno: coloro che pernotteranno almeno due notti nelle strutture alberghiere convenzionate, riceveranno in omaggio la FVG Card – uno speciale pass che consente di scoprire il Friuli Venezia Giulia usufruendo di particolari vantaggi – che in questa particolare occasione consentirà l’ingresso gratuito ad entrambe le mostre in corso al Museo Revoltella “Van Gogh” e “Antonio Ligabue” (info su https://www.discover-trieste.it/Esperienze-e-pacchetti-turistici).
L’iniziativa è sostenuta da PromoTurismo FVG e dal Trieste Convention and Visitors Bureau.

LA MOSTRA
L’esposizione, che documenta in ordine cronologico l’intero percorso del pittore, parte dal racconto approfondito dei primi cinque anni di attività dell’artista, soffermandosi sugli scuri paesaggi della sua giovinezza e sulle numerose figure dedite al lavoro della terra.
Gli anni che vanno dal 1881 al 1885 sono determinanti, contano più di quanto non appaia dalle opere stesse. Van Gogh si limita principalmente al disegno, è consapevole di dover avere pieno possesso degli strumenti tecnici per poter diventare un pittore, “non dovete pensare che io abbia messo da parte l’acquerello o la pittura. Certo che ci penso, ma il disegno è l’origine di tutto” e ancora “non ho mai rimpianto un solo istante il fatto di non aver cominciato subito facendo acquerelli e pittura. So per certo che arriverò se continuerò a lavorare nonostante le difficoltà, in modo che la mia mano non abbia incertezze nel disegno e nella prospettiva“.



Informazioni e prenotazioni
T. +39 040 982781
didattica@arthemisia.it

Sito
www.arthemisia.it
www.discover-trieste.it
www.museorevoltella.it

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it

press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

Roma, Plus Arte Puls: LINA PASSALACQUA – Io…e il mare | A cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi

LINA PASSALACQUA
Io…e il mare

Inaugurazione venerdì 1 marzo 2024 ore 17.30

Plus Arte Puls
Viale G. Mazzini, 1 – Roma

Venerdì 1 marzo, alle ore 17.30 presso Plus Arte Puls, si inaugura la personale di Lina Passalacqua dal titolo Io… e il mare, a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. 
In esposizione ventitré opere dove il mare, elemento costante nella vita dell’artista, diviene il soggetto centrale del ciclo pittorico, che in questa occasione presenta insieme ad una selezione inedita di medaglioni dipinti che richiamano particolari delle stesse opere. La mostra, che sarà itinerante, evidenzia la presenza significativa dell’artista nel cogliere i dinamismi e i mutamenti della contemporaneità attraverso l’unicità del suo processo creativo dialogante con l’elemento autobiografico e i caratteri del tempo.

Il ciclo realizzato dal 2020 al 2022, durante il tempo sospeso della pandemia, è rappresentativo del linguaggio artistico di Lina Passalacqua caratterizzato dall’incontro con il futurismo mediante le figure di Mario Verdone ed Enzo Benedetto negli anni Ottanta. Nel 2023 per i suoi novant’anni la GAM di Roma le ha dedicato un incontro inserito nel ciclo “Laboratorio Prampolini” – Donne & Futurismo, protagoniste dell’altro movimento con la proiezione in anteprima del documentario Lina Passalacqua – L’essenza geometrica delle passioni, regia di Giulio Latini che verrà riproposto durante il vernissage. 

Nella presentazione critica Ida Mitrano scrive: «Lina Passalacqua guarda il mondo con la consapevolezza dell’oggi, non con la lente del passato. È in tal senso che il dinamismo e la simultaneità della sua pittura dialogano con il futurismo. La sua arte, infatti, acquisisce potenza nell’individuare i caratteri distintivi del nostro tempo, di cui l’artista coglie in particolare il “flash”, intuendone già nel 1989 la problematicità e le conseguenze sull’individuo: ‘viviamo nell’epoca del flash e tutto appare frammentario, anche i nostri sentimenti subiscono questa caratteristica. Sono impressionata dai flash della nostra epoca, dalle schegge di vita che ci colpiscono continuamente. Vivo in una società fatta di flash, che rischia di perdere la memoria storica e, forse, anche quella morale’. Era ancora troppo presto per parlare di perdita dell’identità umana, come invece sta accadendo. Un presente e un futuro sempre più gestiti e dominati dall’intelligenza artificiale e dai suoi algoritmi. Passalacqua ha avvertito l’invasività del flash e i suoi possibili effetti. Anticipatrice dello smarrimento umano, così come lo sono stati in altro modo, e su altri aspetti, i futuristi all’inizio del Novecento. Non a caso, la velocità di cui la sua pittura è espressione, lontana dal mito futurista della macchina, è quella delle tecnologie che produce la perdita di distanza tra sé e l’altro, tra l’artista e il soggetto che rappresenta. Dall’impatto tra il suo profondo e la realtà nasce la visione simultanea delle sue opere: frammenti, flash, vortici che compone e scompone alla ricerca di una sintesi poetica del reale che consente di ritrovare il senso dell’umano oggi perduto. Istanti che non si possono raccontare, ma solo fissare per un attimo, come l’artista stessa afferma. Per queste ragioni la sua pittura è testimonianza e denuncia dell’attuale stato delle cose come evidenziano alcune opere del suo ultimo ciclo Io… e il mare, realizzate tra il 2020 e il 2022. Un ciclo per certi aspetti biografico, perché il mare è un punto fermo nella sua vita. È il suo legame con il passato, con Genova, ma anche con il presente, la sua casa sul mare a Nettuno, dove crea diversi lavori, in particolare Vele, un ciclo dipinto tra il 1995 e il 2001. A questo, ne seguono altri: Voli (2002-2006), dove protagonisti sono gli elementi della natura, aria e acqua, terra e fuoco, Le quattro stagioni (2010-2013), Fiabe e Leggende (2015-2017). Io… e il mare nasce da una condizione che tutti noi abbiamo vissuto. Ventitré opere che hanno scandito il tempo della pandemia, un inedito lockdown che ha segnato la nostra vita, ma che non ha fermato la vitalità creativa di Lina Passalacqua e il suo rapporto con il mondo. Il ciclo rivela, ancora una volta, quel filo rosso che attraversa e lega la biografia e la sua arte. Io… e il mare, appunto. Un dialogo intimo e uno sguardo attento alla dimensione contemporanea dell’uomo. Un racconto per frammenti, per flash, dove ogni opera non è una semplice raffigurazione, ma una visione misteriosa, onirica della realtà. Mare come esperienza vissuta, ma anche come dimensione del profondo che rivela come la sua pittura così dinamica, così prorompente, sia al tempo stesso poetica e, anche se può sembrare contraddittorio ma non lo è, meditativa, soprattutto in quest’ultimo ciclo. Alla velocità inarrestabile del quotidiano, all’eco frastornante dell’epoca subentra l’ascolto di sé e del mondo che rendono oggi i suoi frammenti qualcosa di diverso dalla visione simultanea futurista e dalle scomposizioni dinamiche delle opere precedenti. Nel contesto attuale, quei frammenti sono i tasselli di un puzzle che non è più possibile ricomporre a causa di una condizione di incertezza e precarietà esistenziale ormai strutturale della nostra società. E, nell’assenza di qualsiasi punto di riferimento, la visione frammentata si traduce in un tentativo di riappropriazione del reale attraverso sé nell’unicità del processo creativo per affermare il valore dell’umano». 

Tra i vari riconoscimenti, si ricordano la Medaglia Commemorativa del Presidente della Repubblica in occasione del Premio di Pittura Città di Pizzo (2008), il Premio per il Neofuturismo (2009), Sezione Storica, al 2° concorso Nazionale Biennale d’Arte Città di Lamezia Terme, il Premio Speciale alla Carriera in occasione del 45esimo Premio Sulmona (2018). Nel luglio 2022, in occasione del Festival Dei Due mondi, le è stato assegnato il Premio Internazionale Spoleto Art Festival alla Carriera per “…le importanti attività che ha svolto e svolge nel campo della cultura e dell’arte.” Le sue opere figurano in importanti collezioni e musei d’arte contemporanea in Italia: al Museo del Presente di Rende (CS), nella Sala Permanente dedicata ai Futuristi Calabresi, assieme alle opere U. Boccioni, A. Marasco, E. Benedetto e altri; e all’estero, all’Estorick Collection of Modern Art di Londra. 

Durante il vernissage, alle ore 19.00, verrà proiettato il filmato di Giulio Latini: Lina Passalacqua. L’essenza geometrica delle passioni – @2023 Progetti Mediali srl. 


INFO

Io… e il mare
a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi
Inaugurazione 1 marzo 2024 ore 17.30
ore 19 Proiezione del filmato di Giulio Latini
Lina Passalacqua. L’essenza geometrica delle passioni
@2023 Progetti Mediali srl

Plus Arte Puls
Viale G. Mazzini 1 – Roma

Fino al 16 marzo 2024
Orari
: lunedì ore 16.00 – 19.30; da martedì a sabato 11.00 -13.00 / 16.00 -19.30
tel. 333 8911952
r.pedonesi@gmail.com
Comunicazione
Roberta Melasecca
associazione culturale blowart – Melasecca PressOffice – interno14next
tel. 3494945612
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Venezia: Re-Emerging Venezia | Mostra fotografica immersiva e progetto di ricerca sul lockdown e i suoi effetti

V. Masferrer-Oliveira, Sognavamo così, La Chiesa D’Oro da Dea della Laguna (2022)
Re-Emerging Venezia 

Una mostra fotografica immersiva e un progetto tra scienza e community che narra  il vissuto del lockdown e i suoi effetti sulla comunità e sulla laguna veneziana, diffondendo un messaggio di speranza e resilienza.

Date: dal 1° al 15 marzo 2024
Luogo: Procuratie Vecchie 139, Piazza S. Marco – Venezia

Anteprima stampa 29.02
dalle 11-alle 13 
Private view 2902 dalle 17.30

RE- EMERGING 
Beyond Lockdown 

A quattro anni dalla pandemia che nel 2020 ha cambiato il mondo, un team di artisti e scienziati, con il supporto di  CORILA ha dato vita a Re-Emerging  progetto scientifico e artistico internazionale. L’iniziativa, si propone di far emergere la consapevolezza degli effetti del lockdown nella comunità veneziana in città e in Laguna conservandone la memoria e trasmettendo un messaggio di speranza e apprezzamento per la resilienza umana in situazioni difficili. 

Il progetto mira a creare un archivio digitale di memoria collettiva del lockdown per l’elaborazione di un fermo immagine del nostro tempo, con una riflessione globale sulla nostra identità e sulla relazione con il mondo naturale che potrebbe e dovrebbe influenzare le scelte presenti e future.

Re-Emerging si impegna a coinvolgere un vasto  pubblico, eterogeneo per età, professione e tipologia di legame con Venezia, stimolando la riflessione e incoraggiando la partecipazione alla vita culturale e sociale, la connessione emotiva e lo scambio di opinioni. 

Il progetto prevede la partecipazione alla memoria collettiva del pubblico e in particolare dei ragazzi degli istituti scolastici con l’invio di testimonianze sotto forma di  immagini digitali di esterni catturate con i vari dispositivi tecnologici nel periodo di chiusura per la pandemia. 
I materiali si potranno caricare in autonomia e geolocalizzare sulla mappa interattiva  della pagina dedicata del sito https://www.re-emerging.it/it/aggiungi-il-tuo-ricordo/, verranno valutati e conservati da CORILA, COnsorzio per il coordinamento delle RIcerche inerenti al sistema LAgunare di Venezia,  sistematizzati poi con parole chiave in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e saranno accessibili gratuitamente online.

CORILA, nella persona di Caterina Dabalà rappresenta la direzione scientifica di Re- Emerging .
CORILA, con il suo impegno nella promozione e coordinamento della ricerca sulla laguna di Venezia, vede questo progetto  come un’occasione per condividere conoscenze e sensibilizzare il pubblico sull’importanza di rispettare il patrimonio naturale della città.
L’ente di ricerca ha contribuito con piacere a Re-Emerging, iniziativa innovativa che unisce il linguaggio scientifico con quello artistico capace di liberare le emozioni  promuovendo una riflessione sulla connessione tra l’uomo e la natura e superando la mera documentazione delle esperienze legate alla pandemia.

Alice Stocco ecologa e biologa ambientale, ricercatrice presso Università Ca’ Foscari di Venezia, L’obiettivo delle sue ricerche è l’indagine e l’applicazione di metodi e strumenti per rendere concretamente visibile il legame indissolubile tra gli ecosistemi e l’essere umano.

Silvia Rova biologa marina, ricercatrice presso Università Ca’ Foscari. I suoi studi si concentrano su come l’uomo dipenda dal funzionamento degli ecosistemi per molti aspetti del proprio benessere. 

Durante il lockdown del 2020, le due ricercatrici con la collaborazione del prof. Fabio Pranovi e Andrea Bianchi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, hanno raccolto i sentimenti negativi e positivi che le persone stavano sperimentando, attraverso un sondaggio online. Le risposte di 274 partecipanti hanno evidenziato un aumento della consapevolezza sulla vulnerabilità individuale e l’effetto significativo delle scelte umane su  diversi livelli.

Nel contesto della pandemia, la vita quotidiana a Venezia ha subito notevoli trasformazioni: l’acqua dei canali era limpida, la superficie calma senza il consueto moto ondoso causato dalle imbarcazioni, e si è osservata una notevole presenza di avifauna in luoghi insoliti. 

Oggi, con il Covid-19 ormai endemico, Re- Emerging riflette sui ricordi dell’isolamento e dell’effetto di una improvvisa cessazione delle pressioni antropiche sulla Natura, offrendo un’opportunità di riflessione sui sentimenti della collettività durante il lockdown.

Dal 1 al 15 marzo 2024, nella prestigiosa sede delle Procuratie Vecchie a fianco della Torre dell’Orologio avrà luogo la mostra fotografica delle tre artiste coinvolte, manifestazione artistica di Re-Emerging.

L’esposizione ha carattere immersivo con l’ausilio di realtà aumentata, di una mappa digitale interattiva accompagnata dal tappeto sonoro dei rumori registrati durante la pandemia quando il tempo e il vociare si erano fermati.

Eravamo così di Gaby Wagner – Sentivamo così di Sophie Fauchier – Sognavamo così di Val Masferrer-Oliveira 

È il percorso fotografico lungo il quale si snoda la mostra, i tre stati emotivi rappresentati dalle opere delle Artiste, l’imponente bellezza di Venezia che si riflette lungo i canali, gli splendidi palazzi rinascimentali e le architetture gotiche della città vivono in un tripudio di luci, colori e assoluta perfezione nelle fotografie di Gaby Wagner, che realizza un reportage del primo lockdown 2020. 

Negli introspettivi scatti del 2021 di Sophie Fauchier trovano posto, con estrema delicatezza, il silenzio dei luoghi, la solitudine degli abitanti e l’abbandono di una città fra le più idolatrate al mondo. 

Le opere di Val Masferrer-Oliveira sfumano tra realtà e sogno, ricreando una Venezia sommersa, evocando echi della leggendaria città perduta di Atlantide, fotografie oniriche dove si fondono etereo e tangibile,  una visione poetica che diviene un avvertimento sulla fragilità di questa città così esposta ai  cambiamenti climatici. 

L’esposizione ha carattere immersivo con l’ausilio di realtà aumentata, di una mappa digitale interattiva accompagnata dal tappeto sonoro dei rumori registrati durante la pandemia quando il tempo e il vociare si erano fermati.

Un dialogo artistico e scientifico con il visitatore per portarlo a rivivere sentimenti e desideri che aveva provato durante quel tempo,  a confrontare la visione degli spazi di allora e di oggi a stimolare nuove riflessioni sugli effetti di eventi così significativi della nostra esistenza. 

La mostra dedica anche uno spazio ai risultati ottenuti dall’indagine scientifica dal team di ricerca di Ca’ Foscari che indagava le sensazioni dei cittadini durante l’isolamento insieme alle loro riflessioni sul rapporto individuale e collettivo con la Natura. 

L’ingresso è libero dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18. 

1° Febbraio – lancio online del sito www.re-emerging.it accessibile per il caricamento dei materiali digitali e testuali del pubblico 

1° Marzo – Apertura della mostra fotografica interattiva e multimediale  Re – Emerging con le opere di Sophie Fauchier, Gaby Wagner, Val Masferrer-Oliveira

15 marzo – Chiusura mostra e messa online del virtual tour sul sito di riferimento www.re-emerging.it  con inizio della mostra virtuale.

2025

15 marzo 2025 – Termine della  raccolta delle memorie e del progetto online 

Marzo – Dicembre 2025 – Produzione dei Re-Emerging Papers che presenteranno la memoria collettiva raccolta nell’anno di lavoro.

Re-emerging ha ottenuto  il prestigioso patrocinio: 

  •  UNESCO/United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development; che riconosce l’iniziativa, apprezzando l’importanza di comprendere e preservare il ruolo fondamentale degli ambienti acquatici e il contributo  a una  riflessione globale della nostra identità in  relazione con il mondo naturale per un futuro più sostenibile e armonioso.
  • Regione del Veneto
  • Città di Venezia Le città in festa
  • Europa Nostra 
  • European Heritage Hub 
  • CORILA Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia
  • Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità 
  • Proprietà delle Procuratie Vecchie 139  
  • Roberto Coin s.p.a
  • Borgoluce Soc. Agricola s.s.
  • Rosa Salva Venezia 1879


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